Grum~
Non ce la faccio più sto morendo di fame ma anche così devo cercare di resistere fino a quando non si sarà conclusa la cerimonia, basta solo che si sbrighino altrimenti sarà il mio stomaco a risentiene,
Cerco di non pensare più alla fama quando voltandomi alla mia sinistra noto che accanto al tiranno sedevano il primo principe e la seconda principessa, ora che ci penso non ho ancora avuto modo di vedere la seconda principessa la quale si dice che pur essendo gemella della prima, si distinguano chiaramente l'una dall'altra, il romanzo stesso afferma che ciò è comportato dall'istruzione differente che hanno seguito perciò se Arianna e squillante e raggiante, sua sorella Anna e silenziosa e pacata oltre a ciò le sue comparse nel romanzo erano tutt'altro che frequenti, non ha mai proferito una singola parola a Giulietta, pertanto so ben poco di lei ma una cosa l'ha resa molto vicina a Giulietta ed è il fatto che entrambi erano state emarginate dalla famiglia senza poter fare nulla.
Sinceramente mi dispiace per lei ma ora devo prendermi cura di me e in primis del mio stomaco. In quel esatto istante due perle argentate si posarono su di me facendomi rabbrividire, è lo sguardo agghiacciante di Allen quello che mi stava congelando ogni atomo del mio corpicino facendolo tremare di conseguenza, ma io devo farmi amico pure lui se voglio sopravvivere, pertanto mi voltò lentamente e al con tempo faccio sorgere i miei denti in un sorriso adorabile socchiudendo gli occhi per non vederlo chiaramente, al chè il primo principe piuttosto che ricambiare il sorriso di una bambina innocente distoglie immediatamente lo sguardo ingnoramdomi 'stk che maleducato e io che gli ho pure sorriso', ma lascio scorrere dopotutto avrò altre opportunità per favorirmelo.
《~LAARIA SVOSCIA LAARIA SVOSCIA LAAARIA~...》
Un canto soave aveva appena preso posto nell'enorme sala, donne dai occhi azzurri e capelli castani cantano parole mistiche e armoniche, e mentre danzano dinanzi a loro si illuminavano fili argentei provenienti da un enorme calice ornato di diamanti e pietre fredde su cui sono incisi bestie spaventose, se e quello che credo devono trattarsi degli shinsu di cui mi narrava Eleonora-, ELEONORA ...ero cosi presa dal ansia che mi sono dimenticata l'unica persona che mi da tranquillità, voglio stare con lei, voglio che mi prenda la mano e che mi porti via da qui, voglio ritornare alla residenza del nonno, in quel momento il papino tiranno facendo per alzarsi mi prende in braccio e io per evitare di soffocarmi in una posizione scomoda come successo precedentemente, mi aggrappo al suo petto stringendo i suoi abiti tra i miei piccoli pugni per non cadere, di conseguenza lui porta istintivamente il braccio intorno alle mie gambe per poi avviarsi verso la parte inferiore della sala( ora posso vantarmi di aver fatto capire ad un tiranno come si tiene in braccio un bambino), a seguirlo nonno Claus, del quale riesco ad intravedere un sorriso da dietro le spalle large ed imponenti del mio tiranno padre, seguito da tutti gli altri membri della famigliola a loro volta scortati dalla cavalleria.
Al nostro passaggio, dinanzi a noi i sudditi si fanno largo mentre la melodia straniera si fa sempre più acuta ma i miei pensieri vanno su Eleonora e su che tipo di mostro questa gente aspettasse con ansia, e in tutto ciò inizio a sentirmi gli occhi pesanti, e la mia testa troppo piena di pensieri per una bambina di quattro stava provedendo facendomi addormentare, la cortea in quel momento si era come congelata ma i loro volti fiorivano guardando allegramente davanti a loro,
NON DEVO ADDORMENTARMI cerco di farmi forza perché non succeda l'inevitabile e con quello che mi rimane di coscienza ancora attiva, giro i miei bulbi oculari azzurri verso la ragione ti tanta gioia, qualcosa di bianco con due macchie color platino sembra avvicinarsi ma non lo vedo se non sfuocato, perché ormai mi sto addormentando.
Erano occhi quelli che mi fissavano?
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Giulietta
Lãng mạnMancava una pagina alla fine del romanzo che stava leggendo, ma le venne talmente sonno che si addormentò senza accorgersene, quando all'improvviso scoppia un'incendio nella biblioteca ormai chiusa da qualche ora ; " è finita, nessuno verrà a salvar...
