7) Primo giorno di ciclo

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-Christopher!!!- urlo irritata per la situazione in cui mi trovo, ovvero seduta sul gabinetto con ogni possibile anta e cassetto, che sono riuscita a raggiungere senza alzarmi da qua, aperti per cercare quello che mi serve.

Sento i suoi passi avvicinarsi in tutta fretta e fermarsi fuori dalla porta del bagno. -Che succede?-

-Che succede?- sbotto con i nervi a fior di pelle. -Succede che toccava a te fare la spesa questa settimana e ti avevo detto precisamente cosa comprare e, indovina? Non c'è! Eppure te l'ho detto esplicitamente e te l'ho anche scritto! Si presuppone che quando qualcuno ti dice "vado a fare la spesa, che cosa ti serve?" e l'altro glielo dice, poi quel qualcuno compri effettivamente le cose richieste. E invece niente!- mi dilungo in un monologo senza alcuna meta se non quella di lamentarmi il più possibile.

-Hai finito?- mi chiede in tono annoiato. -Se ti stanno per venire le mestruazioni avvertimi perché sei insopportabile il primo giorno.-

-Voi maschi siete incredibili, se una ragazza è arrabbiata per colpa vostra o perché non sapete fare la spesa, date la colpa al ciclo? Come se il nostro umore non potesse essere giustificato altrimenti? Questo è un pensiero maschilista!- lo accuso, indignata.

-Allora dimmi cosa ti serve e te lo vado a comprare ora.-

Mi lascio sfuggire un piagnucolio per il forte mal di pancia. -Assorbenti...-

Passo il primo pomeriggio a casa da sola con una borsa dell'acqua calda premuta sul ventre, rannicchiata a palla sul letto per le fitte di dolore.

Proprio oggi, il mio primo giorno di lavoro come ballerina, mi dovevano venire? Non solo le patisco come le pene dell'inferno, ma mi rendono di cattivo umore con tutti.

Ho sbraitato a Christopher finché non è andato allo studio di tatuaggi, e ho risposto male anche alle chiamate dei miei amici Finn e Olivia, che volevano semplicemente chiedermi se avessero dimenticato qui un gioco della playstation.

Di solito funziona così: tutti passano sopra al mio caratteraccio indisponente per qualche giorno, lasciandomi sfogare, e poi la settimana successiva, dopo essermi ripresa, mi faccio perdonare offrendo una pizza a tutti.

È diventata una tradizione molto amata, una volta al mese ogni persona che ho trattato male si riunisce qui e festeggiamo con l'ormai soprannominata "pizza-scusa".

Spesso però i miei cari amici fanno gioco di squadra e tentano apposta di farmi perdere le staffe, solo per farsi invitare e mangiare pizza gratis. Inutile dire che devo sborsare molti soldi, perché ci riescono ogni volta.

Aspetto che faccia effetto l'antidolorifico, prima di scrivere un messaggio a Richard per confermarle di passare qui e prepararci insieme per andare al Purple. Metto in ordine i vestiti sparsi per casa, ripulisco la cucina e rifaccio il letto mentre la aspetto.

Poi mi butto sul divano a guardare un programma su una donna che ha ucciso suo marito, finchè non sento il campanello suonare. Vado alla porta ad aprire e Richard mi aspetta sull'uscio con un borsone dove suppongo tenga i suoi trucchi e i cambi per la serata.

Richard cammina spedita verso l'armadio vicino al mio letto come se avesse un obiettivo ben preciso, e inizia ad aprire i cassetti uno ad uno.

-Buongiorno anche a te- la saluto sarcasticamente mentre richiudo la porta.

-Non hai della lingerie sexy? Nera magari- continua a frugare tra le mie mutande e reggiseni, esaminandoli uno ad uno. -Questo potrebbe andare bene per ora. Ricordami che dobbiamo fare shopping-

Mi appoggio al bancone della cucina, afferrando un muffin dalla scatola e lo addento mentre continuo a guardare la scena della ragazza che ora sta passando in rassegna tutti i miei trucchi. -Ne vuoi uno? Li ha comprati Christopher per farsi perdonare di non aver fatto la spesa.-

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