Capitolo 5

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<< Chi era?>> mi chiede Ian riferendosi alla ragazza che avevo appena salutato mentre salgo in auto.

<<Si chiama Lexie, la sua cagnetta mi è venuta addosso, che carina>> spiego sorridendo. Adoro i cani.

<<Ti fai delle nuove amiche eh?>>

<<Le ho parlato tipo per due secondi, non credo che baserei un'amicizia su questo>> dico ridendo. A dir la verità per me l'amicizia è una cosa sacra. 

Ci fermiamo in un locale poco distante, prendiamo due caffè e li sorseggiamo seduti ad un tavolino sul retro del locale.

<<Allora, è andato tutto bene?>> mi chiede Ian riguardo alla seduta.

<<Direi di si, oserei dire che forse potrebbe aiutarmi davvero questo dottore>> ammetto. Un'espressione sorpresa si fa spazio sul viso del mio amico, non è abituato a sentirmi parlare bene dei dottori.

<<Lui è diverso, ti piacerebbe, è anticonvenzionale>>

<<Ne sono contento, se può aiutarti non posso che essere felice per te, Rose>>

<<ehi, sai per caso con chi sarò di turno questa sera?>> gli chiedo per cambiare discorso. So che Ian tiene a me, e molto, ma so anche che parlare di qualsiasi cosa ricordi Sam lo fa stare male, e il mio recente ricovero rientra sicuramente nella lista di discorsi da evitare.

<<Sinceramente non ne ho idea, ci sarebbero dei turni prestabiliti mensilmente sai, ma alla fine ognuno li cambia a proprio piacimento, Charles è troppo buono>> spiega lui.

<<Perchè? Speravi in qualcuno in particolare?>> chiede poi con fare provocatorio.

<<E a chi dovrei puntare secondo te, sentiamo>> incrocio le braccia al petto facendo una smorfia divertita. Ian ha sempre cercato di accoppiarmi con i suoi amici, cosa che per l'appunto, a Sam dava molto fastidio. Ma la verità è che non sono mai stata una ragazza facile, che si accontenta delle storielle, non fanno per me. Rispetto chi non se ne priva, sia chiaro, ma sono troppo emotiva e finirei sicuramente per legarmi sentimentalmente, in modo profondo.

<<Non lo so, credo che Noah potrebbe piacerti>>

<<Aspetta, chi è Noah?>>

<<Come non detto>> sbuffa alzando gli occhi al cielo.

<<Ian avrò visto gli altri tipo una volta per qualche minuto, perdonami se non mi ricordo i loro nomi>> dico ridendo.

<< Noah è quel ragazzo con cui stavo fumando ieri pomeriggio prima di iniziare il turno>>

<<Ma io non gli ho nemmeno rivolto la parola, ero già dentro il negozio>>

<<Ah già, hai ragione>> si gratta la testa consapevole del fatto che i suoi film mentali su me e Noah avevano distorto la sua visione della realtà. Che stupido.

<<Ad ogni modo avrebbero dovuto lavorare Zed e Harry, ma visto che Zed ti ha sostituita prima probabilmente andrà via appena arrivi tu, quindi dovresti rimanere con Harry>>

<<Harry è quello molto loquace vero?>> chiedo ironica.

<<Ah vedo che lui te lo ricordi>> mi prende in giro.

<<Beh a lui ho rivolto la parola per lo meno>>

Ian mi lancia uno sguardo poco convinto prima di finire il suo caffè e alzarsi.

Cinnamon Lake [ H.S.]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora