è tutta colpa tua

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Mi svegliai ero ancora in cucina, mi alzai e venne ayuko era da un po' di tempo che non la vedevo "Ayuko ma dove sei stata?" Dissi "mio padre voleva salvarmi ma gli altri l'hanno ucciso puoi indovinare chi l'ha ucciso, ero a un pelo dalla libertà ma Tom mi prese quindi eccomi qua" disse guardando il vuoto "mi dispiace Ayuko, per lo meno la tua famiglia ti cerca la mia bhe lasciamo stare..." dissi sedendomi su una sedia ma venne Brook
"Ayuko e clarice smettetela di parlare volete che venga Tom?" Aveva ragione quindi finimmo di parlare mi riaddormentai,
Stavo nella mia camera di quando ero bambina, sentivo le urla di mia madre mio padre la stava picchiando saltai nel letto e poggiai le mani sulle orecchie in modo da non sentire le urla ma nella finestra vidi quell'ombra, mi avvicinai alla finestra la figura e io eravamo uno difronte a l'altro solo il vetro ci teneva separati non riuscivo a vedere il suo viso appoggiai la mia mano delicatamente sulla finestra e la figura fece lo stesso, la figura si avvicinò lentamente alla finestra io levai la mano e la figura scappò, correva così velocemente un brivido mi percorse il corpo.
Arrivò mio padre in camera mia con la cintura in cui aveva picchiato mia madre "Clarice vai a dormire" disse con uno sguardo tenebroso non so ma quello sguardo mi faceva piangere, tremare come un altro sguardo quello di Tom
"No,non ho sonno Papà" dissi facendo dei passi indietro qualcosa mi diceva che non dovevo andare in quel letto "CLARICE VAI A DORMIRE HO DETTO" mi urlò contro prima di darmi un ceffone che mi fece cadere, mi alzai immediatamente per scappare ma mio padre mi prese per la maglietta e mi spinse sul letto urlavo, piangevo volevo javon lui si che sapeva calmarmi era il mio migliore amico urlavo il suo nome,
Mi svegliai di soprassalto accanto a me c'era Tom "Clarice che hai non ti va più di abbracciarmi? Non vuoi stringermi più a te?" Disse sorridendo "io non ti ho abbracciato e non ti abbraccerò mai!" Urlai "forse non volevo abbracciare me ma javon vero?" Disse alzandosi dal letto "Come fai a saperlo, non devi nominare il suo nome" dissi avvicinandomi a lui "lo so perché l'ho ucciso io" disse guardandomi dritto negli occhi, mi cadde addosso un mondo ora sì che volevo ucciderlo "perché l'hai fatto stronzo bastardo!" Gli urlai "l'ho ucciso un due punti cuore e testa" disse con una risata mi alzai e gli diedi uno schiaffo lui mi prese i polsi per sbattermi sul muro "fallo ancora e farai la stessa fine" disse guardandomi negli occhi le nostre facce erano vicine sentivo il suo fiato toccarmi la faccia i suoi occhi erano un coltello, Tom se ne andò io ero inginocchiata a piangere disperatamente urlavo
Non so cosa volevi fare se uccidermi o uccidere Tom kaulitz, vidi il mio coltellino lo riconoscevo quello che mi sono portata prima di venire in questo inferno andai dove stava Tom, Tom era nella sua camera gli saltai addosso ero sopra si lui, lui non sembrava spaventato ma mi prese il polso e me giro poi si alzò e mi spinse dove C'era il balcone quasi non mi gettò giù aveva le sue mani sul mio collo avevo ancora il coltello tra le mie mani riuscì a graffiarli la faccia e la schiena lui mi lasciò io caddi a terra perché non riuscivo a respirare anche lui era seduto a terra perché il taglio alla schiena e alla faccia era molto profondo, io scoppiai in lacrime ma lui se ne andò chiudendomi fuori al balcone con il freddo fuori al balcone aveva una videocamera e dentro una guardia che guardava fuori al balcone quindi non avevo possibilità, ero stesa sul pavimento gelido aspettando la mattina, mi svegliai tutta bagnata a causa della pioggia mentre strizzavo i miei vestiti Bill aprì la finestra "entra" disse guardando giù e così feci "sul letto ci sono vestiti puliti vai a cambiarti" disse Bill prima di andarsene sul letto c'erano un jeans e una maglietta, mi vestii e mi sdraiai sul letto abbracciando il cuscino sentivo il cuore a pezzi, una mano si posò sulla mia vita era la mano di Tom con l'altra mano aveva il coltello e strusciò sulla mia colonna vertebrale la lama gelida del coltello mi fece venire i brividi, mi graffiò la schiena con il suo dito prese il mio sangue e a strusciarlo su tutta la mia schiena.
Mise la sua mano dentro la mia maglietta
"Smettila, ti prego"dissi con un tono di voce di pietà ma lui continuava, mi alzai dal letto lui mi guardò storto per poi avvicinarsi a me ogni passo indietro che facevo lui faceva ogni passo in avanti arrivai al muro le nostre facce erano vicine tanto da baciarsi i nostri corpi erano attaccati sentivo il suo fiato caldo sul collo,  vedevo il mio riflesso sul suo piercing al labbro, si stava avvicinando sempre di più le nostre labbra si sfiorano
Ma venne Gustav "Tom, oh scusa ma non dovevamo andare in quel posto?" Disse Gustav mettendosi la mano sopra alla nuca Tom si girò "hai ragione" disse Tom per poi prendermi per il polso e portarmi in macchina mi mise al lato passeggero, vidi dal finestrino che si mise una pistola in tasca dopo un po' salì in macchina, ma dopo un quarto d'ora arrivammo a destinazione era una sorta di *Negozio* se così si può dire entrammo e c'era gente Tom si diresse subito su delle ragazze con tette e culo grande, io ero alla cassa ma un uomo si avvicinò a me "sei nuova qui giusto?"disse avvicinandosi a me io annuì "capisco posso offrirti qualcosa?" "No grazie" "dai qualcosa" "no la prego" dissi con un sorriso "va bene hai vinto tu allora come ti chiami se posso" disse guardandomi negli occhi ero molto contraria a dire il mio nome a uno sconosciuto ma forse poteva aiutarmi "Clarice" dissi mettendomi una ciocca di capelli dietro all'orecchio "che bel nome, io mi chiamo Joe piacere" disse baciandomi la mano ma sentii urlare il mio nome "CLARICE!" era la voce di Tom si avvicinò a noi l'uomo se ne andò subito "se provi a parlare con un altro uomo..." "Lo ucciderò davanti a te, ucciderò tutti davanti ai tuoi occhi" disse per poi andarsene.
Sentivo urlare il mio nome quindi mi girai e vidi mio padre che stava picchiando mia madre, mia madre era per terra ad urlare il mio nome ero paralizzata mi strofinai gli occhi e tutto svanì ma tranne le urla "papà ti prego smettila di picchiarla" ero inginocchiata che piangevo disperatamente, tutti quanti mi guardavano strano "che cazzo hai, sei per caso impazzita?" Disse Bill
Io stavo tremando "Clarice smettila" disse Tom "CLARICE!" Urlò Tom mi diede uno schiaffo, le urla finirono come le mie lacrime ero ancora inginocchiata, il mio sguardo era spento i miei occhi erano rossi, venne Michela che si sedette accanto a me "Clarice è tutta colpa mia" "hai ragione" dissi senza provare nessun pentimento "hai ragione è tutta colpa tua" dissi mentre mi alzavo per andarmene.

escape from nightmares ~Tom Kaulitz~La tua prossima ossessione. Scoprilo ora