Capitolo 7

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Siamo davanti a un enorme cancello dorato che brilla di luce propria.
Più ci avviciniamo, più la porta inizia a spalancarsi. Stiamo sulla difensiva, non sappiamo se ci siano altri pericoli da affrontare.

La stanza che ci troviamo di fronte, con nostro sommo dispiacere, è vuota. Ha forma quadrata, perfettamente scavata nella pietra. Delle torce di legno appese alle pareti emettono una debole fiamma che crea un'atmosfera sinistra. Non vediamo il soffitto, probabilmente è molto alto.

«Dov'è il tesoro?!» urla Asta visibilmente deluso. Io alzo le spalle, non ho idea di cosa ciò possa significare. Qualcuno è arrivato prima di noi? E allora perché c'era ancora il guardiano?

«Deve esserci un qualche trucchetto per far apparire il tesoro, probabilmente questo è un ulteriore mezzo di difesa del dungeon.»
«Ispezioniamo la stanza, magari c'è qualcosa sulle pareti o sul pavimento...» provo a suggerire.

Asta inizia a importunare le pareti con la propria spada, le pizzica un po' di qua e un po' di là, ma non succede niente. Julius è fermo, con gli occhi chiusi, in meditazione. Probabilmente sta pensando a un'altra strategia. Io esamino il pavimento, cercando qualcosa che catturi la mia attenzione.

Mentre mi muovo, sento Asta borbottare «E questo cos'è?»
Con la coda dell'occhio noto una nuova presenza luminosa. Mi volto immediatamente verso Asta, ma non ho il tempo di dire nulla perché la stanza inizia a tremare.

«Cosa ho fatto?!» esclama il giovane in preda al panico. Noto che ha inserito la spada in una fenditura nel muro. Sta per ritrarla, ma Julius interviene prontamente, dicendogli di non muovere nulla.

Nel frattempo, al centro della stanza si sta materializzando qualcosa.
All'inizio non capiamo cosa sia, ma sembra un bracciale.

Asta lascia la spada incastrata nella parete e si avvicina cautamente al tesoro appena apparso.

Io e Julius siamo pronti a scattare nel caso in cui si presenti una minaccia. Ma non succede nulla e Asta riesce tranquillamente a prendere il bracciale.

Non appena però lo mette al polso, entra in stato di trance.

La stanza torna a tremare, ma questa volta iniziano a cadere spuntoni di pietra dal soffitto. Julius cerca di fermare i massi con la sua magia di tempo, ma è inefficace.

«Julius pensa ad Asta, io prendo la spada!» urlo, lanciandomi di lato per evitare uno spuntone. Lui annuisce e si fionda sul ragazzo steso a terra.

Iniziamo a correre verso l'uscita, ripercorriamo il percorso dell'andata, questa volta al contrario. Con un ultimo salto riusciamo a salvarci la pelle, dietro di noi l'entrata del dungeon è definitivamente crollata e inagibile.

«Per tutti i grimori, c'è mancato poco!» dico, facendo un sospiro di sollievo. Poi mi giro verso Julius che tiene Asta tra le braccia.

Solo ora mi accorgo che il ragazzo ha gli occhi aperti, ma che emettono luce. Cosa gli sta succedendo? È stato imprudente da parte nostra non fermarlo quando stava per indossare il bracciale. E se ora fosse in preda a una maledizione mortale?

Julius non emette suoni, io lo emulo.

Passano i secondi, poi i minuti. Sto per interrompere il silenzio, quando Asta chiude di scatto gli occhi, li riapre e urla di paura.

Subito Julius gli chiede come stia, io uso una magia curativa d'acqua per capire se ha subito danni al cervello o al sistema nervoso.

Asta inizia a blaterare frasi sconnesse, parla di elfi, di demoni, di magia proibita. Julius mi lancia un segnale con gli occhi e capisco cosa devo fare.

«Dolce naufragio» sussurro, e il ragazzo si addormenta.
Julius si toglie il mantello e lo stende a terra, poi gli posizione sopra Asta con grande delicatezza.

Chiedo a Julius cosa pensa che sia successo.

«Penso che quello fosse un dungeon particolare, legato a una specifica persona del passato. Probabilmente apparteneva all'essere che possedeva il grimorio di Asta precedentemente, altrimenti non si spiega la compatibilità tra la spada e la fessura nella parete.»

«Quindi il bracciale è legato in qualche modo ad Asta, adesso.»
«Sì, ritengo che lui fosse l'unico a poterlo prendere dato che è il legittimo possessore dell'usurato grimorio nero a cinque foglie.»

Mentre io e Julius continuiamo a fare supposizioni, Asta sbatte le palpebre una serie di volte e poi si mette a sedere. Se si è svegliato dopo così poco tempo dal mio incantesimo, significa che è in forze e sta bene.

«Dove sono, cosa è successo? Dove sono Licht e Lumiere?»
«Hai visto Licht? Chi è Lumiere?» provo a chiedere, ma subito Julius interviene dicendo «Hai visto il primo Imperatore Magico?»

In effetti non avevo collegato il nome pronunciato da Asta a Lumiere Silvamillion Clover, colui che sconfisse un demone mille anni fa e salvò il regno dalla distruzione, diventando primo Imperatore Magico.

«Io... non sono sicuro...» balbetta il giovane.

«Torniamo alla base del Leone Cremisi, così avrai tempo di schiarirti le idee e, nel frattempo, ci faremo aggiornare sulle novità» conclude Julius



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Un'altra Elyod per voi!
Sempre fatta su Picrew, credits in foto.

«Torniamo alla base del Leone Cremisi, così avrai tempo di schiarirti le idee e, nel frattempo, ci faremo aggiornare sulle novità» conclude Julius-------------------Un'altra Elyod per voi! Sempre fatta su Picrew, credits in foto

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