Il Quartier Generale degli Hit Wizard è una struttura imponente collocata poco lontano dal Ministero Della Magia e che, agli occhi dei Babbani, appare come un comune edificio industriale.
La verità è ben diversa poiché, in realtà, si tratta di castello di pietra nel cuore di Londra.
L'ala destra è occupata dagli alloggi: numerosi dormitori distribuiti su più piani, ciascuno di questi è riservato a una singola squadra che, di conseguenza, condivide il bagno e le docce. Suppongo sia convinzione comune che ammassare cinque persone in un'unico spazio e privarle della loro privacy aumenti il senso di unione e affiatamento.
Sono qui da solo un mese ma inizio a temere per la sicurezza della mia lingua, soprattutto perché Olivia è la mia compagna di stanza.
Scorpius, l'unico ad avere una singola, è attualmente stravaccato sulla sua costosa poltrona imbottita davanti al caminetto della sua camera da letto. Indossa ancora la divisa nonostante il nostro turno sia finito un'ora fa.
Ha il mento poggiato sulle nocche della mano destra, le gambe divaricate e i capelli biondi scompigliati gli conferiscono un'aria da re capriccioso e imbronciato.
Protesa verso di lui, tampono una pozione cicatrizzante sul suo avambraccio ferito, i suoi occhi che seguono in silenzio ogni mio movimento.
È così vicino che posso sentire il calore emanato dal suo corpo, l'odore di terra, sangue e pioggia impigliato tra i suoi vestiti.
Posso studiare ogni singola cicatrice perlacea sulle sue braccia, persino quelle che a poca distanza sono difficili da scorgere perché si mimetizzano con il suo incarnato pallido. Quella più ampia che gli attraversa il lato destro del collo e, se alzassi la testa, noterei anche quella all'angolo del sopracciglio: sono tutti i segni indelebili che si è procurato prima in Accademia, e poi in servizio come Hit Wizard.
«Sei stata indisciplinata, oggi, fragolina» dice, la voce bassa, resa roca e risonante dalla stanchezza. «Disubbidire agli ordini del tuo Capitano... cosa devo fare con te?»
Prova ad incrociare il mio sguardo, ma lo ignoro: sollevare il mento e trovare il suo viso alla distanza di un respiro dal mio, sarebbe davvero troppo.
Ne è una dimostrazione evidente il mio orgoglio che, al momento, mi sta urlando nella testa in modo incredibilmente stridulo: "com'è possibile che da sua rivale accademica tu sia diventata quella che lo accudisce?! Sei caduta così in basso."
Ma non lo sto accudendo, ci tengo precisare, perché sono un medico e curare è il mio lavoro.
Inoltre, non ho intenzione di dare a Scorpius la soddisfazione di vedermi arrossire. Non importa quanto la sua personalità sia detestabile, è cresciuto, è diventato la versione migliore dell'uomo che è sempre stato destinato a essere, così diverso dal ragazzo alto e allampanato che era a Hogwarts. E io non sono immune alla bellezza.
«Smetti di chiamarmi così, prima di tutto» ribatto, seccata.
«C'è una gerarchia, lo sai, no?» prosegue, il tono tanto dolce quanto insincero. «Se non rispetti i tuoi superiori, ci saranno delle conseguenze»
«Non ricordo di averti disubbidito, quando-»
La sua mano si allunga in avanti, un movimento lento, controllato. Mi spinge il mento verso l'alto, obbligandomi a sollevare la testa. Schiudo le labbra, sorpresa.
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Weasley's roulette
FanfictionDue cervelli geniali si annullano a vicenda e non riescono a produrre nulla di buono, è una legge universale. Ne sono prova schiacciante Rose Weasley, la MediMaga migliore del suo anno, e Scorpius Malfoy, sua nemesi, Capitano ed eroe. Può un solo u...
