Tra le labbra la sigaretta, aspirando,sentendo il fumo bruciarmi la gola e i polmoni.
Odio la sensazione del mio corpo mortale che viene consumato ma l'idea del fumo che entra ed esce dalle mie labbra è tremendamente rilassante.
"Ehi Joan!" mi saluta la barista che sta andando a fare il suo turno dietro al bancone.Ricambio il saluto con un sorriso e un cenno del capo,seguendo la sua figura con lo sguardo.
Adoravo e adoro tutt'ora questo posto,queste sensazioni.
Sapete mi sono lasciata da poco con la mia ex,non che sia stato qualcosa di drammatico anzi siamo rimaste amiche e mi ha fatto anche intuire la richiesta di restare scopamiche.
Richiesta che ho preferito ignorare.
Non mi piace continuare le cose,sono una tipa fredda sotto alcuni aspetti, se cè un punto e la storia è finita non sono il genere di scrittrice che scrive il secondo libro insomma.Tanto sappiamo tutti che il primo rimarrà il migliore.
"Splendore me lo prepari dell'alcol?" dico alla barista spegnendo la sigaretta per poi lasciarla nel portacenere,mentre l'ultimo respiro di fumo sfuma nell'aria.
"Il solito?" mi sorride animamente lei. "Tu si che mi conosci!" Rido andando a sedermi al bancone.
"Quindi la nostra cara Joan è tornata in pista?" Mi guarda con un mezzo sorriso. "Oppure dovrei dire a caccia, eh?" ridacchia maliziosamente porgendomi il drink.
"Non ti sfugge mai niente." la prendo in giro io sorridendo "Oh fantastico!" Esclama lei.
"Mi mancava la tua compagnia e scommettere sulle tipe che ti facevi… senza di te non è stata la stessa cosa." dice quasi in tono sentimentale.
"Oh che lesbicona dolce che sei." la prendo in giro io ridacchiando.
"Anche a me mancava tutto questo." dico inspirando forte l'odore ormai familiare di quel bar, misto all'alcool e al fumo.
E mi rendo conto che è vero.
Che mi era dannatamente mancata quella libertà che sentivo scorrere nelle vene,che mi pompava il cuore, quella libertà pronta a farmi diventare padrona di ogni istante trascorso in quella sera.
Il fischio delle casse che si attaccano.
Ed ecco il momento che stavo tanto aspettando.
Presto tutto la fila viene fatta entrare nel bar, il locale si popola di ragazze di ogni tipo ed etá, ma tutte con la stessa fantastica caratteristica: lesbiche.
Ed eccola la musica che parte, mentre i miei occhi scorrono veloci su ogni viso, su ogni curva ed ogni figura.
L'adrenalina sale, la voglia di reagire di soddisfare più di tutti il mio stesso ego. La voglia di giocare e di vivere.
La musica scuote la sala mentre delle figure entrano in campo, non mi piace ballare ma osservo sempre le altre che lo fanno.
Dal loro modo di muoversi capisco sempre tutto.
Cosa cercano, come sono, cosa vogliono.
A volte addirittura riesco a leggere dai lori gesti minimi i loro desideri più profondi e i loro punti deboli.
Sorseggio il mio drink rivolta verso la sala, mi guardo intorno in cerca di una preda.
Come sempre diversi occhi sono rivolti verso di me, mi piace ricambiarli con un sorriso o con uno sguardo insistente per vederne le reazioni.
E poi finalmente vedo la ragazza perfetta, non che sia fisicamente perfetta o che abbia dei requisiti particolari, semplicemente è lei quello che stavo cercando e me lo confermano i nostri occhi appena si trovano.
Bevo un lungo sorso buttandolo giù tutto d'un fiato, l'alcool al contrario di molti mi da piú dimestichezza con le parole.
"Uuh, hai trovato la fortunata?" mi chiede curiosa la mia amica, mentre serve i drink alla coppia che ho affianco.
Il mio sguardo fisso su di lei mentre aspetto che torni a guardarmi.
E poco dopo eccola che sposta i suoi occhi su di me e mi mostra il mio stesso gioco, mi squadra dalla testa ai piedi, lo fa lentamente, per far salire la tensione, ed infine mi guarda fissa prima di spostare lo sguardo con un lieve sorriso.
"Sí, ho trovato la fortunata." rispondo finendo il mio drink d'un sorso e sbattendolo sul bancone.
"Uuuuuh!" la sento dire divertita mentre le mie gambe si alzano in piedi fuori dal mio controllo.
Sento l'adrenalina mentre mi avvicino, so già che la soddisfazione che assaggerò sarà un premio molto piacevole.
Passo tra le diverse figure quasi come un fantasma, scivolando da un corpo all'altro tra le ombre di luci lampeggianti.
Il mio cuore batte forte e vivo, quanto li ritmo della canzone che scuote l'aria ad un volume esagerato.
Ed ecco che la raggiungo.
Lascio che i miei occhi passino sul suo corpo, dei pantaloncini corti e neri, il bottone sarà facile da slacciare, penso divertita.
Un braccio completamente coperto da tatuaggi, noto con un sorriso che non indossa il reggiseno, la sua canottiera le lascia la schiena completamente scoperta.
Mi affianco a lei in modo da farmi vedere, lei mi guarda e un piccolo sorriso colpevole le nasce in volto.
"Ciao!" la saluto quasi urlando per farmi sentire oltre la musica.
"Joan." mi presento passando il mio sguardo su di lei, vedendo le sue guance arrossire leggermente.
"Jessy." si presenta puntando il suo sguardo sul suo corpo.
"Quanti anni hai?" mi chiede con un semi sorriso .
"Diciannovenne." mi mordo il labbro colpevole "Tu?" chiedo guardandola fissa.
Ha gli occhi chiari penso siano azzurri.
Lei evade leggermente con lo sguardo sentendosi in soggezione mentre le sue guance tornano a colorarsi.
"Ragazzina." commenta ironica la mia età, "Venticinque. " mi risponde.
Le dedico un sorrisino divertito prima di avvicinare le mie labbra al suo orecchio per farmi sentire.
"Non pensi di essere un pò troppo grande per arrossire così davanti ad una ragazzina?" la sfido con un sorrisetto malizioso.
Lei ridacchia alle mie parole per poi prendere una ciocca dei miei capelli e giocarci.
"Sí, ci sai fare." mi sussurra.
"Oh, non puoi nemmeno immaginare quanto io ci sappia fare." porto le mie mani sui suoi fianchi senza essere ostacolata.
"Perché immaginare quando posso vederlo?" risponde ridacchiando, prima di spingere il suo corpo contro il mio.
Mi lecco un labbro mentre i nostri visi sono vicini l'uno all'altro.
Sento i nostri respiri caricarsi di tensione, le mie mani scivolano sul suo fondoschiena palpandolo.
La sento sospirare.
Stringo il suo corpo contro il mio e lei fa lo stesso, facendo scivolare le mani sotto la mia canottiera dandomi i brividi.
Avvicino le labbra al suo collo, ci sospiro sopra piano prima di baciarlo.
La mia lingua scivola dolcemente a contatto con la sua pelle mentre sento il suo bacino oscillare leggermente contro al mio.
Il suo sospiro aumenta.
In un istante le nostre labbra si scontrano, creando intrecci di sospiri e sensazioni.
Immagino la barista e quasi sento la sua risata divertita.
E quindi un'altra volta ce l'ho fatta, e il mio ego è stato sfamato, mentre continuo a nutrire il mio corpo di spaesanti sensazioni...
