I had all and then most of you
Some and now none of you
Take me back to the night we met
I don't know what I'm supposed to do
Haunted by the ghost of you
Oh, take me back to the night we met
Aron
"Tutto si riduce all'ultima persona a cui pensi la notte, è li che si trova il cuore." Avrò riletto questa frase almeno un milione di volte solamente oggi.
Non ne capisco il motivo, sinceramente. Non so perché io sia ancora qui, quasi due giorni dopo averla letta per la prima volta, a pensarci.
Non è la prima frase di Charles Bukowski che mi piace, ce ne sono molte che amo. Ma questa... ha qualcosa che mi fa smettere di pensare a tutto il resto, e mi costringe a soffermarmi su di essa.
Per quale motivo però? Perché non riesco a pensare ad altro? Questo è ciò che continuo a ripetermi da più di due ore, conoscendo già la risposta. Eccome se la conoscevo.
Sapevo per quale motivo non riuscivo a pensare ad altro, neanche quando avevo Clare seduta in macchina accanto a me, mentre guidavo in direzione del mare.
È silenziosa, perché sa che sto pensando ad altro e non vuole interrompere il flusso della mia mente.
Ma cosa ne penserebbe se sapesse che c'è lei al centro di tutto?
Che è lei la causa dei miei pensieri opprimenti?
Non credo che ne sarebbe contenta, anche se da una parte lo sarebbe. Avrebbe vinto quella scommessa che stupidamente ho deciso di fare dopo averla conosciuta.
Di questo sarebbe felice, ma non credo che lo sarebbe se sapesse il resto.
Perché il motivo per cui quella frase non mi esce dalla testa è proprio lei.
"Tutto si riduce all'ultima persona a cui pensi la notte, è li che si trova il cuore." Ed è li che si trovava il mio. Nelle sue mani.
Lo aveva lei, e neanche lo sapeva.
Lo aveva dal momento in cui sono riuscito a capire almeno un briciolo della sua anima, quando mi sono accorto di quanto fossimo simili.
Lei che per molto tempo ha portato una maschera, fingendosi qualcuno che non era anche con quella che doveva essere la sua famiglia. E io che continuo a farlo con tutti tranne che con lei e Nathan.
Loro due sono gli unici in grado di capirmi, gli unici che conoscono il mio passato anche se non nei minimi dettagli.
Clare, che è ricoperta di cicatrici di cui non va fiera. E io che sono ricoperto di altre cicatrici, con cui ho imparato a convivere solo dopo aver passato anni a non accettarmi.
Clare che si è sempre considerata la seconda scelta di tutti, dopo aver vissuto nell'ombra di sua sorella.
E io, che l'ho vista per la prima volta tra tutta quella gente, mentre cercava una via di fuga, e l'ho notata nonostante ci fosse qualche centinaio di ragazze in quella libreria.
Io che, l'ho sempre guardata come se non fosse solamente la mia prima scelta ma anche l'unica.
Perché nonostante non me ne fossi accorto, era lei l'unica che guardavo.
È l'ultima persona a cui penso la notte, e la prima che mi torna in mente la mattina. Perciò Bukowski aveva ragione, è li che si trova il cuore, e il mio ormai non lo possiedo più da tempo.
<< tutto bene? >> cede dopo aver passato quasi tutto il viaggio in silenzio.
Ma capisco dal suo tono di voce che è preoccupata, perciò mi volto e le sorrido, sperando che la sua preoccupazione sia vera e che non sia anche questa causata dalla scommessa.
<< certo, stavo solo pensando >> lei annuisce un po' insicura.
<< me ne ero accorta, volevo solo sapere se fosse successo qualcosa. Di solito non sei così silenzioso >> sembra reale quella preoccupazione, ma ho comunque paura di sbagliarmi.
<< non è successo nulla, siamo arrivati >> dico fermando l'auto di fronte alla spiaggia che la mia famiglia frequenta da quando ne ho memoria.
Da quel che i nostri genitori ci hanno raccontato, pare che loro due si siano conosciuti proprio qui. E dico anche che è qui che è cresciuto il loro amore.
Scendiamo entrambi, e mentre mi dirigo a prendere gli zaini lancio uno sguardo a Clare.
La osservo ispirare l'odore della salsedine, mentre il vento freddo le scompiglia i capelli e il sole di inizio Dicembre le illumina il viso.
