Capitolo 13

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«Cosa intendi dire, Licht? Cosa ricordi?» chiede Patry tremando.

Licht lo guarda in maniera affettuosa, gli mette una mano sulla spalla.

«Ho evocato l'incantesimo proibito per risolvere la controversia con gli umani. Ma in realtà uno sporco demone di alto rango stava ingannando me e il primo Imperatore Magico. Il demone aveva ideato il genocidio degli elfi per trasformare il mio grimorio in uno a cinque foglie e possedere il mio corpo. Per fortuna, mille anni fa, il primo Imperatore Magico ha scongiurato il pericolo. Purtroppo si era anche attivata una magia demoniaca di reincarnazione, per cui, una volta di nuovo in vita, gli elfi pensassero di aver subito un torto dagli umani e cercassero vendetta. - spiega con tono triste - Pensavo che sarebbe finita in un bagno di sangue, ma sono contento che non sia stato così – sorride – grazie, Asta.» 


Tutti gli elfi sono ammutoliti, non si muove una foglia. È lo stesso Licht a rompere il silenzio, chiedendo agli umani come abbiano scoperto la verità. Viene così messo al corrente del dungeon e del bracciale.

«Però non mi spiego una cosa, com'è possibile che la mia spada abbia funzionato come chiave per ottenere il tuo bracciale?» chiede Asta, molto perplesso.

Licht scoppia in una risata cristallina e risponde «Perché quello che tu possiedi è il mio grimorio, diventato a cinque foglie dopo la mia trasformazione in demone! E dunque anche la spada anti-magia apparteneva a me, un tempo.»

«WOW! Ma quindi anche tu sapevi usare l'anti-magia?» controbatte Asta al culmine della meraviglia.

«No, prima della mia trasformazione, la mia magia era quella di luce. Però, dopo che sono diventato un demone, la mia magia buona era incompatibile con la cattiveria che portavo dentro, dunque si è trasformata anche lei.»

Asta sembra un po' deluso, forse lo intrigava l'idea che anche il capo degli elfi, mille anni prima, avesse usato la sua stessa magia, o meglio "non magia",

«Grazie per le spiegazioni, Licht. - interviene Julius – Ma adesso abbiamo una nuova priorità, ossia riportare tra noi i nostri compagni. Puoi aiutarci?»

«La chiave di tutto è il bracciale che avete trovato nel dungeon. Asta e Patry rappresentano le due facce della medaglia, magia e non magia, un elfo benedetto dal mana e un umano del tutto sprovvisto di esso. Devono distruggere l'amuleto, solo così le anime di tutti gli elfi avranno pace.»

«Sì, lo farò, solo adesso mi rendo conto di quanto dolore abbia portato con questa reincarnazione. È arrivato il momento di mettere fine alla questione» dice Patry con grande solennità.

Il giovane cavaliere e il giovane elfo impugnano le proprie spade, Asta quella anti-magia e Patry quella di magia di luce. Colpiscono il bracciale in perfetta sincronia.

Una luce intensa si sprigiona dall'amuleto, ormai in pezzi.  Dura pochi secondi. Poi le anime degli elfi si staccano dai corpi degli umani, come fossero fantasmi, e iniziano ad ascendere al cielo. Più salgono, più perdono consistenza, diventano nulla, diventano parte del tutto.

Non urla di lamenti o paura, ma sorrisi sui loro volti. Solo pace, finalmente.

«Spero potrete perdonarci» queste le ultime parole di Licht, prima che la sua anima si dissolvi.

Asta unisce le mani in preghiera e fa un inchino davanti al nulla.

«Che tu possa finalmente riposare in pace con la tua Tetia e tutti i tuoi compagni, Licht» sussurra con grande rispetto.



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Angolo autrice!

Grazie a chi è arrivatx fino a qui. Come potete notare, la mia storia è diversa rispetto a quella originale del manga/anime e, ovviamente, quella è molto più complessa e piena di colpi di scena della mia - per quanto mi sia in parte ispirata a quello che succede lì. Quindi nulla, vi consiglio di recuperare la serie/i fumetti se non lo avete ancora fatto.

Vi ricordo di lasciare un commento e/o mettere la stellina, così so che la storia vi è piaciuta.

Entro fine mese uscirà il capitolo 14, ossia quello conclusivo della storia.

A presto. 💖

Quel regale asterisco bluDove le storie prendono vita. Scoprilo ora