Estranea

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"Non ti lascerò mai. Te lo prometto. La distanza non conta nulla, ci ritroveremo." questo mi avevi promesso, e un ti amo per sempre sussurrato con l'anima attraverso le lacrime che ti bagnavano le guance. Avevamo solo 14 anni, ma il modo in cui stringevi la mia mano, con cura e dolcezza, mi faceva sentire la persona più importante sulla terra. Come asciugavi le mie lacrime, gli abbracci caldi che mi sussurravano "va tutto bene, ci sono qui io" sistemando magicamente qualsiasi male nel mondo. Ho aspettato, ho desiderato e immaginato questo momento per una vita e ora che sei davanti a me... non ti riconosco.
Ti guardo da lontano, hai un braccio avvinghiato ad una ragazza, in mano una birra, tra le labbra una canna. La bottiglia gira sul cemento della strada, ti punta e le tue labbra si premono contro quelle di un'altra ragazza. Improvvisamente sei tutto ciò che detestavi, sei la superficialità che detestavamo a 14 anni insieme, che deridevamo per le strade della nostra città.
Fai un ghigno soddisfatto, ed è il tuo volto, lo stesso che dormiva contro al mio petto, è lo stesso sorriso, gli stessi denti che mi sorridevano, sporcato da una vita che ti è passata sopra.
Cosa ti è successo? E proprio mentre lo penso il tuo sguardo incontra il mio. Il tempo si ferma. Un brivido attraversa la mia spina dorsale, mi manca l'aria, rimango immobile combattendo il bisogno di non guardarti, per non rovinare un bel ricordo. Mi riconosci, il tuo sorriso svanisce dalle tue labbra, rimani confusa, catturata in un momento che mai avresti voluto mostrarmi, così suggeriscono le tue guance rosse. E per un attimo lo stesso volto familiare, innocente si accende, la ragazza che conosco si risveglia nel tuo corpo dopo un sonno lungo una vita, ci guardiamo in silenzio. Le nostre anime tremano. Lo rivivi anche tu: le mie mani tra le tue, i mi baci sulle tue guance, i nostri sogni detti ad alta voce, le risate fatte sul tetto del tuo palazzo, i panini di 1€ al MacDonald, i pomeriggi a scappare dai nostri genitori, i fiori regalati, l'innocenza di un'amore fanciullo. Ti si scuote il cuore, te lo leggo in faccia, ti conosco. Ti conosco, ti conosco ed è l'unica verità che voglio ripetermi, che voglio rendere reale, che voglio imporre, ma prima che la Dea possa ascoltare le mie preghiere, i tuoi occhi abbandonano i miei.
Mi tremano le gambe, prosciugata dal tuo sguardo, rimango imbambolata perdendo pezzi. Ed io che non ho mai smesso di amarti nei miei pensieri, nei miei sogni!
E tu, proprio tu, che fingi di non avermi ad un passo da te, che non hai rispetto, amore per il nostro passato gentile. Che non dai più importanza a ciò che eravamo, che sputi sulla ragazza che eri, sulla ragazza che ho amato, che mai ho smesso di amare. Che non mi degni nemmeno di un sorriso, quando i tuoi sorrisi erano i miei ed ero io a farli fiorire.
La tua figura fa un tiro, ride sguaiatamente, urla porcherie. Non tu, tu sei rimasta nei miei ricordi. Tu sei sparita, morta in questa realtà, dove farei qualsiasi cosa per riavere il tuo calore, ma l'estranea che sei diventata è nervosa, evita il mio sguardo.

Quale funerale scoprire che tu su questo mondo con me non respiri più.

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