Il Rapace colpisce ancora

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TW      parolacce

Era giunta l'ora di entrare in classe, così mi avvicinai all'entrata. Ma prima che potessi muovere un piede, sentì qualcuno chiamare: "Hey mastino!"
Mi girai, pur sapendo di chi era la voce che mi aveva chiamata.
Y/n: "Hey Robin, come va? Ah e per la cronaca ti ho già detto che non mi piace questo nomignolo, o sbaglio ?"
Robin: "Ma come? Io lo trovo davvero forte. Comunque non c'è male. Oggi Moose mi ha dato un sacco da fare." disse, mostrandomi le nocche sbucciate.
Y/n: "Aia, ti conviene andare subito al bagno. Guarda come sanguini."
Robin: "Eh sì. Purtroppo alle prime ore ho matematica, Clarkson darà di matto se salto di nuovo le sue lezioni...già vado male nella sua materia. Comunque ti ho vista parlare con Finn, simpatico vero?
Y/n: "Chi?"
Robin: "Finn. Finney Blake"
Appena sentì il suo nome arrossì.
Y/n: "Ah sisì. Finney..."
Robin: "Mh...Sei strana" notò subito dopo.
Y/n: "Eh strana? Ma che dici?", cercai di nascondere il mio rossore.
Robin: "Insomma, ti nomino il suo nome e arrossisci...mh...sospetto, alquanto sospetto"
Mi si avvicinò guardandomi con fare guardingo, mentre io diventavo man mano più piccola.
Robin: "Va be'. Comunque dopo ti va di aiutarmi con mate? Sai, non è proprio il mio forte"
Y/n: "Va bene dai, allora dopo ti aspetto davanti alla porta del bagno dei maschi, così ci dirigiamo direttamente a casa mia dopo. Ah comunque io mi avvio, altrimenti la Robinson mi fa fritta", cercai di allontanarmi in fretta, salutandolo con la mano.
Robin: "Ok, ci vediamo dopo"
Entrai in aula e mi sedetti al solito posto. Il mio banco era all'angolo, nell'ultima fila, come tutti i protagonisti dei film, ecco perché lo scelsi. Tralasciando questo...data la mia reputazione vi erano in tanti che si allontanavano da me, quindi non avevo amici, a parte Gwen e Robin.
Ms. Robinson: "Alla buon ora", mi squadrò dall'alto al basso.
Y/n: "Scusi per il ritardo, avevo avuto un piccolo imprevisto"
Ms. Robinson: "Sì, certo come no...comunque segui la lezione. La prossima volta che arrivi in ritardo sarò costretta a metterti una nota"
Y/n: "La ringrazio, signorina Robinson"
Seguì, anche se con malavoglia la lezione...I minuti sembrarono non passare mai, quando ad un certo punto sentì il trillo della campanella. Mi svegliai. Non mi ero accorta di essermi addormentata. Mentre feci per alzarmi e andare fuori ad aspettare Robin, vidi la signorina Robinson che mi guardava malissimo. Affrettai il passo, quando notai che Finney, il fratello di Gwen stava correndo in bagno, sembrava quasi stesse scappando. Dopodiché vidi un gruppetto di quei bulletti senza palle andargli dietro. Da lì feci due più due, e capì.
Mi avvicinai minacciosa, quando una mano mi fermò la spalla. Sussultai un poco. Era Robin.
Robin: "Che succede?"
Y/n: "È entrato Finney in bagno, seguito da un gruppetto di ragazzi. Stavo per andare a controllare", cercai il più possibile di sembrare calma, anche se non ci riuscivo. Mi sentivo male, al solo pensiero che qualcosa potesse essergli accaduto.
Robin: "Lascia fare a me."
Detto questo, Robin entrò senza esitazione accompagnato da me. Si guardò attorno e raggiunse il lavandino, i bulletti ci guardarono allarmati e si allontarono subito per farlo passare, mentre io rimasi accanto alla porta, fissando ciò che voleva fare.
Ecco lì, Finney, vicino alla finestra. Ci guardava stupito. Per fortuna stava bene.
