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Matteo era morto, e Taylor non poteva farci niente. Riusciva solo a piangere, a pensare a lui, cercava di andare avanti come se non fosse successo niente. Di fronte agli altri sorrideva,li ingannava con quel sorriso falso, ma talmente tanto convincente che a volte ingannava anche sè stessa.

"Sei molto brava a fingere, ma io sono più sveglio di loro. Io so capire quando una persona si sforza per sorridere, per apparire forte di fronte agli altri, quando invece dentro sta morendo. Per quanto andrai avanti così? Pensi che in questo modo passerà più velocemente? Ti sbagli. Te lo dico per esperienza."

Jonathan era all'uscita da scuola che aspettava Taylor per farle questo "discorsetto", per qualche motivo voleva farla sentire meglio, non riusciva a vederla in quelle condizioni. La prese alla sprovvista, iniziò a parlare e lei era lì che lo ascoltava, non reagiva, lo guardava e basta. Sembrava una bambina a cui stavano facendo un rimprovero.

"Non credo siano affari tuoi."

"No,infatti. Io ti sto solo dando un consiglio, lo faccio per te. Credimi, tenerti tutto dentro non ti farà bene. Grida. Piangi. Balla. Fai quello che ti senti di fare e non sentirti in colpa se ti diverti, la vita non è finita. Hai 17 anni, cazzo! Anche se ora non ti sembra così, Matteo non era l'uomo della tua vita. Lo amavi, lo ami, e questo posso capirlo. Ma sai quanti ce ne saranno ancora prima di trovare quello giusto? Non rovinarti la vita per un imprevisto lungo il percorso, alzati e prosegui."

"Ma ti ascolti quando parli? Matteo è morto ed io dovrei divertirmi?? Solo con lui riuscivo a divertirmi, ora non c'è più e non posso essere felice, NON POSSO. Anche quando è morta mia madre tutti non facevano altro che dirmi di superarlo,di essere felice, che la vita continua. E sì, la vita continua, ma senza le persone a te care che hanno lasciato un vuoto dentro il tuo cuore che sarà per sempre incolmabile. A quanto pare la felicità non fa parte di me, non sono destinata ad essere felice. Mio padre biologico mi ha abbandonata, l'ex compagno di mia madre mi ha cresciuta ma neanche si accorge che esisto, non ha mai fatto niente per me e la sua fidanzata è una stronza che mi rende la vita un inferno. Mia madre è morta e ora anche Matteo. Non ce la faccio ad andare avanti così."

Era scoppiata. Gli aveva appena confessato tutti i segreti che si teneva dentro da mesi. Era troppo fragile. In una cosa Jonathan aveva ragione: doveva sfogarsi in qualche modo.

"Scusa, non volevo reagire così. Te l'ho detto, sto male. Grazie per il tuo aiuto, ma ce la faccio da sola."

Taylor si sentiva in colpa per avergli urlato contro, in fondo la voleva solo aiutare. Dopo essersi scusata si voltò per andare verso il suo motorino, ma Jonathan la prese per un braccio, la tirò a sé e la strinse. Mentre la teneva tra le sue braccia, le accarezzava i capelli cercando di tranquillizzarla.

"Non devi scusarti, posso capire come stai... Non mi avevi raccontato di tua madre, in classe avevi detto di essere qui da tuo padre perché lei era impegnata con il lavoro.. Mi dispiace.. Mi dispiace per lei, per tuo padre, per Matteo, ma non puoi buttarti giù in questo modo. Ti sembrerò egoista, ma devi pensare solo a te stessa. Devi riuscire ad essere felice, e se vorrai ti aiuterò affinché tu possa esserlo. Farò di tutto, te lo prometto. Vedrò di nuovo quei belissimi occhi azzurri sorridere. Costi quel che costi."

Taylor non rispose, iniziò solo a piangere e strinse forte il ragazzo. Forse avrebbe seguito il suo consiglio. Non si conoscevano molto, ma lei aveva deciso di fidarsi. Sarebbe stata felice di nuovo.

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⏰ Ultimo aggiornamento: May 16, 2015 ⏰

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