ANDER MARTINEZ POV
Il piano che suona musica classica è l'unica melodia su cui voglio focalizzarmi, per estraniarmi e dissolvere invece tutte quelle voci in sottofondo che man mano si fanno più forti per attirare la mia attenzione.
Tra queste c'è quella di mio padre. Cerca di mantenere un tono tranquillo e rispettabile, non vuole certo dare di matto perchè suo figlio non gli da ascolto davanti all'ex alunno di Harvard che tanto teneva a presentarmi.
Ora mi è chiaro il motivo per cui ha insistito tanto a portarmi al country club con tutta la famiglia. L'ha voluta spacciare come una gita per riunirci tutti, ma la verità è che l'unica cosa a cui pensa è quanto sia deluso da me, il suo figlio minore, e a come trovare il modo per rimettermi sulla "retta via".
La situazione mi si è fatta chiara non appena abbiamo varcato il cancello all'entrata e abbiamo raggiunto l'imponente struttura in pietra antica, che si erge su una vastità di ettari di prati e campi adibiti alle più svariate attività.
Questo è uno dei country club più esclusivi e rinomati del continente, per famiglie con così tanti soldi da buttare che decidono di spenderne mezzo milione per rinnovare annualmente la loro carta soci, e così usufruire della spa, dei corsi di fitness e yoga, della palestra, dei campi da golf, tennis, polo, equitazione, e ovviamente della piscina, dei bar e i ristoranti al suo interno.
Non c'è che dire, è un posto di lusso per persone noiose. In realtà anche io ero uno dei membri più fidati fino a pochi anni fa, prima di accorgermi che chiunque frequenti questo posto non si trova davvero nel mondo reale, e non ha nemmeno idea di quale sia.
Ma eccomi qui oggi, dopo aver partecipato a una partita di golf insieme a mio padre, mio fratello e mia sorella maggiori, e Milton, il famoso ex alunno di Harvard che tanto desiderava conoscermi per offrirmi una raccomandazione al college.
Nè lui né mio padre hanno accennato a cambiare argomento per tutta la durata del gioco, nemmeno quando ci spostavamo da una buca all'altra sul caddy o quando ci apprestavamo a raccogliere le palline.
E ovviamente nemmeno adesso, seduti al lounge del bar in cui ci è stato servito un mini brunch e dei cocktail d'accompagnamento.
La sala è sui toni del bianco e del grigio, alcune pareti sono vetrate, e non c'è niente di vagamente interessante su cui concentrarmi se non le note del piano che riempiono la stanza in sottofondo.
Solo un leggero fastidio alla gamba mi fa ritornare al presente, e mi accorgo che si tratta di mia sorella Camelia, seduta sulla poltroncina di fianco a me, che mi punzecchia il polpaccio con la punta dei suoi tacchi Louboutin.
-Presta attenzione...- mima con le labbra rosate per non farsi notare. -Hablan de ti.-
Alzo le sopracciglia non curante, e mimo a mia volta. -Como siempre.-
Lei trattiene un sorriso e comincia a parlare all'orecchio con mio fratello, proprio davanti a me. L'hanno sempre fatto fin da piccoli e sanno che è qualcosa che mi da fastidio. Per loro escludermi in bella vista è come porsi su un gradino al di sopra di me e sbattermelo in faccia. Come se non potessi mai essere alla loro altezza.
-Ander? Ti sto forse annoiando?- mi chiede Milton, seduto a fianco a mio padre con aria pomposa. Le gambe incrociate, così come le mani l'un con l'altra, che fanno da appoggio al suo mento barbuto.
Sento lo sguardo di mio padre bruciarmi sulla pelle, come a minacciarmi di non dire niente di sconveniente. Faccio un sospiro profondo e cerco di concentrarmi sul discorso senza sbadigliare, oppure questa giornata diventerà più insopportabile di quello che già è.
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BURNING Secrets
RomanceGENERE: DARK ROMANCE TRIGGER WARNING: Possibili scene esplicite di sesso, uso di alcol e sostanze stupefacenti, violenza, disturbi mentali, dipendenze, linguaggio volgare. TRAMA: Nessuno ha davvero il coraggio di guardare troppo in profondità. Do...
