NAILEA THOMPSON POV
Riprendo conoscenza il pomeriggio seguente, con un mal di testa atroce, la gola secca, un vuoto nel petto e flashback scollegati della sera prima.
Io che bevo; Io e Richard su un palco a cantare; Io che bevo ancora; La gara di shottini al bancone del bar; il cabaret contro Ander; una rissa; io che curo Ander; io che faccio qualcosa che non avrei dovuto fare...
La mia memoria si ferma lì. Non so come sia arrivata a casa, sempre che ci sia effettivamente arrivata.
Solo in quel momento metto a fuoco l'ambiente intorno a me: carta da parati rosa rovinata, la porta del bagno rotta, un letto disordinato e pieno di cianfrusaglie, e il divano sopra al quale mi trovo, che di certo non è il mio.
Sono di nuovo a casa di Richard, ed ho indosso ancora la camicia di Ander. Mi guardo meglio intorno e tendo l'orecchio, ma sento solo silenzio. Lei non c'è.
Sbadiglio in modo spropositato prima di decidermi una volta per tutte di alzarmi per prendere un bicchiere d'acqua.
Mi stropiccio gli occhi e faccio un passo in avanti, aspettandomi di scontrare con i piedi il pavimento freddo, invece sobbalzo dallo spavento quando atterro su qualcosa di morbido che mi fa inciampare a faccia in giù, e che emette anche un gran lamento.
-Ah! Cristo!- Ander Martinez, stravaccato ai piedi del divano, si contorce dal dolore mettendosi una mano tra le gambe. -Le mie palle!-
-Oh mio dio, perdonami!- mi avvicino a lui intenta ad aiutarlo, pur rimanendo con le mani a mezz'aria non sapendo proprio dove metterle.
Ander emette un gemito di dolore corrucciando le sopracciglia. -Ghiaccio...- mormora a denti stretti.
Faccio come dice, mi catapulto verso il freezer e ne estraggo l'unico pacco di piselli surgelati che trovo, e che oltretutto sarà scaduto da mesi.
Ritorno da lui intenta a metterglielo nella zona dolorante, ma lui mi fulmina con lo sguardo e me lo strappa di mano.
-No! Faccio io, tu stai lontana da me piccola omicida.-
-Scusami davvero.- ripeto, ridacchiando al pensiero di averlo calpestato.
-Sai, non sembrano scuse sincere se ridi.-
-Sono sincera te lo assicuro.- non riesco a trattenermi dal ridere più forte però. -Non avevo idea che ci fossi anche tu.-
-Come scusa? Abbiamo passato tutta la sera e la notte insieme, siamo arrivati qui ubriachi marci e strafatti, e tu hai insistito perché dormissi con te sul divano visto che "non sei abituata a dormire sola", qualunque cosa voglia dire, mentre io ho preferito farti stare più comoda e restare in terra... -
-Oh...- riesco solo a dire, con nessuna memoria degli avvenimenti che mi ha descritto.
-Ecco quello che si ottiene a fare il gentiluomo.- con una smorfia di dolore, si mette seduto sul divano per stare più comodo. Io mi alzo di conseguenza per sedermi vicino a lui, ma prima che possa farlo mi indica la poltroncina dall'altro lato del soggiorno. -Tu vai là, pericolo ambulante.-
Sorrido e roteo gli occhi. -Vado a fare del caffè.-
Preparo due tazze di caffè fumante per entrambi, poi rovisto sia in frigo, sia nelle credenze in cerca di qualcosa da sgranocchiare, ma non trovo nulla se non un pomodoro e un barattolo di cetrioli.
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BURNING Secrets
RomanceGENERE: DARK ROMANCE TRIGGER WARNING: Possibili scene esplicite di sesso, uso di alcol e sostanze stupefacenti, violenza, disturbi mentali, dipendenze, linguaggio volgare. TRAMA: Nessuno ha davvero il coraggio di guardare troppo in profondità. Do...
