20. Sensi di colpa

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Pov Ginevra

Un trillo mi sveglia, è il telefono di Yoshi che suona. "Mh, amo', il telefono" dico assonnata girandomi dalla sua parte per abbracciare la sua schiena nuda.
Non riesce nemmeno a parlare, mugugna, e si nasconde sotto le lenzuola.
Mi sa che deve risposare un bel po', dopo la notte passata a vomitare.
Rispondo io, è Edoardo, il fratello di Gio.
"Pronto?"
"Ciao, sei Ginevra? Pensavo di aver chiamato Matteo..."
"Sta dormendo. Tutto bene? È successo qualcosa?" chiedo insospettita.
È mattina presto, sto pensando al peggio.
"C'è Giorgio in ospedale, quanto ha bevuto ieri?"
Mi alzo di scatto dal letto e corro a chiudermi in bagno. "Come? Cos'è successo?" dico nel panico.
"Ha fatto un'incidente, è stato lui a chiamarmi poco fa. Niente di grave, ma ha bevuto molto"
Improvvisamente i sensi di colpa mi assalgono. E se lo rincorrevo? Magari a quest'ora era a casa a dormire.
"Posso... venire lì?" chiedo trattenendo le lacrime.
"Certo. Tranquilla, ti sento tesa, non è successo niente" risponde dolcemente. "Deve soltanto mettere la testa a posto, 'sto scemo"
"Mi vesto e arrivo, ok?"
"Va bene, allora a dopo"
"A dopo, grazie di aver chiamato"
"Figurati, ciao"
Chiudo la telefonata e mi preparo in fretta. Dopo essermi lavata i denti e il viso, corro ad aprire l'armadio e prendo le prime cose che mi capitano sotto mano. 
Porca puttana, mi sento in colpa. Dovevo fermarlo, sono sicura che non sarebbe successo.

Arrivo all'ospedale, mi faccio accompagnare nella sua stanza e finalmente lo vedo. Ha dei lividi sul volto, per fortuna non sembra essersi fatto molto male.
Ha gli occhi chiusi, ma non so se stia dormendo.
"Giorgio?"
Li apre subito dopo aver detto il suo nome. "Ginny?" dice rintontito.
Prendo una sedia e mi siedo di fianco a lui. "Che cosa cazzo hai fatto Gio?"
Alza il braccio, dove tiene la flebo e fa mezzo sorriso. "Ho fatto il coglione"
"È colpa mia, non dovevo farti andare via"
Scuote la testa. "Non è vero. Anzi, ti chiedo scusa. Sono stato sgradevole con te ieri"
Penso si ricorda dei baci che ha tentato di darmi più volte.
"Anche perché... sai... adesso ho in testa una ragazza"
Sgrano gli occhi. "E allora perché mi stavi addosso in discoteca?"
"Ero ubriachissimo, Gin. Non capivo più niente"
Un po' mi fa male sentire questa notizia. Ma se effettivamente le piace una ragazza, devo soltanto essere contenta per lui. 
Mi prende una mano e la stringe. "Ti ringrazio di essere qui. Ti voglio bene" dice sorridendomi.
Ci risiamo.
Le palpitazioni ritornano.
Il mio telefono squilla e tutta l'agitazione viene interrotta, tolgo la mano e rispondo. È Yoshi.
"Ma che cazzo de problemi hai che scappi senza dire niente? Potevi dirmi di Gio!" grida incazzato.
"Scusa, calmati. Non volevo svegliarti" rispondo in tono pacato.
"Lasciamo sta'. Sto arrivando. Ci vediamo là" e riattacca.
Ho fatto arrabbiare il mio ragazzo e ha ragione.
Continuo a fare un sacco di sbagli con Yoshi e mi maledico per questo.
Guardo Giorgio e penso perché, perché mi fa questo effetto?
Perché, se lo ritengo un amico, il mio cuore balza ogni volta che mi guarda intensamente?
Non trovo risposte, forse le ho già trovate, ma non voglio saperle.

SBAGLIARE INSIEME / mostroDove le storie prendono vita. Scoprilo ora