CAPITOLO 12

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18:00

Mi ero addormentata senza farci caso, ero veramente stanca, il fuoco non si è spento, il libro è sul comodino, ho una coperta su di me e... Alessandro sul balcone?!

"Tu che ci fai qui? Mi sbaglio o avevo detto a tutti voi di rimanere con Chanel?"

"Non fare la sostenuta, lo sappiamo come è fatta, abbiamo solo detto che la tua reazione è stata esagerata"

"Vattene, non voglio vedere né te né i tuoi e "miei" amici"

"Chiara non fare la cretina dai"

È la prima volta che mi chiama per nome, dovrei segnare questa data sul calendario!

"Non faccio la bambina secondo me ma se per te è così la strada per andartene la conosci."

Non parla, mi fissa e basta, io mi perdo ogni volta nei suoi occhi ma non ho la minima voglia di pensare ad altro che non sia lo studio.

Si avvicina, mi prende la mano, mi alza e mi dice di farmi più bella di come sono perché stasera mi verrà a prendere alle 19:30 per portarmi a cena in un posto... quello che non capisco è dove dato che non possiamo uscire per cose come questa.

Appena lui va via mi inizio a preparare, passo la spuma sui capelli, mi ritocco il trucco, indosso un vestito blu con le maniche a tre quarti, mi metto un paio di tacchi non troppo alti e abbastanza comodi e, alle 19:20 ho finito, giusto il tempo di spruzzarmi il mio profumo, Gucci Guilty.

Bussano alla porta e vedo lui con una camicia bianca e un paio di jeans neri e stretti, prendo il solito giacchetto di pelle ed esco dalla stanza solo dopo aver preso anche le chiavi.

"Dove mi porti?"

"In un posto carino e grandino"

"Mi posso fidare?"

Non mi risponde, mi prende la mano ed iniziamo a camminare verso un corridoio che non avevo mai visto, questa scuola è strana!

Arriviamo in un piccolo atrio, mi chiude gli occhi con le sue mani e mi guida verso il posto credo. Si ferma e lascia in pace i miei occhi che, dopo aperti, vedono tutto appannato. Mi ci vuole qualche secondo prima di capire, mi trovo su un terrazzo enorme, addobbato con tutte lucine, al centro c'è un lungo tavolo tutto apparecchiato e con sopra mille prelibatezze. Sento dei passi dietro di me, mi volto e trovo tutto il gruppo che mi dice in coro "Scusa", Sara e Andre si sono avvicinate subito.

"Raga, siete state voi due a pensare a tutto questo?"

"In realtà no" e Sara si gira verso Ale. Mi volto stupita verso l'uomo che quasi odio ma che a volte ritengo simpatico e, con un sorriso grandissimo, mi avvicino e lo abbraccio sussurrandogli un grazie. Per fortuna che non è presente anche Chanel.

Iniziamo col mangiare un antipasto di terra e poi passiamo, tra un sorso e l'altro di birra o di vino, al primo piatto, pasta con tartufo e panna, poi al secondo, tagliata di manzo ed infine al dolce, milk-shake con panna per tutti, il mio è al cocco come quello di Alessandro che mi si è seduto sulla destra mentre sulla sinistra c'è Sara che è affiancata da Andrea.

Mentre qualcuno fuma, qualcuno beve e qualcuno parla, sentiamo dei botti al primo piano, fortissimi, sembra che qualcuno stia abbattendo un muro...

Io, spaventatissima, corro da Alessandro e lo abbraccio fortissimo

"Ale, cosa sta succedendo?"

Guarda gli altri ma non mi risponde, questa cosa è irritante, se non lo avesse capito mi sto cagando in mano.

"Ale, mi rispondi o ti è andata via la voce?"

Ha il viso terrorizzato, cerca di parlare ma le parole gli muoiono in gola, riesce solo a sussurrare un "Credo si arrivato il momento..."

"Quale momento Ale? Di cosa stai parlando?"

Più passando i minuti e più i boati sono forti, sembra che si stiano avvicinando all'ultimo piano...

Quando si rendono conto anche loro di questa cosa scattano e cominciano a correre verso l'interno, siamo rimasti solo io, Sara, Federico, Michele e Andrea di fuori...

Dopo un minuto eccoli di nuovo, Gianluca prende Sara, Alberto prende Andrea e Simone guida Michele e Federico.

