Capitolo 2

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Sto quasi per scaraventare la sveglia contro il muro quando comincia a suonare.

Ahh!

Speravo di dormire qualche ora in più ma ho troppo da fare oggi e quindi devo darmi una mossa. Vado in bagno a fare una doccia.

Scegliere cosa mettere non sarà una decisione facile adesso che ho più di due cose tra cui scegliere.

Uno non ci pensa normalmente, ma vi assicuro che è molto liberatorio poter scegliere cosa indossare.

Scelti i vestiti, ingoio quelle maledette pillole e scendo in cucina, prendo una tazza di caffè, già preparato da Bobby.

<< Stai preparando la colazione?>> chiedo mentre rubo una fetta di pane tostato.

<< pensavo ti avrebbe fatto piacere>> dice porgendomi un piatto con uova e bacon.

<< Non sai quanto>> ammetto mangiando tutto di fretta sotto il suo sguardo divertito.

<<Dove vai così presto?>>

<< Ian mi ha fatto avere un colloquio dove lavora, cercano commesse.. e poi devo passare dal nuovo psicoterapeuta.>>

<< Vuoi accompagnare tu Ben a scuola?>>

<<Sicuro, si sta vestendo?>>

<<No, ha già mangiato è andato a fare pipì>> ride.

Dopo qualche istante lo vediamo scendere le scale con il suo zaino in spalle.

<<Pronto ometto?>> gli do la mano, e lui sorride annuendo.

Usciamo di casa e ci dirigiamo verso la sua scuola elementare. Non mi dispiace fare due passi a piedi ma se il colloquio andrà bene devo prendere in considerazione l'idea di comprare un'auto.

<<Sono contento che sei tornata>> dice ad un certo punto e mi strappa un sorriso. È piacevole sentirsi apprezzati ogni tanto.

<<Almeno adesso ci sei tu a difendermi>> aggiunge poi a voce più bassa e il mio sorriso si spegne. Mi fermo e mi abbasso per essere alla sua stessa altezza.

<<Che intendi dire tesoro? Da chi?>>

<<Dalla mamma>>

<<Cosa? Ti ha fatto male?>>

<<No, a volte se faccio il cattivo mi chiude nella mia stanza quando papà non c'è, una volta mi ha chiuso nella cantina >> confessa e comincia a piangere. Ma stiamo scherzando?!

Lo abbraccio forte sperando che almeno questo possa farlo sentire meglio.

<<Mi dispiace piccolo. Non devi più preoccuparti adesso, va bene? Baderò io a te>> gli sorrido e quando sono sicura che stia meglio ricomincio a camminare verso la scuola.

Dopo averlo lasciato alle maestre mi incammino verso il Silver Label Records , e sulla strada mi fermo a prendere un altro caffè. Non voglio che i miei ansiolitici mi mettano k.o.

Una volta arrivata vedo subito Ian dietro il bancone così lo raggiungo.

<<Ma buongiorno, ti chiamo subito Charles così ti farà sto benedetto colloquio>> mentre si allontana ne approfitto per guardarmi un po' intorno e noto che non ci sono ragazze che lavorano qui..

In compenso ci sono altri due ragazzi, impegnati a sistemare alcuni cd nei vari scaffali.

<<Rose?>> mi volto verso quello che presumo sia Charles. Devo ammettere che è un uomo piuttosto attraente. Ma d'altronde ci vuole charme per fare il venditore, soprattutto se hai una tua attività.

Cinnamon Lake [ H.S.]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora