Dazai
L'allontanamento forzato da Chuuya mi stava corrodendo dall'interno, mi stava trafiggendo ma non come una pugnalata, di quelle ne ho prese tante, era più un insieme di spilli che dalla pelle si facevano strada verso il petto. Li sentivo scorrere e farsi strada ferendo ogni millimetro del mio corpo, tutti diretti verso il cuore...o forse era lo stomaco?
Il senso di colpa mi stava divorando partendo da lì.
Come avrei potuto abbandonarlo di nuovo, soprattutto dopo quanto era appena accaduto?
Mi sarebbe piaciuto restare su quella nave, abbracciati, avanzando verso l'alba con la salsedine che inebriava le nostre narici, con i capelli di quel tappeto di Chuuya che mi sarebbero sicuramente finiti in bocca a causa della brezza.
Chiusi gli occhi cercando di imprimere nella mia memoria quell'illusione, così da aggiungere altro dolore a questa situazione, perché in fondo me lo meritavo.Fui scosso da un Atsushi evidentemente in panico e nervoso "Dazai? Dazai stai bene? Hai visto il notiziario?"
Il notiziario? Spostai lo sguardo verso il televisore con il notiziario che stava interrompendo i programmi per un'edizione straordinaria.D'un tratto, gli aghi che sentivo affondare nella mia pelle accelerarono e raggiunsero un punto imprecisato nel petto, che sentii improvvisamente appesantito, con una violenza tale da farmi piegare in due con un conato di vomito.
"Ma quello è..." Non riuscivo neanche a parlare, fu Atsushi a concludere la mia frase "Chuuya Nakahara della Port Mafia"
Cosa ci faceva lì Chuuya? O meglio, perché si era fatto impossessare da Arahabaki? Perché senza di me al suo fianco? Perchè?
Erano tante le domande che mi balenavano in testa, ma non era da me mostrarmi così scosso davanti a qualcuno, quindi cercai di riprendere il controllo "Atsushi, dobbiamo andare al porto. Tu dovrai tenere a bada Akutagawa, io mi occuperò di Chuuya" "Ma Dazai, non puoi farcela da solo, Kunikida e gli altri sono..." "Lo so dove sono, Fyodor li sta tenendo parecchio occupati, appunto per questo dobbiamo essere noi a risolvere la situazione."
Non ascoltai nemmeno i tentativi di obiezione del ragazzo, avevo già indossato il mio impermeabile e mi stavo dirigendo a passo svelto verso il porto.
Il petto mi faceva male, io odiavo il dolore. Ogni passo era un'agonia, sentivo distintamente il mio respiro tremulo, affannato, le gambe erano instabili, ma Chuuya era al porto ad aspettarmi, ogni istante, ogni battito di ciglia, lo portava sempre più lontano da me, disperso nella ferocia di Arahabaki.
Ogni secondo, per lui, sarebbe potuto essere l'ultimo: si stava scatenando come mai prima d'ora, nemmeno contro quel mostro gelatinoso, quella notte che sarebbe dovuta essere "una soltanto", ma che poi non fu tale.All'improvviso, quel ricordo alleviò il senso di pesantezza che mi attanagliava il petto. Sorrisi pensando a quei suoi occhi celesti, sempre corrucciati, puntati su di me in un tentativo vano di nascondere la stanchezza dovuta al combattimento dietro una falsa minaccia, o forse era vera...Chi lo sa?
Avrei voluto vederli ancora una volta, anche se scontrandomi direttamente con Arahabaki, probabilmente sarebbe stata l'ultima.Mi riscossi da questi pensieri, durati abbastanza da non farmi sentire la stanchezza dovuta alla corsa sfrenata verso il porto. Giunto lì, avrei solo voluto che quel ricordo non smettesse mai di nascondermi la realtà che avevo davanti.
La piccola striscia di sabbia sulla quale la sera prima ci eravamo coricati, era ormai priva di forme a causa degli impatti dovuti alla lotta; una chiazza informe di sangue ne colorava i granelli di una sfumatura terribilmente familiare, che lentamente veniva portata via dalle onde, la cui schiuma replicava quell'orrenda tinta.
A mezz'aria, due sagome nere si davano battaglia.La ferocia con la quale combattevano mi ricordò distintamente un documentario che mi capitò di vedere uno di quei pomeriggi in cui il lavoro era poco e il caldo impediva anche solo il più piccolo degli sforzi.
Ero lì, con la testa che ciondolava dal bracciolo del divano dell'agenzia, non riuscivo a ricordare bene le parole del documentarista, ma mi rimase impressa una scena in cui due esemplari di aquila reale si stavano scontrando, nemmeno ricordo per cosa.
Le ali sbattevano con forza, prima per caricare l'attacco, poi per scansare quello dell'avversario, le zampe artigliate protratte in avanti verso il petto del rivale, piume e piume che cadevano leggere e lente, stonando con la concitazione dello scontro, rapido e violento; finché, ad un tratto, una delle due venne ferita mortalmente e cadde verso il suolo, che raggiunse con un tonfo sordo.
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Per una notte soltanto?~Soukoku
FanfictionSoukoku (Chuuya Nakahara X Osamu Dazai) ispirata ad alcuni avvenimenti di Bungou Stray Dogs presenti nella seconda e terza stagione. Non seguirà perfettamente l'anime, i protagonisti saranno Chuuya e Dazai quindi verranno tralasciati riferimenti ad...