Kacchan era stato chiaro quella mattina, se voleva un quirk doveva sperare nella prossima vita, lo stesso era stato chiaro All Might, senza quirk non puoi essere un eroe.
Era stanco, era dannatamente stanco, 10 anni di tormento, 10 anni di sofferenza, 10 lunghissimi terribili anni.
Per quello si trovava sul tetto della sua scuola media a mezzanotte, per quello si stava sfilando le sue scarpe rosse e le stava lasciando vicino ad uno dei suoi quaderni dove aveva lasciato dei messaggi, uno alla mamma, uno a Kacchan.
-Che diamine stai facendo ragazzo?- Izuku si giró di scatto verso quella voce che non conosceva.
-Non è abbastanza ovvio?- la sua voce era quasi un sussurro, insicura, rassegnata.
-Lo è, quello che non mi è chiaro è; perché?- la voce uscì dall' oscurità, la prima cosa che Izuku notó fu la maschera che gli copriva buona parte del viso.
-Sono stanco, stanco di essere sempre picchiato, insultato, denigrato, abbandonato, sono stanco di vedere solo in basso perché ogni volta che provo ad alzare lo sguardo sono guai, sono stanco anche solo di respirare ormai, pensare...
Questo mondo fa schifo, è sbagliato, è marcio!
Mio padre non so nemmeno che faccia abbia, ha abbandonato casa appena ha scoperto che sono un quirkless.
Mia mamma fa due lavori per mantenerci, o probabilmente per evitarmi come tutti gli altri.
Il mio migliore amico mi ha voltato le spalle ed è diventato il mio peggior bullo.
I professori o si girano dall' altra parte o ridono mentre vengo picchiato.
Quindi dimmi, sono 10 anni che la mia vita va avanti così, pensi valga la pena continuare a vivere o sia meglio semplicemente lasciare andare?-
Le lacrime scendevano lungo le guance di Izuku, sconfitto, esausto, dopo aver detto per la prima volta ad alta voce quello che realmente pensava, si sentiva quasi più leggero, quello strano ragazzo con la maschera da dottore della peste lo aveva ascoltato e si era avvicinato mentre parlava.
Lo guardava fisso negli occhi, erano anni che qualcuno non lo guardava senza una minaccia nello sguardo, senza disgusto.
-Io penso che tu sia l' unico degno di vivere in questo mondo malato, tu puro, privo della maledizione del quirk. Tu sei una benedizione, ai miei occhi tu sei il sacro Graal. Io sono Kai Chisaki, probabilmente un villan dal tuo punto di vista- Izuku alzò un sopracciglio quasi dubbioso mentre Chisaki continuava a parlare.
-Sono il braccio destro del kumicho dello Shie Hassaikai, sono uno Yakuza, eppure, io che sono un mostro, l' unica cosa che vorrei per te è darti il mondo.
Tu che sei puro in un mondo sporco, ai miei occhi sei l' unico degno di vita. Perciò, ti faccio una proposta, lascia tutto e vieni con me, il vecchio ti accoglierà a braccia aperte, non sprecare la tua vita gettandola nel vuoto, cambia questo mondo malato, ti prometto che al mio fianco nessuno mai oserà alzare un dito su o contro di te.-
Izuku continuava a fissare quegli occhi dorati, sinceri, per la prima volta qualcuno lo guardava in un modo che Izuku non sapeva identificare.
-Dici di essere un villan, uno Yakuza, eppure, sei il primo in questa vita ad essere stato buono con me. Forse non sono gli eroi quelli giusti in questo mondo. Quindi va bene, vengo con te.-
Chisaki sorrise sotto la maschera, tolse il guanto dalla sua mano per poi avvicinarla al viso tumefatto, un tocco leggero e il dolore finì.
-Ho guarito le ferite sul tuo volto- rimise il guanto per poi allungano la mano verso Izuku che la afferrò senza esitazione.
-cosa vuoi fare con le tue cose? Se vuoi possiamo inscenare il tuo suicidio come avevi deciso, oppure possiamo semplicemente fare sparire le tue tracce.- Izuku osservò prima lui, poi le sue cose, poi le dita incrociate delle mani. Ci pensò su iniziando a mormorare e pianificare tra se e se.
"Penso sia meglio raccogliere tutto, farmi scomparire e lasciare tracce che facciano intendere ad un allontanato volontario, e tra qualche giorno o forse anche meglio settimana inscenare il mio suicidio, certo senza corpo sarebbe difficile, ma se si lasciassero il giusto tanto di evidenze, tanto chi vuoi che sprechi tempo e risorse a cercare un quirkless, basterebbe evitare di uscire per qualche mese ed evitare zone frequentate da persone che mi conoscono, una parrucca e nessuno mi noterebbe nemmeno, magari"
Una risata improvvisa distrasse Izuku dal suo mormorare, notando solo in quel momento che Chisaki aveva lasciato la sua mano per raccogliere le sue cose.
-Sei parecchio intelligente, idee degne di uno Yakuza esperto, faremo proprio come hai suggerito, ora però andiamo è tardi e hai l'aspetto di chi non dorme da settimane- Izuku rimettere le scarpe ai piedi e si incammina al fianco di Chisaki, una macchina li attende all' uscita del complesso scolastico.
La macchina partí lenta verso una zona della città a Izuku sconosciuta, portandolo verso la sua nuova vita.
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you made my world change
FanfictionIzuku, ormai arreso alla sua vita decide che è giunta l' ora di farla finita, ma proprio sul tetto della scuola farà un incontro che cambierà completamente la sua vita, spingendo a tornare sui suoi passi.