L'acqua prese a scorrere dal lavandino.
Robin: "Hey Finn. Che succede?"
Finney: "Che dire...si cerca di resistere"
Robin: "Aha...Moose ha dei denti affilatissimi. Ho sanguinato per tutta la prima ora". I bulletti stavano cercando di scappare, ma Robin lì fermò: "Se rifate gli stronzi con Finn, faccio lo stronzo io". Non l'avevo mai visto così serio.
Robin: "Potete andare ora". Era bastata solo quella frase per farli andare via.
Y/n: "Si scappate, cagasotto", mi limitai a dire questo, dato che aveva fatto tutto lui.
Finney: "Grazie"
Robin: "Un giorno di questi dovrai difenderti sa solo però".
Sembrava una scena presa da un film, ma bastò la mia presenza per rovinare l'atmosfera.
Finney: "Aspetta...ma perché tu sei nel bagno dei maschi?"
Y/n: "Ehm..lunga storia" e arrossì di nuovo. Dovevo stare attenta se non volevo farmi scoprire.
Robin: "Dovresti ringraziare anche lei. Stava per correre dentro il bagno appena ti ha visto". Finney sembrò sorpreso, e mi ringraziò.
Robin: "Comunque, ho visto il film "Non aprite quella porta", davvero figo"
Finney: "Ma non è vietato ai minori? Mio padre non me lo farebbe mai vedere"
Y/n: "Lo stesso vale per me"
Robin: "Mio zio mi porta al "Drive in" e vediamo di tutto, ma..accidenti, quel film non si batte, è assolutamente il migliore. Ah. Mi stavo quasi per dimenticare. Oggi vado a casa di Y/n, così mi può aiutare in matematica"
Finney: "Guarda che potevi chiedere anche a me"
Robin: "Sì, ma casa di Y/n è leggermente più vicina, e poi Y/n è veramente un asso in matematica". "Ah. Ci sono!". A Robin sembrava gli fosse venuta l'illuminazione. "Vieni pure tu. Così ripassi con noi"
Finney: "Io? Ma sei sicuro? Cioè...posso?", rispose rivolgendosi a me.
Y/n: "Certo. Non c'è nessun problema. Va bene per il pomeriggio alle 5?". Dovevo sembrare il più calma possibile. La mia bocca si muoveva, ma non riuscivo nemmeno a capire quello che stavo dicendo.
Finney: "Va bene", rispose sorridendo. Distolsi immediatamente lo sguardo. Incredibile come bastava solo quello sguardo per farmi comportare come una scema.
Uscimmo finalmente dal bagno, e ci dirigemmo verso l'uscita. Finney ci salutò e andò con Gwen verso casa loro.
Quando non scorsi più nemmeno la sua ombra, afferrai Robin per la maglietta.
Y/n: "Ma cosa ti è saltato in mente?"
Robin: "Perché? Cosa c'è? Guarda che ho notato come lo guardavi"
Y/n: "A te non posso nascondere niente...si vede tanto?"
Robin: "Mh...fammi pensare. Abbastanza purché io possa notarlo direi", un sorrisetto gli apparse sul volto. Gli diedi un colpetto sulla spalla e ridemmo insieme.
Robin: "Dai, ora vado. Purtroppo non posso andare direttamente a casa tua. Mi servono i materiali, dato che oggi mi sono scordato tutto"
Y/n: "Mamma mia...di nuovo? Va bene sù, corri. E stai attento al Rapace" risposi scherzando.
Robin: "Come no. Contaci"
Mi avviai verso casa. Quando arrivai, misi un po' in ordine la casa, quando si fecero le 5 passate, suonò il campanello.
Aprì la porta. Era Finney. Aveva l'aria un po' strana, era tutto fradicio. Fuori pioveva e non aveva neanche il materiale da scuola.
Y/n: "Hey, tutto bene? Dai entra che..."
Finney: "È Robin...Robin è...", gli mancava il fiato, non riusciva nemmeno a finire la frase. Ebbi uno strano presentimento, e dal suo viso affranto capì. Fu come se un macigno mi fosse appena caduto addosso. I miei occhi si fecero più sfocati, e lacrime salate scesero.

[its just us] finney blake🍂⚾Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora