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«È in orbita.»

«Terra chiama Gap. Ci sei?»

Toma mi ha steso sul divano. Sto fluttando, proprio qui sopra. La stoffa... è una coccola sulla pelle. Casa nostra sembra diversa: i colori... tutti più vivi, più brillanti. Non ho forze, non ce la farei neanche ad alzare un dito.

Naria mi accarezza i capelli, come fa sempre.

«Non fermarti», mormoro.

Accanto a me c'è anche Toma.

«Ehi, che fai? Mi controlli?» gli dico. Rido. «Non è che sei geloso, vero?»

«No», mi risponde.

Che bello il soffitto.

Mio fratello mi sfiora la spalla e al contatto... provo un brividino. «Mi stai... controllando ancora?»

Lui scuote la testa. «No, dai... Non in questo senso, almeno.»

La sua voce mi rimbalza nella testa. Non giocare a pallassassina nel mio cranio, ti prego.

Mi solleva la maglietta nera.

«Questa maglietta mi piace parecchio, sai? Me ne compri altre dieci uguali con la paghetta? Non ne ho abbastanza di là, nella scatola», borbotto.

Toma mi tocca il petto.

«Ehi, non sono mica la tua fidanzata», protesto.

Non mi considera. Poi, tira un sospiro di sollievo e si tira indietro. «Il battito va bene. Sta alla grande.»

«Hai fame?» mi domanda mia sorella.

«Che c'è di buono per cena?» chiedo.

«Carne, come al solito», risponde.

«Buona. Oh, ho fame», dico.

«La mamma sta cucinando.»

Mi concentro. La mamma è davvero in cucina, riesco a sentirla. Mi concentro di più... Il coltello sta battendo sopra qualcosa (tac tac tac), sopra un tagliere. Posso quasi vederla all'opera, con il grembiule addosso. Taglia, taglia, taglia... un ritmo, una musica.

È quel coltello? Quello di prima? Ma sì, è lui. Lo so che è lui.

Mio fratello si morde un'unghia. «Non mi piace vederlo in questo stato, però.»

Ci metto il becco. «È non è corretto.» Ma non so perché ho detto così. Potrei averlo già dimenticato.

«Dovevi vederlo stamattina. Ha trovato Tucmù in frigorifero», gli racconta Naria. «Era buona, eh, Gap?»

«Cosa?! Ha aperto il mio liquore preferito? Me lo ero tenuto per stasera! Gap, accidenti! Che schifo. Uffa, lo metterò più in alto la prossima volta.»

Chi è che parla? Oh. Che casino... Papà ci ha sentiti.

«Oh, no...» mi lamento. «Giuro che non lo farò più.»

«Mh, mh.» Mia sorella annuisce, mi culla con le parole: «Non ha importanza. È stata una giornata lunga, vero? Sono successe tante cose. Allora, hai fame?»

«Ehi, prima qua c'era una bella ragazza. Dov'è adesso?»

«Toma l'ha portata di sopra.»

«Mi ricorda qualcuno, qualcuno di molto importante

«È di sopra.»

«Prima, la guardavo. Anche lei mi guardava. Secondo me, mi vuole. Tu che dici? Le interesso?» Cerco un sì negli occhi di mio fratello.

L'uovo nero di ZoeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora