capitolo 7 la destia del diamante scarlatto

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E così alla fine mi sono addormentata tra le braccia del mostro. Al mio risvegliò mi ritrovo nella stanza delle rose questo significa che momentaneamente stanzio nel palazzo diamante . Mi alzo di scatto compiendo una rotazione del capo di novanta gradi verso i poli estremi:
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《 ELE,.... LA CELIMONIA..., PAPÀ 》
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queste le prime parole che vagito, come i neonati al loro primo pianto, mi affretto a togliermi le morbide lenzuola di dosso quando sento bussare alla porta:
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"Tok tok"
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《Principessa con permesso...》
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Entra una domestica nella mia suddetta stanza trovandomi intenta a scendere dal letto a baldacchino, chiaramente troppo alto se comparato al mio corpicino, al che , la domestica, si presta a darmi servigio aiutandomi a scendere:
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《Che la divinità della luna sia sempre con voi vostra altezza》
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Porgono le loro cordialità altre due cameriere, appena entrate nella stanza, io ricambiò il saluto sorridendo come d'abitudine ormai, e loro intenerite dal mio sorriso angelico, mi sorridono a loro volta.
Una volta fatti il bagno, i capelli e sistemati i miei abiti, mi scortano alla sala da pranzo dove si sono riuniti tutti i membri della famiglia reale a consumare il primo pasto del giorno, manco solo io per completa il ritratto quindi una volta raggiunta la sala le mie accompagnatrici si inchinano dinanzi alle autorità reali mentre io rimango impassibile poiché sono troppo piccola per inchinarmi, inoltre le mie abitudini e i miei modi da ragazza del ventunesimo secolo non scompariranno di certo da un giorno all'altro, quindi mi avvicino incontrandomi con Eleonora che non vedevo dalla sera prima mentre un inrefrenabile desiderio di abbracciarla forte e gridare il suo nome mi pulsa incessantemente sul petto, ma mi contengono, non sono davvero una bambina e se non voglio morire non devo fare cose fastidiose, fatto chiarezza nel mio cuore mi avvio limitandomi a tenere nuovamente la candida e bianca mano di Eleonora che mi scorta al tavolo, avvicinandomi però, mi rendo conto che il posto dove ero destinata a sedere era quello accanto all'imperatore, "COSAAAAAA per quale motivo non posso nemmeno mangiare in pace", e mentre mi siedo posso sentire distintamente il mio capo venire pressato dallo sguardo dei presenti,
Deglutisco silenziosamente alzando lentamente il capo posando lo sguardo prima su nonno Claus, che mi sorride augurandomi il buongiorno, al che sobbalzo ricambiando immediatamente, poi su l'imperatore, ma non ce la faccio e abbassò lo sguardo proferendo un timido saluto successivamente mi dedico a salutare generalmente gli altri da cui ricevo solo una voce famigliare:
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《 Buongiorno anche a te !》
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E la voce di Arianna, allegra di primo mattino a ricambiare, e io di conseguenza le sorrido compiaciuta della sua considerazione, a seguirla ricevo una flebile voce che suppongo dica "buongiorno" ma quasi impercettibilmente, quindi iniziamo il pasto, il tavolo imbandito regala mille fragranze e i pasti, di colori talmente vividi, sembravano brillare per via delle posate d'argento disposizionate in modo lineare e coordinato sul tavolo, i camerieri dunque si avvicinano servendoci i pasti e le bevande di ogni genere, che meraviglia quindi e così che conduce la vita una principessa ora capisco cosa significhi vita privilegiata ma se penso che ci sia  gente che muore di fame o che non può permettersi i beni primordiali mi si stringe lo stomaco, l'impero di Silvia però differisce molto da quelli che ho studiato nella mia vita precedente, infatti secondo il romanzo l'impero prospera grazie al tiranno per tanto nessuno gli è contro anzi questo e stato un fattore rilevante nell'esecuzione di Giulietta, alla cui non sentenziò nessuno, e io ora sto seduta a mangiare accanto allo stesso mostro che dovrebbe decapitarmi. Un brivido mi percorre lungo la schiena, quando mi accorgo che la persona in questione mi sta fissando ormai da lungo tempo quindi mi appresto a infilare un cucchiaio di deliziosa zuppa calda in bocca per soffocare lo sgomento. Finito di consumare il pasto Eleonora, che stava allo stesso tavolo ma distante da me per via della mia posizione vicina  all'imperatore, mi si avvicina aiutandomi a scendere dalla sedia spiegandomi la procedura successiva  e come la mia giornata è programmata:
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Giulietta La tua prossima ossessione. Scoprilo ora