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— Iseul non piangere, é stato bello ma, non possiamo andare avanti
Lacrime, cristalline e salate sul volto latte di lei. Singulti sconnessi che le bloccavano la gola, incapace di parlare lo guardava con gli occhi annacquati. Mentiva. Per lui non era stato bello, per lui era stato divertente, giocare con quella voglia di amore puro della ragazza.
— Iseul, grazie davvero per tutto, spero di rivederci magari
La ringrazia, per averle distrutto l'ennesimo cuore, l'ennesimo fallimento da aggiungere alla lunga lista che aveva, l'ennesima delusione.
Che distrazione monotona l'amore. Ti prende per la gola, ti mozza il fiato, ti fa vedere le stelle e alla fine tra le mani ti lascia solo i cocci scheggiati di una bella favola, delle foto, dei ricordi, tutto da buttare vita.
L'amore non é fatto per tutti, questo pensava Iseul. O meglio, l'amore non era fatto per lei. Aveva collezionato il suo primo cuore infranto a quindici anni. Un amore infantile, genuino e puro spazzato via dalla sua compagna di banco. La sua lettere scritta con coraggio buttata dopo due giorni nel cestino della sua classe. Rancido, ecco com'era l'amore di Iseul, disgustosamente rancido, come i mandarini che dimenticava nel cestino del frigno.
A Iseul piacevano in modo smisurato poche cose, che le si poteva contare sulle dita di una mano, e la prima che le passava per la testa quando le chiedevano qual era la sua cosa preferita al mondo lei diceva i mandarini.
L'avevano accompagnata per tutta la vita, da quando era nata, sotto il nevischio invernale della metà di febbraio. Li aveva sempre preferiti alle arance, più dolci, diceva sempre, lei non era fatta nemmeno per i sapori aciduli. Le facevano storcere il naso e arricciare le labbra, non erano fatti per lei.
Aveva sempre pensato che l'amore, quello che le avevano raccontato i suoi nonni per tutta una vita, potesse essere paragonato al dolciume che sprigionavano i piccoli spicchi arancioni, ci aveva creduto così forte da rimanerci fregata in pieno. L'amore ha più il sapore delle arance, che non sai mai cosa può capitare, possono essere leggermente dolci oppure, dannatamente amare. Ci credeva da potersi strappare il cuore e poi ha smesso. Quella convinzione infantile la lasciava sempre piangente seduta a gambe incrociate accanto al letto mentre sbucciava il suo ennesimo mandarino nella speranza, che almeno lo zucchero del frutto, riuscisse ad incollare un'altra volta quel suo cuore che aveva ancora tanta voglia di amare ma che stava smettendo di crederci.
Wonwoo odiava le cose dolci.
Wonwoo non aveva mai creduto nella dolcezza, lui apprezzava quando la sua lingua pizzicava sotto ai sapori aspri, quando sentiva la bocca perdere la salivazione e le labbra gonfiarsi per il piccante.
Wonwoo non si era mai lasciato trascinare in quella barca sognante di sentimenti, non facevano per lui. Lui era silenzioso, con lo sguardo spinoso e si divertiva a spaccare a metà i melograni per poi mangiarne i chicchi uno ad uno e assaporare al meglio l'amarezza dei piccoli boccioli rossi.
Wonwoo non ci credeva nella dolcezza, eppure credeva in modo smisurato nell'amore, un amore non convenzionale, quasi distorto.
Wonwoo si sarebbe battuto per l'amore, Iseul si sarebbe battuta per i sapori dolci.
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MANDARINI ;; ★
Fanfiction;; L'odore di 𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐢𝐧𝐨 é inverno sciolto nell'aria un cuore infranto la sua voce le mani di Iseul l'amore ;; ©rice_honey_ , revisitation 2024
