2 ;; RAVIOLI CINESI

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— Finiscila di frignare, non è questo un comportamento da adulti.

Le parole della madre martellavano nella sua testa costantemente quando, dopo una rovinosa caduta si ritrovava a piangere stringendosi le mani al petto, quasi a fare da scudo a quel suo cuore maciullato.

Le paranoie il giorno dopo una rottura si fanno sempre più forti. Cos'ha lei? Perché sono sempre quella che ci rimane fregata? Cosa mi manca?
Le domande sono sempre le stesse, una dietro l'altra come una tempesta che oscura una bella giornata. Le paranoie, Iseul, le conosceva bene. Provava ogni volta a passarci sopra, ad ignorare i numerosi quesiti che la sua mente partoriva, ma non ci riusciva mai. Rimaneva sempre incastrata tra le sue domande e le sue insicurezze, nascosta tra il letto e l'armadio. Le lacrime bagnavano le sue magliette e le bucce dei mandarini ricoprivano il marmo del pavimento assieme ai fazzoletti e ad alcune foto fatte a pezzi.

Iseul, non riusciva a dimenticare. Era più forte di lei, non sapeva come cancellare definitivamente quelle stupide storie d'amore che finivano sempre con un odore acidulo, lasciandole la bocca allappata. Non era capace di voltare pagina se quei ricordi continuavano quasi a tormentarla, doveva distruggerli per sentirsi meglio. Così, si trovava sempre nello stesso posto, a strappare foto, a cancellare messaggi e ad affogare i ricordi nel dolce dei mandarini.

Nessuno le aveva mai detto come stare al mondo, o meglio, Lei, ci aveva provato, dandole solo come unica valvola di sfogo i fiumi inibitori dell'alcol, e Iseul si era aggrappata con tutta se stessa a questo insegnamento.

Quando uscì di casa, un piccolo appartamento stretto del terzo piano a Insadong, il vento la risvegliò seccando la piccola scia di lacrime che aveva ancora sul volto. Nessuna pretesa, nessuna forza di volontà, i passi strascicati la portarono al solito konbini a sette metri da casa. Una quarantina di passi fiacchi, venti passi ad andatura veloce. Otto mandarini freschi e una bottiglia di liquore al mandarino. Sempre le stesse cose, sempre lo stesso scontrino, sempre lo stesso ragazzo che la guardava con gli occhi stanchi e forse preoccupati.

A testa bassa rincasò, due rampe di scale, gli occhi di nuovo appannati mentre nel mezzo del corridoio, non curante degli altri condomini stappava la sua bottiglia. Il sapore dell'alcol le bruciò la gola ma il dolce dello zucchero addizionato che ricordava a malapena il sapore del mandarino la fece sorridere. Appoggiò la schiena al muro, accanto alla porta del suo squallido appartamento. Il sacchetto con quei mandarini scivolò a terra assieme alla sua figura. Rannicchiata, con la sua bottiglia, non riusciva a capacitarsi di come le persone possano essere così acerbe e rancide allo stesso momento.

La porta davanti a lei si aprì, percepì distrattamente un'odore pungente e speziato. Alzò appena lo sguardo sfocato notando una figura longilinea raccogliere i suoi frutti e rimetterli nel sacchetto di plastica. Si piegò all'altezza della ragazza sorridendo appena guardandola poi preoccupato. Gli occhi allungati in un taglio felino osservarono attentamente tutta la figura trasandata della donna. Imbarazzante, ecco com'era Iseul, tremendamente imbarazzante.

Leggermente alticcia provò a parlare, lasciando dietro di lei solo un alito che sapeva di alcol e mandarini. Il ragazzo davanti a lei storse appena il naso tirandola su da terra aprendo nuovamente la porta del suo appartamento.

— Hansol, prepara un catino di acqua calda e una tisana, credo abbia bevuto troppo

Un altro ragazzo sbucò da un corridoio, osservò la figura di Iseul appoggiata al petto del coinquilino e storse appena il naso, ma annuì correndo verso le camere per prendere quello che gli era stato chiesto.

Le lacrime ripresero a contornare gli occhi di Iseul mentre veniva fatta sedere su un piccolo divano.

— Non piangere! Io sono Junhui il tuo nuovo vicino. Lui è Hansol, adesso ti aiutiamo noi

La voce di Junhui era frizzante. Vibrava nelle sue corde vocali e scioglieva le orecchie ovattate di Iseul. Hansol aveva gli occhi più buoni del mondo, la guardavano spesso con apprensione e paura a volte. Sedettero assieme e cenarono assieme, Iseul non si aspettava di trovare delle spalle sincere in un paio di porzioni di ravioli cinesi d'asporto e una sprite scaduta.

MANDARINI ;; ★Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora