Capitolo 9.

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Adrenalina.

In pochi istanti il cuore aumenta la forza e la frequenza contrattile, i bronchi, la pupilla ed i vasi sanguigni dei muscoli appendicolari e del sistema coronarico si dilatano, mentre a livello epatico viene stimolata la glicogenolisi.

Ed il mio corpo era letteralmente cosparso di scariche di Adrenalina, perché sta sera sarei tornato a correre, oggi mi sarei ripreso le strade di Boston.
Era passato un anno dall'ultima volta in cui avevo gareggiato, dopo i casini che Trev aveva causato ed il ricovero in ospedale,  preferì non farmi vedere troppo nei paraggi.
Non  avevo paura per la mia incolumità, avevo paura per quella dei miei fratelli Jack e Luke.
Infondo la gente di strada non conosceva né morale né etica, se qualcuno voleva colpirti, avrebbe colpito prima la tua famiglia, le persone a cui tu tenevi, e poi te.

ormai la legge della strada era diventata anche la mia di legge, sopratutto dopo l'uccisione di mio padre.
Cinque anni fa era cambiato tutto.. Decisi che non avrei più fatto la vita da pezzente,che nessun membro della mia famiglia avrebbe più sofferto e che nessuno mi avrebbe più messo i piedi in testa.
Ero stanco, stanco delle ingiustizie e del sentimento di impotenza che sentivo, così lo uccisi.
Uccisi Adrian miller per diventare quello che sono ora: il male.

« Luke, prendi la pistola» ordinai a mio fratello minore. L'avevo ormai coinvolto nel giro di droga di Javier, e per quanto mi avesse aiutato a vendere la roba sempre in tempo o in anticipo, mi sentivo tremendamente in colpa per lui.
Perché in questo mondo non ci doveva entrare, non l'avrei dovuto permettere, ma oggi le cose sarebbero cambiate, perché ne saremmo usciti entrambi.
Avevo 25 anni, non potevo continuare a vendere droga e non potevo continuare ad avere nella mia vita tutta quella gente di merda.
J, i suoi scagnozzi ed il grande capo, con cui nessuno era mai riuscito a parlare, sarebbero stati scaraventati via dalla mia prospettiva e dalla mia strada.

«Fratello la tua è carica?" Mi domandó Luke, sistemandosi la sua dentro la giacca.
« si è carica, ora andiamo.» 
Dovevo solo dare i soldi ricavati e prendere i miei, ma non bisognava mai presentarsi impreparati.
Non potevo abbassare la guardia, e con gli anni avevo ormai imparato a tenerla sempre alta con chiunque.

« con la tua macchina?»
« andiamo con la tua. La mia è da Billy con Jackson..» E mi bastó dire quel nome per vedere nella faccia di mio fratello minore lo stupore.
Billy era il meccanico da cui andavo sempre prima di ogni corsa,perciò questo significava solo una cosa.
« non mi dire che..» mormoró spaesato..
« è ora di riprendermi ció che è mio.» scandì deciso.
Ero tornato, e nessun figlio di puttana se lo sarebbe nè immaginato nè aspettato.

Avevo appuntamento nella solita fabbrica abbandonata di Roxbury, forse la zona peggiore di Boston insieme al Southwest Corridor,
dove tra l'altro avrei anche gareggiato sta sera.
In quelle zone era più facile rimediare una pistola o della droga che un pezzo di pane.
Sparatorie, uccisioni e furti erano all'ordine del giorno e la polizia aveva iniziato ad avere quasi paura di questi quartieri, ecco perché ormai erano diventati zona di traffico incontrollato.

«Resta in macchina ed alza i finestrini. Non li abbassare per nessun motivo al mondo, intesi?»  Chiarì a mio fratello minore, con la quale avevo un rapporto diverso rispetto a Jack.
Luke era 4 anni più piccolo di me ed io Mi sentivo tremendamente in colpa per lui, perché l'avevo infilato in qualcosa di orribile e sbagliato, ma giurai anni fa che mai niente e nessuno l'avrebbe sfiorato.

« sono qua per il carico di  novembre/dicembre»
Proliferai impassibile Al cagnolino gigante di Javier che sostava fuori dalla fabbrica.
Non conoscevo nemmeno il suo nome pur avendolo visto un milione di volte, sapevo solo fosse il suo braccio destro da anni.

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