Per il capitano Misty della Blackhope, la vita è sempre stata dura, così decise che se tanto doveva essere faticosa, almeno l'avrebbe resa divertente e piena di avventura... e donne.
Forse non sarebbe stata il miglior capitano dei sette mari, ma sicuramente sarebbe stata il più gay.
In cerca di tesori, sangue, con la passione per il buon cibo e le belle donne. Misty devota solo alla propria nave e all'adrenalina, forse si farà sfuggire l'occasione di amare per davvero, o forse no...
L'aria sporca di sale e alcol riempiva le narici dilatate di tutti i marinai. Gli archi dei violini fendevano l'aria, il legno dello scafo tremava ad ogni colpo secco degli stivali danzanti che creavano il tempo. La fanciulla dal vestito del color del mare sereno, pizzicò l'arpa: i suoni, le vibrazioni, la speranza e i sogni di tutti vorticarono nella musica, nei passi veloci e allegri, come per magia la vitalità riempì i cuori di tutti.
«Cercando oltre al crepuscolo, ayeh!
Cosa troverai, capitano, cosa mai?
Ayeh!
Danza, danza con me
Disse il vento qui sopra di me
Danza, danza con me
Capitan solco i mari per te.
Danza, danza con me
Disse l'oceano sotto di me
Danza, danza con me
La tempesta avanza per te!
Ayeh!
Forse morirò per il tuo amor
Capitan, cosa mai troverò
un morto spoglio o il suo tesor?
Ayeh!
Danza, danza con me
Disse la strega dei mille mar'
Danza, danza con me
Disse la sirena che
mi amò sul fondal'
Ayeh!
Forse sanguinerò per il tuo onor
Dimmi che cosa mai troverò
Ora mi spoglio per il tuo amor
Danza, danza con me
Ti dico io mentre sei su di me
Danzo, danzo con te
La vita comincia, io vengo per te.
Danza, danza con me
mi disse lei, dentro di me
Danza, danzo con te
La vita finisce io vengo per te.
Cerchi oltre al crepuscolo, ayeh!
Cosa troverai, amore mio, cosa mai?»
Il capitano, al centro dei balli, si avvicinò alla compagnia musicale. Puntava alla fanciulla, non riusciva a toglierle gli occhi di dosso. Non riusciva a non vibrare come le corde della sua arpa, a non desiderare il tocco delicato e deciso delle sue dita.
«Mi concedi?» le regalò il proprio sorriso migliore. La ragazza sorpresa rimase senza parole. Il capitano era una donna dalla bellezza rara, i capelli corvini le ricadevano sulle spalle in un taglio scomposto fatto con la sciabola, erano disordinati, intrecciati, selvaggi come il suo cuore. La osservava con due pozze oscure quanto i fondali dell'oceano.
Probabilmente le avrebbe concesso molto più che un solo ballo se le fosse stato chiesto, ma nella propria timidezza annuì. Senza farselo ripetere la prese per mano invitandola a ballare e discostarsi dalla sua orchestra. La ragazza arrossì, e appoggiò l'arpa sulla cassa su cui era seduta. Le rivolgeva sguardi ambigui, oscuri come il cielo privo di stelle, magnetici come il fondo del mare. Senza chiederle il permesso le cinse il fianco e la schiena tirandola a sé. I loro corpi si toccarono e la ragazza puntò lo sguardo altrove folgorata da tanta vicinanza.
«Come ti chiami?» chiese al suo orecchio.
«Agata» tremò
«Che maleducata, non mi sono presentata. Capitano Misty, a tua disposizione...» le baciò la mano inclinandosi in un inchino. Agata sorrise imbarazzata e arrossì, messa alle strette da quella tensione esplicita e palpabile. Era di indole molto timida e introversa, non avrebbe mai accettato di ballare con lei se non l'avesse trovata tanto bella e attraente. Quando la prese per mano, e passo il braccio intorno al suo fianco per condurla, un po' approfittando di quel contatto per premerla contro al proprio corpo la musicista ansimò sorpresa guardando poi il pavimento legnoso della barca. Misty era di qualche centimetro più alta di lei, forse anche per gli stivali che indossava, e le sue braccia erano snelle e muscolose.
