IL RIENTRO A CASA

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<<Sveglia dormigliona, sei uguale a tuo fratello. Cosa vi prende questa mattina? Non avete mai dormito così tanto>>.

<<Ciao anche a te mamma>> dissi stropicciandomi gli occhi.

<<Forza, scendi dal letto, la colazione è pronta. Poi continueremo con la ristrutturazione di questa catapecchia>>.

<<Mi vesto e scendo>>.

Con nostro stupore, al tavolo c'era anche nostro padre <<buongiorno miei cari figli, quest'oggi ho deciso di prendermi qualche ora libera per dedicarmi a voi e per portare a scuola i più piccoli>>.

Thomas e Janette erano al settimo cielo, mentre Sophie era sempre sulle sue <<io vado a piedi, tu non mi servi>>.

<<Non fare la preziosa>> le disse la mamma.

<<Preziosa io? Non c'è mai stato e ora vuole fare il gentil uomo? Mi sono sempre arrangiata e vado avanti a farlo!>>

<<Per una volta sono d'accordo con te sorella>>

<<Alexander!>>

<<Che c'è mamma? Pensi che lei abbia detto qualcosa di non vero? A me sembra tutto corretto quello che ha esposto, quindi sì, sono pienamente d'accordo con lei>>.

<<Come preferisci mia cara>> disse il padre avvilito mentre faceva uscire i piccoli da casa.

<<Buona giornata caro!>>

<<Altrettanto moglie mia>>

<<Cosa diavolo vi è saltato in testa? Vostro padre vuole solo rimediare ai suoi sbagli, dategli una possibilità>>

<<Gliene abbiamo date fino a troppe di occasioni e lui le ha sempre sprecate, ora è troppo tardi per rimediare. I piccoli le cose non se le ricordano, ma noi sì e bene anche. Occhio tu a fidarti così ciecamente di lui. Non so se è l'uomo che hai sposato anni fa; perchè secondo me non è più neanche il padre che avevo quando io ero piccola>>.

<<Amelie! Anche tu la pensi come loro?>>

<<Purtroppo sì mamma. Te ne dovrai fare una ragione>>.

<<Grazie che per una volta avete preso le mie parti. Ora vado che faccio tardi>> disse Sophie mentre rubava una mela per la merenda.

Mamma si mise seduta vicino alla stufa senza dire neanche una parola e ne io ne Alexander ci intromettemmo nei suoi pensieri.

<<Bene cara sorellona, non dobbiamo darci alla ristrutturazione? Che ne dici di sistemare i bagni?>>

<<Sì, ho qualche idea carina, mamma sei dei nostri?>> Azzardai questa domanda, ma come risposta ebbi solo uno scuotimento di testa che stava ad indicare un no.

<<Nessun problema, ci pensiamo noi! Amelie, vai a prendere carta e penna che buttiamo giù qualche idea e poi dovremo demolire tutto quanto>>

<<Con quale vuoi partire? Dobbiamo sistemarne uno alla volta>> Domandai.

<<Io inizierei con quello comune e poi quello nella stanza di mamma e papà e in fine il tuo>>.

<<Bella idea! Mettiamoci al lavoro>>

<<Io avevo pensato ad una vasca da bagno immurata in pietra nell'angolo, un bello specchio grande e due lavandini in pietra bianca>> mi disse Alexander.

<<Bello, però le pareti secondo me non dovremmo pitturarle tutte, ma solo per metà. Mentre l'altra metà dovremmo comprare quelle mattonelle effetto pietra per richiamare lo stile del bagno>>

<<Ok un bagno lo abbiamo. Ora pensiamo a quello in camera di mamma>>.

<<Beh, secondo me dovrebbe essere rilassante, quindi di colore bianco con delle venature azzurre e oro per le pareti. Una bella vasca da bagno con idromassaggio e sempre due lavandini con due specchi separati e fra questi un piccolo armadietto per riporci quello di cui necessitano>>.

<<Mamma? Questo lo dovresti approvare tu, è il tuo bagno>> le disse Alexander.

<<Veramente dovrei approvare io tutte le vostre strambe idee, ma mi piace che in qualche modo voi vogliate escludermi e sentirvi grandi. Si vede che sto facendo un buon lavoro>>

<<Ben tornata fra noi>> le dissi sorridendo.

Forse aveva capito che avevamo ragione e il fatto di essere rimasti lì con lei nel suo momento di sconforto, in qualche modo l'ha fatta rassicurare e riprendere.

<<Manca ancora il mio bagnetto>>.

<<Nel tuo c'è la doccia vero?>> Mi chiese mamma.

<<Sì>>.

<<Come lo vorresti?>>

<<Non lo so Alexander, non mi viene in mente niente>>.

<<Come no! Hai deciso per il mio e non riesci a scegliere per il tuo?>>

<<Purtroppo no mamma. Se avete idee sono molto contenta di ascoltarvi>>.

<<So che la casa è in stile rustico, ma già il mio bagno lo abbiamo fatto moderno, non vedo perché anche il tuo non può essere tale, sempre se ti piace>>.

<<Io preferirei tenere lo stile rustico; tanto il parquet c'è già e dentro la doccia ci sono mattonelle effetto legno. Io cambierei solo il piano del lavandino. Quando andremo a pulire il bosco qui dietro, se trovo un asse o un ramo bello grosso, lo intaglio e ci faccio il piano. Poi un bel lavello bianco lucido e i pomelli dell'acqua in color oro>>.

<<Ci può stare>> disse Alexander guardandomi <<ora tocca te approvare tutto quanto mamma>>.

<<Devo dire che io servo solo per i soldi, le vostre idee sono fantastiche, vado a cercare il portafoglio e le chiavi della macchina. Arrivo subito>>.

Ci sedemmo al fianco della stufa e guardando fuori dalla finestra, vedemmo un'ombra <<Sbaglio o quello sembra nostro padre?>>

<<Sì, fortuna che doveva andare a lavorare. Riesci a vedere dove sta andando?>> Domandai.

<<Sembra diretto al capanno, ma dalla finestra non lo vedo più>>.

<<Rieccomi, pronti per uscire?>>

<<Mamma, se non ti fa niente io rimango a casa, penso che la colazione mi abbia fatto male. Non ti fa niente se viene solo Amelie con te?>>

<<Certo che no, riprenditi e se ti servono delle medicine sono nell'ultima anta in alto della cucina>>.

<<Amelie, andiamo?>>

<<Salgo a prendere il cellulare e arrivo>>.

<<Ti aspetto in macchina, fai presto>>.

<<Cosa vuoi fare Alexander?>>

<<Non dobbiamo scoprire cose sul suo conto? Bene, ho preso la palla al balzo>>.

<<Ma lui è qui. Come farai?>>

<<Meglio, così senza neanche accorgersene mi mostrerà il suo nascondiglio o dove tiene quello che ci serve>>.

<<Sta attento. Se c'è qualcosa di strano scrivimi>> dissi abbracciandolo; poi uscii dalla porta e andai con mamma a fare compere.

OHANADove le storie prendono vita. Scoprilo ora