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Ho salutato Cacciaguida. Gli ho promesso delle frittelle e, più tardi, gliele farò avere.

Mi avvio verso il castello. Do un calcio a un sasso; lo osservo mentre rotola via. Il vento ulula cupo tra le fronde degli alberi.

È come se dentro di me si fosse acceso un segnale rosso e minaccioso, come quello alla porta della scatola. Rimugino sulle cose che ci siamo detti: «Qualcosa nel buio, in notti come queste...»

Credevo che parlare con lui mi avrebbe fatto stare più tranquillo. Niente di più sbagliato. Adesso sono più in ansia di prima.

Il sole non è molto distante dall'orizzonte. A questo punto, Guppy si sarebbe messo a delirare su un qualche tipo di mostro ghiotto di carne umana. Che cosa avrebbe fatto Zoe in una situazione del genere? Avrebbe senz'altro chiesto a mia sorella un piccolo aiuto e lei ci avrebbe lasciati dormire in camera sua, ai piedi del letto, ma pur sempre al sicuro.

Sbuffo. Io non sono come mia moglie, non chiederò aiuto a nessuno. Se la prima regola per me è "non fare domande", la seconda è "non parlare ai giganti dei tuoi problemi". Cercherò di non pensarci più.

Trovo il portone di ferro chiuso. Sarà stata Naria. Lo scuoto con tutta la forza che ho, tum tum, per far sì che lei mi venga ad aprire. Ed eccola.

«Gap!» esclama felice.

«Cacciaguida vuole le frittelle», annuncio.

«Anche lui?» ride.

Entro dentro, a testa bassa. «Anche Spartaco.»

Lei è soddisfatta. «Le ho appena tirate su dalla padella. Che fortuna, credevo di averne fatte troppe stavolta.»

Naria non ha spento la televisione mentre ero in giardino, ma ha soltanto cambiato canale per vedere la telenovela Ghermedeun on fulin vit tucmaste da stroit – o soltanto Stroit, per i più sbrigativi. Vorrei seguirla anchʼio, peccato però che venga trasmessa solo in gigantese!

Arzàl Mirzàl sta provando a fare colpo su Ginny per l'ennesima volta. So benissimo che gli andrà male e che resterà a bocca asciutta fino all'ultimo episodio della stagione.

Interrogo mia sorella: «Che ha combinato stavolta?»

Lei comincia a farmi il solito riassunto: «Ginny ha chiesto ad Arzàl di aiutarla a copiare durante il compito di quantistica. Si sono procurati due comunicatori telepatici... Praticamente lui è diventato lei e lei è diventata lui, durante l'ora di quantistica, tutto questo solo per svolgere gli esercizi bene. Funziona così: se tu senti una cosa, la sente anche l'altro; basta essere collegati. Ti fondi per intero con l'altro. Sai, no? Però ne andava della promozione di Ginny, era importante! Oh, ma tu che ne sai dei comunicatori telepatici? Comunque, hanno risolto tutti i quesiti alla perfezione, perché Arzàl è sempre stato molto bravo con i numeri. Alla fine dell'ora, Ginny e Arzàl si sono tolti i comunicatori. Poi, Ginny è andata a prendere qualcosa nel suo armadietto a ipercompressione e... vabbè! Ha riletto le istruzioni dei comunicatori telepatici e ha scoperto che se lasci una "chiacchierata" aperta per più di venti minuti potresti ritrovarti "fuso a tratti" con il tuo compagno, anche se non indossate più il comunicatore. Capisci che è un bel guaio! Comunque, lei, adesso, sente qualche sensazione che ha lui e lui sente qualcosa di lei».

Cos'è un armadietto a ipercompressione e perché non lo abbiamo anche a casa? Boh!

Ho rinunciato a capire qualcosa della storia molti mesi fa, quando ho chiesto a Toma una traduzione del titolo e mi ha detto che un umano dovrebbe chiamare questa serie Cercare l'amore tra le polveri di una nebulosa. È un modo di dire che si usa quando qualcuno si sente solo nell'universo o qualcosa del genere.

L'uovo nero di ZoeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora