L'indicibile

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Cosa guida un padrone, qual'è l'istinto di base a cui cede e che cerca contemporaneamente di moderare? Ho più volte spiegato come il BDSM sia asessuale, non è l'eccitazione sessuale che porta il padrone a fare quello che fa. Se da una parte la schiava è guidata dalle correnti del suo substate, che la portano a riappacificarsi con quelle parti di se stessa che ha dovuto rifiutare, per il padrone l'istinto guida è quello della distruzione. L'obiettivo di ogni sessione vista dagli occhi del padrone è quello di portare la schiava al suo nadir, un punto che si trova molto oltre il minimo concepibile o qualificabile verbalmente. L'obiettivo è quello di farla sprofondare in quel fondo oscuro per cui non ci sono più parole ma in cui si affida esclusivamente al proprio istinto. 

Ogni persona, per come viene vista e percepita dagli individui che popolano il suo mondo routinario, è una costruzione sociale. Le vengono attribuite qualità come il bell'aspetto, l'intelligenza, la professionalità, la serietà ecc. In questo piano è come se col diventare adulti la nostra esistenza si elevasse e assumesse un senso obiettivo, quel senso che la società ci attribuisce. A prescindere dallo stato interiore, col diventare adulti piano piano gli individui si elevano e si posizionano su punti più o meno alti che coincidono a una specie di rango sociale. Questo è un misto di varie variabili tra cui il proprio carattere, la propria realizzazione professionale, l'aspetto, e altri elementi che variano da caso a caso. Ovviamente la realtà interiore è diversa e completamente indipendente da questa proiezione esteriore. Pensiamo per esempio a un clown di successo che però si sente disperato, triste e depresso mentre il mondo intorno lo associa a grandi risate e ilarità. L'ispirazione del padrone nei confronti di una sub scatta dall'apparenza, da questa sua immagine esteriore. Ma è solo conoscendola che potrà mettere su un piano d'attacco.

La conoscenza è fondamentale in un rapporto di appartenenza. Senza una conoscenza approfondita, senza quel processo di ricerca in cui si osserva attentamente la preda, e si scava dentro di lei in cerca di qualità, pregi, talenti, ma anche difetti e punti deboli, non ci sarebbe nulla da distruggere. O si andrebbe, per sbaglio, a distruggerla veramente. Una cosa che un padrone evita d'istinto. E parlando d'istinto, quando un padrone vede una schiava con un bel seno, quello che pensa di primo istinto è di deturparlo, riempirlo di lividi, renderlo irriconoscibile. Quando un padrone conosce una schiava talentuosa, intelligente, perspicace, il primo istinto è quello di metterla in situazioni in cui si sente stupida e inetta. Quando un padrone vede una schiava potente, il primo istinto è quello di umiliarla. Il piano d'attacco, di demolizione, ovviamente non sarà sempre uguale ma diverso in base alla schiava con cui si ha a che fare. Si oscilla tra il lento quasi impercettibile, percorso tipico delle schiave più ribelli come le brat, e il decisamente brusco e ostile tipico delle schiave slave. La cosa che un padrone teme di più, in tutto questo, è la distruzione assoluta. Una persona vaniglia, agli occhi di un padrone, è una persona assolutamente distrutta che vive la propria vita agganciata al suo zero assoluto. Una specie di zombie, o automa, persone ciniche prive di correnti interiori in cui non c'è, agli occhi del padrone, niente da distruggere perché si sono autodistrutte definitivamente.  

In ogni sessione si distrugge qualcosa di importante, si va a demolire un'immagine, una costruzione, un'idea. Ed è per questo che la refrattarietà è una componente fondamentale del BDSM, perché è nelle lunghe pause tra una sessione e l'altra che una schiava ricostruisce spianando la strada alla prossima sessione, al prossimo passo nel suo percorso. Si ricostruisce o costruisce nuove immagini, nuovi ruoli o nuovi attributi. 

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⏰ Ultimo aggiornamento: Sep 18, 2022 ⏰

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