Il masochismo non è altro che una continuazione del sadismo rivolto contro la propria persona. Il masochista provoca, portando la situazione al punto di ebollizione, in modo da ottenere una certa liberazione psicosomatica che gli è impossibile da solo per mancanza di sbocchi. Il pianto, una reazione comune nei masochisti quando vengono portati nel loro punto di rottura, è uno di quei piccoli sbocchi della sofferenza accumulata e alimentata da desideri intrappolati, il bisogno di realizzarli e gli sforzi falliti.
In un rapporto di appartenenza le schiave spesso entrano in questo mondo come masochiste: rinchiuse in uno stato di negatività dove diffidano del mondo, della realtà, e perfino dei loro affetti più cari come i famigliari. Si è creata una barriera impenetrabile all'amore, all'approvazione e a qualsiasi sentimento positivo. È tutto così inquinato di sfiducia che l'aspirante schiava non crede neanche a se stessa (forse non sono poi così diversa da chi mi dà della troia). L'aspirante schiava vuole che tu la liberi ma allo stesso tempo fa fatica a credere in te. L'avviamento del rapporto vero e proprio è perciò preceduto da una lunga fase introspettiva in cui l'aspirante schiava smette di desiderare di essere liberata da un padrone, ma realizza la necessità che ha lei di un padrone con cui liberarsi. Questa fase introspettiva, alimentata da un confronto continuo con il potenziale padrone, è utile anche a smantellare la sfiducia profonda con cui la schiava, da masochista, guarda il mondo esterno.
La sub ora inizia finalmente a guardarsi dentro senza il timore di non essere ciò che vuole essere o di non poter diventare ciò che vuole essere. Qui la schiava inizia a percepire una flebile luce, sente l'esigenza di autorealizzarsi, di diventare e accettare quello che è eliminando quello che le proiezioni esterne l'hanno condizionata a voler essere. Quasi inevitabilmente qui si avrà a che fare con una tendenza continua a lamentarsi da parte della schiava, che è un'espressione obiettiva della sua sofferenza e dell'esito ancora incerto dei suoi futuri tentativi. Spesso le lamentele sono accompagnate da un biasimo continuo di natura provocatoria che consente alla schiava di distrarsi ulteriormente dal suo vero stato d'animo e i problemi sottostanti per mettere alla prova la sua capacità di provocare l'ira del potenziale padrone.
È proprio qui che partono le prime punizioni fisiche, spesso leggere ma utili a disciplinare la schiava a cui dev'essere chiaro che non si sta giocando e che, anche se i rapporti di appartenenza non si costruiscono sulla ragione, bisogna almeno sforzarsi di fare uso della ragione per essere sempre consci del percorso che si sta intraprendendo.
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Nell'interlinea
General FictionIl BDSM vuole essere compreso ma in quanto esperienza vissuta in prima persona ogni sforzo per chiudere il cerchio crea una tensione che non si armonizza bene con il praticare. Scrivere e condividere le proprie esperienze è l'unico modo in cui ques...