Io sono rimasta qui, imbambolata e con una paura assurda. Vedo arrivare Ale che, urlando, mi dice di raggiungerlo velocemente. Così faccio, inizio a correre e mi ritrovo vicino a lui, ho i tacchi che mi stanno facendo malissimo ma devo resistere... Ale credo si renda conto di questa cosa così mi prende in braccio e inizia a correre ancora più forte in direzione delle nostre stanze.

Arrivati lì davanti sentiamo qualcuno salire le scale, non abbiamo le chiavi, provo a bussare ma Ale mi blocca la mano e mi trascina nel corridoio dopo l'angolo dove c'è una scalinata.

"Pensavo fosse l'ultimo piano?!"

"Zitta, non fiatare. Dopo ti spiego tutto."

Non capisco cosa sta succedendo ma sono abbastanza preoccupata....

I passi si avvicinano sempre di più così saliamo le scale ma qualcosa non va...

Queste scale non portano da nessuna parte... sembrano un pezzo della scenografia di uno spettacolo teatrale... puoi salire ma ti ritrovi solo il vuoto una volta lì.

Passando due uomini vestiti di nero, con un cappello a forma di cilindro in testa e in mano reggono un bastoncino luminoso, non so di cosa si tratti. Noi siamo nascosti dietro il corrimano di legno lavorato a mano e con fessure piccolissime. Ci accorgiamo che stanno salendo così, piano piano, ci caliamo per raggiungere di nuovo terra e per non farci scoprire. Una volta scesi, ci nascondiamo sotto di queste sperando che non ci vedano, anche se non so il motivo. Dopo pochi minuti scendono di nuovo e si allontanano da lì e si dirigono di nuovo al piano di sotto. Usciamo fuori e io inizio a correre, spaventata, verso la stanza ma, alzo lo sguardo verso la fine del corridoio e vedo una creatura strana, sembra un polipo gigante con tre teste e una ventina di tentacoli, che prendeva una ragazza per le gambe, la sollevava da terra, la metteva a testa in giù e la sbatteva addosso al muro... inizio ad urlare, questo mostro mi vede, si gira e inizia a corrermi incontro. Io rimango lì, come se mi avessero incollato le scarpe a terra... vedo solo una luce che, da dietro di me, passa davanti e colpisce la creatura facendola diventare polvere. Rimango scioccata davanti a tutto questo, spero che sia solo un sogno ma non è così, Alessandro è dietro di me con una specie di bacchetta nella mano destra e una lunga spada in quella sinistra.... Mi vede impaurita, mi viene incontro, mi fa entrare nella sua stanza dove sono riuniti tutti gli altri, mi stende sul letto e mi porge un bicchiere d'acqua che bevo tutto in un sorso. La mia mente è piena di immagini di quella creatura mostruosa che ha fatto del male a quella ragazza di qualche anno più di me.

"Cosa sta succedendo qui?" chiedo con la voce e le mani tremanti.

"Diciamo che non tutto è come sembra... questa scuola non è una scuola normale e neanche voi siete delle persone normali se siete stati scelti da questa"

"Cosa significa? Chi siamo noi" è Sara che parla anche lei molto impaurita...

"Siete delle creature apparentemente normali ma in realtà siete dotate di poteri che prima o poi usciranno fuori e che appena succederà dovrete allenarli"

"Continua" dico con tono di voce abbastanza duro

"Allora, iniziamo dall'inizio... Voi siete deglli Enemies of Demons, cioè i nemici dei demoni, tranquilli è una bella cosa ma è messa in modo da far risultare noi degli stronzi! Ognuno di voi ha un potere speciale, sarà dotato di una bacchetta e di un'arma. Esempio: io ho come potere l'invisibilità, come arma una spada e poi una bacchetta verde bottiglia."

"Okay sono molto confusa...!" Andrea non è l'unica, io e Sara siamo bianche cadaveriche e Michele e Federico non sanno se credere o meno a questa storia.

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VE LO AVEVO DETTO CHE MANCAVA POCHISSIMO ALLE SORPRESE. CHE NE PENSATE?

VOTATE E COMMENTATE.

BACI, CHIARA. XOXOXO

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⏰ Ultimo aggiornamento: May 31, 2021 ⏰

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