Aron
<< zio? >> alzai lo sguardo dalla rivista dello scorso mese, in cui la mia Cenere era stata messa in copertina.
<< dimmi, Mia >> dissi alla ragazzina di otto anni che mi fissava incuriosita dall'altro capo del tavolo.
<< tra quanto verrà la zia Clare con Matthew? >> chiese elettrizzata all'idea di vedere suo cugino.
Posai lo sguardo sul telefono che si era appena illuminato, e lessi l'ultimo messaggio che mi era arrivato.
CENERE🌤️: Matthew è uscito poco fa da scuola, stiamo arrivando.
Me lo aveva mandato due minuti fa, perciò sarebbero arrivati a momenti.
<< arriveranno tra poco >> risposi sorridendole.
In quel momento entrò Audrey, che aveva appena finito di lavorare alla copertina del suo prossimo romanzo, e dopo di lei entrò anche Asher con ancora gli occhiali da lavoro sul naso.
Audrey lasciò un bacio sul capo della piccola Mia, per poi proseguire per prendere la sua cheesecake alla ciliegia.
Asher prese in braccio sua figlia, e lei sorridendo gli diede un bacio sulla guancia.
Poi entrò mia madre, che ormai era diventata nonna da un bel po', seguita da mio padre e Will, che ormai aveva ventidue anni.
Erano passati quasi nove anni dalla morte di nostro fratello, e otto da quando ero tornato a New York per poi non lasciarla più.
La sua mancanza si sentiva ancora, soprattutto per Caitlyn, ma ora la famiglia era tornata unità come prima.
Ogni venerdì, come oggi, ci riunivamo a pranzo a casa Anderson, fatta eccezione per Millie che era ancora a Parigi per studiare.
Ormai qui vivevano soltanto i nostri genitori, benché fosse sempre molto affollata questa casa.
Caitlyn passava molto tempo con noi, ormai era come se l'avessimo presa nella nostra famiglia. Mia madre la considerava una dodicesima figlia, e lo stesso faceva mio padre.
Poi entrarono tutto insieme: Will e Delilah, Peter e Stella, Liam, Jul, Max e Ashlyn, James e Evelyn, Caitlyn, Noah e Sophia, e infine Luke e Jade.
La famiglia si era senz'altro allargata negli ultimi anni.
La stanza si riempì subito del casino che caratterizzava la nostra famiglia, tra dialoghi, scherzi e battutine.
<< Mia! >> esclamò Matthew entrando di corsa con ancora lo zaino più grande di lui sulle spalle.
Abbracciò sua cugina, nel frattempo io mi alzai dalla sedia per raggiungere Clare che stava varcando la soglia.
Le tolsi gli occhiali da sole e sorrisi vedendo cosa stringeva tra le mani.
<< Papà! >> Matthew mi saltò addosso attaccandosi alle mie gambe, e io lo tirai su prendendolo in braccio.
<< ehi ometto, come è andata a scuola? >> chiesi sistemandogli la camicetta della divisa scolastica.
<< è andata bene, ho anche abbracciato una bambina che mi piace >> sorrisi, aveva solo quattro anni e già le bambine subivano il fascino degli Anderson.
<< Matthew Nathan Anderson, ti sembra corretto venire qui e non salutare tua nonna? >> chiese mia madre prendendolo in braccio, si stava fingendo arrabbiata ma non avrebbe fatto paura a nessuno.
<< ciao nonna >> disse lui con un sorriso furbo sulle labbra.
<< meriti proprio una punizione >> mia madre cominciò a fargli il solletico e la stanza si riempì delle sue urla e delle sue risate.
Io ne approfittai per avvicinarmi a mia moglie, che nonostante stesse andando avanti con l'età, rimaneva sempre la donna più bella che avessi mai visto.
<< io davvero non capisco dove prenda tutte quelle energie >> commentò lei sorridendo, mentre lo guardava ridere fino a perdere il fiato.
<< hai forse dimenticato che io da giovane ero un ragazzo molto prestante? >> chiesi e lei mi fulminò con lo sguardo, odiava quando ne parlavo apertamente con dei bambini attorno.
<< non l'ho dimenticato, ma anche adesso non sei poi così male >> commentò portando lo sguardo su di me.
<< ora posso vederlo? Oppure vuoi tenerlo segreto per il resto della tua vita? >> chiesi indicando il progetto pronto della sua nuova collezione.
Mi aveva proibito di vederlo finché non fosse stato terminato.
Lei me lo porse, impaziente si sapere cosa ne pensavo.
La prima cosa che mi saltò all'occhio fù la foto che avevamo fatto anni fa, per un'altra delle sue collezioni.
E poi vidi il titolo.
"Betting"
Era il nome della sua nuova collezione, di quel marchio che ormai era famoso in tutto il mondo.
Ma era anche il nome della nostra storia, perché era partito tutto da quella scommessa
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𝐁𝐞𝐭𝐭𝐢𝐧𝐠
ChickLit𝚅𝚘𝚕𝚞𝚖𝚎 𝟸 Premessa: nonostante sia un secondo volume, entrambi i volumi sono autoconlusivi, di conseguenza potete leggerli separatamente. Consiglio, però, di leggere prima "lie" per capire un po' la storia e conoscere meglio i personaggi. Ovv...
