".....ti ricordi come ti chiami?" Il sorriso di Calum svanì a paco a poco con ogni parola che diceva.
"Si, io...mi chiamo...."la giovane si portò una mano sulla fronte per il terribile dolore.
"Aah!" Esclamò la sconosciuta.
"Ehy...tutto bene?"Calum si avvicinò al lettino e senza malignità appoggio una sua mano sulla coscia della ragazza e l'altra sul polso della sconosciuta.
"La...testa!"il suo biascicare era abbastanza comprensibile.
"Vado a chiamare qualcuno!" Calum, con passo sbrigativo, si avviò alla porta.
"Non...andar..via!" Era la stessa frase che la ragazza aveva detto prima di svegliarsi.
Infatti, ciò li fece tornare in mente qualcosa.
"Chi..è?" Il sussurro della sconosciuta fu talmente basso, che Calum non lo senti'.
"Come?" Il bruno si riavvicinó al lettino e con i sopraccigli aggrottate, guardó la ragazza davanti a lui.
Non era la classica ragazza che tutto cercavano.
I suoi lunghi capelli nero pece non li trovavi ovunque. Le labbra sottili e un pò scrollare, sopracciglia ben disegnate e folte. Ma ciò, che il ragazzo rimase più tempo a guardare, furono i suoi occhi. Quelli della sorella di Ash erano di un castano scuro, ma quelli della sconosciuta erano scurissimi. Talmente scuri che Calum stentava a credere che potevano esistere occhi come i suoi.
"La..ragazza...chi è?" La sconosciuta si era ristesa li facevano troppo male le costole per restate seduta.
" quale ragazza?" Calum con un sorriso interrogativo prese la mano della ragazza e la strinse nella propria.
"Quella nella mia...testa. Alta, lunghi capelli di un nero scuro, occhi bellissimi e scuri. Lunghe ciglia..." la ragazza cercava di ricordare il volto di colei che era apparsa nei suoi sogni.
Calum aveva lasciato la mano della sconosciuta, aveva fatto qualche passo indietro e aveva iniziato a pensarla.
Perché proprio adesso? Perché non prima? Perché proprio a questa ragazza che ora è attaccata a tutte queste macchine? Perché deve fare così male passare alla persona che ti faceva stare così bene?
Le domande erano diventate troppe nella mente di Calum che con un grande respiro continuò ad ascoltare ciò che aveva da dire la sconosciuta.
"Mi ha chiesto di di prendermi cura di Ash.....chi è Ash? Sei tu?" La giovane con sguardo interrogativo continuava a guardare Calum che iniziava ad intimidirsi sotto quello sguardo così scuro.
"Come fai a conoscerlo?" dopo un'attesa che sembrava non finire mai Calum le rispose con un'altra domanda.
"Io non...lo conosco. Non so chi sia" la guance della ragazza diventarono di un colorito più rosso.
"Mi ha parlato anche di un altro ragazzo, credo. Mi ha raccontato di lui con occhi sognanti. Di una persona davvero innamorata... Ha detto che il destino li ha separati. Continuava a ripetere che non e' stata colpa sua, del ragazzo. Piangeva. Ma il suo sorriso era talmente luminoso che oscurava le lacrime che le rigavano il viso. Ricordava ancora come lui la toccava. Quando li infilava le affusolate dita nei suoi capelli, quando la baciava...ricordava che era una sensazione bellissima sentire le sue labbra sulla propria pelle, il respiro del ragazzo accarezzarla..... "
"Non può essere possibile!"Calum sussurró abbastanza da interrompere il discorso della ragazza. Aveva intuito qualcosa, solo che non voleva pensare che fosse possibile. Non poteva cvedere che la sua ragazza( defunta ) potesse esser cosparsa in sogno ad una perfetta sconosciuta ed avergli chiesto di prendersi cura del suo amico
"Ha detto che ha capelli scuri, occhi di un cioccolato intenso, un po' a mandorla, la pelle ambrata, un tatuaggio....aspetta! Erano tre! Un indiano, un uccellino con il nome della sorella sotto e un ferro di cavallo.. Porta sempre tanti braccialetti e... " la ragazza proseguiva indisturbata nella descrizione del ragazzo dei suoi " sogni" non sapendo che chi stava descrivendo era proprio colui che li era davanti.
Ma Calum se ne era reso contro. Si coprì il volto con entrambe le mani. Lo stomaco gli si chiuse e un gruppo in gola gli impedì di parlare.
Gli occhi della ragazza caddero sul ragazzo.
La tensione era palpabile. Lui non credeva, non voleva credere. Lei sapeva perfettamente ciò che stava dicendo, era ciò che li era stato detto.
"Fa-fammi ...vedere....il braccio!" La giovane provó a mettersi il più seduta possibile, curiosa di verde il braccio del ragazzo.
Lui, furbescamente, nascose il braccio sinistro coperto da il sottile tessuto della sua t-shirt.
Per la ragazza era ovvio che, il ragazzo che le era stato descritto, corrispondeva esattamente a Calum, voleva solo una prova, il braccio.
"Devo...si, devo andare!" Calum a testa bassa cercó di svignarsela, ma non li andò bene.
"Aspetta! Il..braccio!" Cercó di essere il più convincente possibile, anche se Calum sarebbe potuto andarsene perché la ragazza era "disarmata".
Cal si fermò dando le spalle al lettino.
Perché la paura fa così male?
Ci provava, tanto, ma non riusciva a trovare una risposta alla domanda.
Con passo felpato, si accantonó al lettino.
Calum guardó la giovane, con sguardo preoccupato, mentre lei li lanciava occhiatacce.
"Il braccio! Ora! Voglio vederlo!" La voce della sconosciuta uscì forte e chiara.
Con il capo basso il ragazzo mise sotto il naso della sconosciuta il braccio destro.
"Non sei tu...." la sconosciuta alzò una sua mano, tremante, e accarezzó il braccio del ragazzo.
Il dito della ragazza percorreva il suo bicipite e avambraccio. La sua pelle era così soffice e liscia...
Ci aveva sperato così tanto. Pensava che la sua ricerca si sarebbe conclusa in fretta. Li sarebbe piaciuto conoscere uno come lui.
Con un sospiro di sconfitta la ragazza si appoggiò sul confortevole cuscino è chiuse gli occhi per un momento.
Intanto Calum si infilò la giacca che aveva poggiato sulla poltrona appena entrato in stanza.
"Strano...sembravi esattamente tu quello che la ragazza mio ha descritto. Scusa comunque. Non volevo essere così invadente, e solo che...."
"Non preoccuparti! È tutto ok!" Calum cercò di essere il più tranquillo possibile.
Inghiottiva sempre, cercando di far scendere lungo la gola il groppone dell'ansia che aveva.
"Io...vado! Ci vediamo straniera!" Con un ghigno, Calum posizionó le sue convers nere l'una davanti l'altra in direzione della porta.
"Come ti chiami?" La ragazza interruppe, ancora, la fuga di Calum.
"Mi chiamo Calum, Calum Hood!"
Ehy straniere ci si rivede!
Spero che il capitolo vi piaccia e scusate per gli eventuali errori.
Al prossimo capitolo ciaoooooo
Avete voglia di dirmi cosa ne pensate? Accetto anche le critiche!
-hooddina-
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remember [Ashton Irwin] [Calum Hood]
FanficLa vita è un gioco. Bisognia viverla, giocarsela... e alla fine del viaggio ricordare quei bei momenti e ridere per le cazzate fatte. Però se un giorno ti risvegliassi con un'amnesia, e ti dimenticassi di tutte quelle piccole cose, come reagiresti? ...
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