Ha un'aria serena, cosa rara per lei. Ha quando sempre la stessa espressione, è sempre a lavoro e capita raramente che si prenda del tempo per lei.
E senza un vero motivo, mi ritrovo a sorridere. Forse perché si insinua in me il pensiero di essere io stesso la causa di questa sua serenità, o forse semplicemente perché in questo momento sembra una bambina che vede per la prima volta il mare in vita sua.
Capita raramente che io abbia voglia di immortalare un momento della mia vita, non c'è mai nulla che ne valga la pena. Ma ora si.
Per questo sfilo il telefono dalla tasca dei pantaloni e le scatto due fotografie senza che lei se ne accorga.
Lo rimetto in tasca nel momento giusto, perché lei si volta verso di me e mi sorride.
<< mi era mancato l'odore del mare >> dice venendo verso di me per prendere il suo zaino che avevo già caricato in spalla.
Ovviamente non glielo cedo, ma le do le chiavi della macchina in modo che possa chiuderla.
<< a me non tanto >> rispondo facendole strada verso la spiaggia.
Non c'è nessuno, al contrario dell'ultima volta che siamo venuti.
Ci siamo solamente noi due.
<< non ti piace il mare? >> domanda confusa.
Intanto io poso gli zaini sotto l'ombrellone di famiglia, e apro due sdraio.
<< ci vengo spesso, e con il tempo ho cominciato ad odiarlo. Ma oggi sono felice di essere qui >> rispondo sedendomi su una delle due.
Lei fa lo stesso su quella opposta, e si gira dal lato opposto nascondendo un sorriso.
<< sono felice anche io di essere qui >> mormora voltandosi verso le piccole onde che si infrangono sulla costa.
<< ti va di fare un bagno? >> chiede poi voltandosi verso di me elettrizzata.
<< vuoi fare il bagno a dicembre? Sei impazzita? >> lei nega con la testa e si alza in piedi togliendosi il top e la gonna senza dirmi niente.
<< teoricamente non è ancora dicembre, ma comunque prima che succedesse quella cosa con Charles io facevo sempre un bagno nei primi giorni d'inverno. Se vuoi puoi farlo con me, oppure puoi rimanere qui da solo mentre io sono in acqua >> cerco di non dar a vedere la reazione che mi provoca sentire quel nome, e mi concentro sul resto del discorso.
Charles non meriterebbe nemmeno di essere nei suoi pensieri.
<< allora? >> mi esorta vedendo che rimango in silenzio.
Ma io non rispondo.
Mi alzo di scatto e la prendo a mo' di sposa facendola gridare per la sorpresa.
Lei ride rumorosamente mentre io corro verso l'acqua ancora con i vestiti addosso, e c'è solamente una cosa a cui penso in questo momento.
Vorrei sentire sempre la sua risata. È come una droga di cui non riesco a fare a meno.
Lei è la mia dipendenza, e la paura che per lei non sia lo stesso è tanta.
Ma mi godo il momento, e rido più di quanto abbia mai fatto in vita mia.
Perché quando sono con lei rido più di quanto abbia mai fatto con chiunque altro, e questo perché Clare mi fa stare bene.
Riesce persino a farmi smettere di pensare a mio fratello, e a quanto lui stia male in questi giorni.
Alla possibilità che io possa perderlo a breve.
Non so nulla dell'amore, ma ho cercato a lungo una persona che riuscisse a farmi sentire almeno un briciolo di questo sentimento. Volevo solo sapere cosa si provasse.
Ora l'ho trovata, e l'unica cosa che riesco a pensare è che io sono innamorato di lei.
Per quanto sbagliato possa essere, perché sono stato io a fare quella scommessa che nessuno dei due vincerà mai.
Sono innamorato di lei dal momento in cui l'ho vista uscire dal bagno per scappare via da tutta quella gente, dal momento in cui ho notato lei tra le tante persone.
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𝐁𝐞𝐭𝐭𝐢𝐧𝐠
Chick-Lit𝚅𝚘𝚕𝚞𝚖𝚎 𝟸 Premessa: nonostante sia un secondo volume, entrambi i volumi sono autoconlusivi, di conseguenza potete leggerli separatamente. Consiglio, però, di leggere prima "lie" per capire un po' la storia e conoscere meglio i personaggi. Ovv...
