Oltre l'oceano

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Tom era perso a guardare il sole sorgere sull'oceano. Era così tanto tempo che non metteva piede in quel continente che ora tremava: era come se avesse smesso di considerarlo casa sua. Eppure, in quella città che si profilava piccola all'orizzonte, in una villetta qualunque il suo cane scorrazzava libero nel giardino e poi suo madre lo chiamava per dargli qualcosa da mangiare. Lui portava sempre il giornale, come a fare uno scambio equo. Trixy. Così si chiamava quel cane. Da quant'era che non ci pensava? Quanti anni aveva ormai? Sette? Otto? Poteva essere già morto e lui non sapeva nulla. Perché non aveva mai chiesto a Kathy di invitare anche i suoi in quel forum? O suo fratello? Non ne aveva avuto il coraggio. Per quanto loro sapevano lui era morto, al pari di Jacob Finnegan. Pretendere che lo cercassero ancora, dopo tutto quel tempo gli sembrava egoista. E Luke? Ormai era un uomo. Aveva diciassette anni adesso, li avrebbe compiuti a luglio. L'anno prossimo avrebbe fatto quel maledetto esame.

«Un penny per i tuoi pensieri» David lo riportò su quell'aereo.

«Non so di cosa ho più paura. Se di avere successo o di fallire.» spiegò poi il ragazzo.

«Non è sbagliato» sospirò David. «Ci giochiamo molto oggi, ma non starci a riflettere troppo. Concentrati solo a rimanere vivo.»

«Ti ho mai detto che i miei sono di Portland?» Vedeva il faro avvicinarsi a loro, con il suo tetto rosso. Le onde dell'oceano si infrangevano sugli scogli lasciando una scia bianca.

«Mai stato» confessò David.

«Pensi mai cosa ne sarebbe stato di noi senza quella lista?». Non era stata la lista. In realtà era stata Helene Wolfe ad avergli rubato due anni di vita e la possibilità di un futuro normale.

«Se facciamo tutto per bene lo scopriremo presto».

L'aereo virò seguendo la costa. «Michael non ha la minima idea di cosa vuol dire perdere la famiglia o avrebbe smesso di scappare».

David lo osservò, colpito. «Credo che fugga proprio perché ha paura, lui più di tutti voi, di ciò che è e che non riesce a controllare». Si accese il segnale di allacciare le cinture. «Da te stesso non puoi scappare, per quanto tu corra veloce.» Il muso del jet si inclinò verso la pista.

«Ho fatto gli esercizi che Roxy mi ha dato. Ogni giorno. Sono riuscito a controllare meglio il mio potere. Mi sembrava giusto dirtelo, insomma, vista la missione. Comunque cercherò di stare calmo e non fare sciocchezze».

David in realtà era già stato informato di ogni suo progresso da Roxy: era stupito da quell'accensione così improvvisa e tardiva dei suoi poteri. Aveva provato ad addestrare quel ragazzo per mesi, senza alcun successo. «Avevo quasi pensato che il test con te si fosse sbagliato, che non fossi davvero LWF. Posso chiederti cos'è cambiato?»

«Non cosa, ma chi». L'aereo toccò terra in quell'istante. «Ti è mai capitato che una persona riesca a tirare fuori una parte di te che pensavi di non avere?»

David sorrise. «Attento, Tom, io me la sono sposata! Le donne conoscono degli incantesimi che vanno ben oltre la mutazione genetica!»

Il ragazzo rise. Il pilota li interruppe uscendo dalla sala comandi e avvicinandosi a loro. Lasciarono l'aereo scendendo nell'aria fresca dell'aeroporto di Newark.

C'erano un camioncino dei surgelati ad attenderli fermo nell'hangar altrimenti deserto: le porte si spalancarono davanti a loro. Tom non conosceva nessuno dei due uomini che scesero, ma vide il tatuaggio coi fiori di loto: erano sicuramente LWF e militari. David sembrava conoscerli, fin troppo bene. Età media tra i quaranta e i cinquanta stimò: uno era blu e uno rosso, non mutati, dal tipo di impianto. Gli passarono una tuta gialla e nera e lo invitarono a cambiarsi. Lesse il cartellino perplesso: una divisa da idraulico. Eseguì quanto indicato senza lamentarsi. Si sentiva un po' un pesce fuor d'acqua: loro tutti in uniforme militare scura e anfibi, lui con quell'assurda tuta addosso. Non voleva darlo troppo a vedere o lamentarsi. David si infilò la sua mimetica. Tom iniziò a svuotare la borsa di quell'idraulico e valutare cosa poteva venirgli utile per smontare una cavigliera elettronica.

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