La melodia si fece agitata, gli archetti iniziarono a zampillare una canzone in crescendo di euforia. Così presto Misty inizió a condurre su passi sempre più veloci, facendo roteare la fanciulla. La sua gonna si apriva come i petali di un fiore, accarezzata dal vento e scossa dalla musica. Andavano sempre più veloci, saltando sulle note, roteavano sempre più veloci facendo girare le loro teste. In totale sincronia, tra i passi spediti, Misty e Agata trattenevano una risata gioiosa e divertita, di chi sa ancora tornare bambino per giocare. La banda vedendo la loro danza sfidò se stessa al limite aumentando il ritmo, portandolo ad un livello sovraumano. Fu allora che con lo sfondo sfocato e la testa che ormai non distingueva più il cielo dal mare, Misty inciampò sul proprio stivale cadendo vorticosamente e trascinandosi dietro la musicista.
La musica si fermò e tutti scoppiarono a ridere in una fragorosa risata mentre Misty cadeva mandando all'aria barili pieni di patate e mele, e tirandosi dietro la ragazza.
Quando il mondo smise di girare Misty stessa iniziò a ridere più forte che mai con la propria ciurma, nonostante tutto le facesse male e Agata le fosse caduta proprio addosso.
«Oh... Scusa!» la ragazzina tutta rossa per l'imbarazzo provó subito ad alzarsi per togliersi, ma scivoló col piede su una mela cadendo di nuovo addosso al capitano. Misty rise di gusto.
«Se vuoi starmi appiccicata basta chiedere...» le bisbiglió all'orecchio divertendosi nel vederla arrossire.
«No, scus-» Agata fece per alzarsi di nuovo ma Misty la tenne a sé.
«E se io volessi starti appiccicata?» le bisbiglió di nuovo facendola morire. Non ricevette risposta tranne uno sguardo imbarazzato e l'immediata agitazione della fanciulla che si alzò e allontanò presa dalla vergogna, andando a sporgersi a bordo nave per guardare l'acqua che si scuoteva al di sotto. Il confine sfumato tra il cielo e il mare era il suo miracolo preferito.
Misty le ai avvicinó, preoccupata di aver esagerato con le proprie maniere.
«Ti chiedo scusa per la mia lingua lunga, spero di non averti messa a disagio. Devo aver bevuto un po' troppo» si appoggiò al parapetto a guardare il mare insieme a lei. Agata la guardò e silenziosa le sorrise scuotendo la testa e alzando una mano, facendole capire fosse tutto okay.
«È davvero bellissimo, vero?» le rispose solo. La capitana annuì persa in quel panorama, sentendosene orgogliosa, come se fosse stato suo, come se lo avesse creato il suo veliero.
«Sí, è magnifico. Questo spettacolo mi ricorda ogni giorno perché amo la vita...
E sentiti a casa, tu e la tua banda potete rimanere quanto volete a bordo con noi, ci mancava da molto tanta allegria, e i miei compagni sono di uno stonato...» la fece ridere.
«E poi mi farebbe piacere... averti qui» si dichiarò con un sorriso vispo scrutandola da testa a piedi, certa di non farsi fraintendere.
La ragazza arrossì annuendo comprensiva e puntando gli occhi sul confine del mondo.
«Mi farebbe piacere, ci farebbe piacere» si corresse coinvolgendo il proprio gruppo e senza dire niente appoggiò la mano su quella della piratessa.
Il cielo si tingeva di colori sempre più scuri, e l'aria notturna iniziava a pizzicare dando birividi di freddo.
«Ti andrebbe di bere qualcosa nella mia stanza...» la invitò Misty. Agata sorrise e annuì, nascondendo il proprio rossore nelle ombre notturne.
Ho iniziato un libro, una storia sui pirati con la capitana Misty, partendo da questo racconto! Potete trovarlo sul mio profilo 💙 si chiama "The Queendom: il vento della profezia"
