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-É un piacere conoscerti Izuku- gli sorrise il boss per poi rivolgersi alla bambina sulle sue gambe- perché non fai vedere ad Izuku la tua sala giochi mentre io e lo zio Kai parliamo di alcune cose?- la bimba annuì scendendo con un saltello dalle gambe del nonno e prendendo per mano il ragazzo.

-Izuku ti va di giocare alle principesse?- chiese la bimba tutta felice.

-Ne sarei onorato- gli rispose facendo una piccola reverenza che fece ridacchiare felice la bimba che lo trascinò felice verso la sua stanza .

-Allora?- chiese semplicemente il Boss rivolgendosi a Kai.

-La missione è stata un successo, anche se mi sono ritrovato davanti a 50 uomini e non 10 come aveva rapportato l' infiltrato, sembrava più una trappola.- disse Kai sedendosi di fianco al boss e prendendo la tazza di tea davanti a lui.

-In tal caso sarà meglio assicurarcene e risolvere-

-Lo farò immediatamente interrogare da Nemoto padre- lo rassicurò Chisaki bevendo un sorso di tea.

-Izuku Midoriya-

-14 anni, estremamente intelligente, quirkless, stava per suicidarsi buttandosi dal tetto della scuola, tormentato e torturato per 10 anni da compagni di scuola e professori. Ha talento e cervello. Lo so che vi stò chiedendo molto padre, ma vorrei lavorasse al mio fianco-.
L'anziano lo osservò intensamente, scrutando ogni minimo cambio di espressione

-Come vuoi procedere, è minorenne, suppongo i genitori ne abbiano già denunciato la scomparsa, non voglio gli sbirri alla porta-

-In realtà- sorrise un attimo, cosa che non sfuggì all' anziano, -Izuku stesso ha già pensato ad un piano, o meglio, ha il piccolissimo vizio quando è immerso nei sui pensieri di mormorare, e il suo piano era a dir poco perfetto- l'anziano annuì semplicemente facendo cenno con la mano di proseguire.

-Sue testuali parole dopo che ho chiesto cosa volesse fare, se raccogliere le sue cose o lasciarle, la sua risposta è stata "Penso sia meglio raccogliere tutto, farmi scomparire e lasciare tracce che facciano intendere ad un allontanato volontario, e tra qualche giorno o forse anche meglio settimana inscenare il mio suicidio, certo senza corpo sarebbe difficile, ma se si lasciassero il giusto tanto di evidenze, tanto chi vuoi che sprechi tempo e risorse a cercare un quirkless, basterebbe evitare di uscire per qualche mese ed evitare zone frequentate da persone che mi conoscono, una parrucca e nessuno mi noterebbe nemmeno, magari"- Chisaki stava sorridendo in modo evidente nonostante la mascherina nera a coprire il viso.

-Degno di uno Yakuza esperto- convenne il boss. -D'accordo, procedete, sarà una tua responsabilità- acconsentì, -vallo a chiamare, prima che Eri lo torturi troppo- Chisaki scattò in piedi facendo un profondo inchino.

-Vi ringrazio padre- e uscì di fretta dalla sala pranzo per raggiungere la stanza di Eri. Aprendola senza bussare per scoppiare a ridere  sonoramente alla vista di un Izuku con indosso un tutù rosa e una tiara di perline che beveva una tazza di tea  elegantemente seduto su una sediolina rosa.

-Chiedo perdono per l'interruzione vostre altezze reali, ma il Re richiede la presenza della principessa Izuku, se mi concedere l'onore vi accompagno- Chisaki si inchinò porgendo la mano ad Izuku che ridacchiando la prese.

-Orsù dunque mio cavaliere, accompagnatemi dal Re- disse Izuku per poi salutare la piccola Eri, -principessa Eri è stato un vero piacere- detto questo tolse tutù e tiara, restituendoli alla  bambina che lo abbracciò forte.

Usciti dalla stanza che ancora si tenevano la mano ridacchiando.

-Un adorabile principessa senza dubbio!- Izuku arrossì fortemente a quel commento.

-Hum... Grazie?- la risposta domanda fece ridacchiare ancora Chisaki per poi tornare serio e guardare negli occhi Izuku -padre ha acconsentito, e probabile che ti farà molte domande, ti do un consiglio, di la verità su tutto, non omettere nulla, anche se pensi che sia qualcosa che potrebbe farti cacciare, sta' tranquillo, padre odia le bugie, quindi di tutta la verità, inteso?- Izuku annuì semplicemente - molto bene, andiamo-

Arrivati davanti alla porta della sala Chisaki lasciò andare la mano ad Izuku per aprire la porta e fargli segno di entrare.

-Tu non, tu non entri?- chiese quasi impaurito.

-Certo, dopo di te- gli sorrise facendogli cenno di avanzare, Izuku annuì ed entró seguito da Chisaki.

-Spero che mia nipote non ti abbia torturato troppo!- chiese con un sorriso il boss.
Izuku sorrise negando con il capo.

-Niente affatto, è una bambina adorabile- sorrise apertamente facendo sorridere di rimando anche il boss.

-Si lo è. Venite sedetevi, faremo due chiacchiere mentre faremo colazione.- fece cenno verso il posto di fianco a lui. Izuku si sedette come chiesto e l' anziano gli passò una tazza di tea, -che ne dici di raccontarmi la tua vita, fammi capire chi sei, chi ho davanti e chi avrò davanti un futuro- chiese l'anziano facendo segno a Kai di sedersi anche lui.

- Beh, all' inizio direi che avevo una vita perfetta, una mamma che era sempre presente, un papà che non c'era fisicamente ma chiamava tutti i giorni, e un migliore amico con cui giocavo agli eroi e mi divertivo, anche se io ero sempre la principessa da salvare- ridacchiò a quei ricordi felici. -Poi è arrivato il suo quarto compleanno e con quello anche il suo quirk, all' inizio tutto andava bene, continuavamo a giocare, anche se già allora era diventato tutto un po' più difficile, lui usava il suo quirk in continuazione.- lo sguardo di Izuku si rabbuiò -il mio compleanno arrivò qualche mese dopo il suo, ma non il mio quirk, non era strano era una cosa comune, un quirk si sviluppa anche più tardi delle volte, ma non arrivava, i mesi passavano e il mio migliore amico decise che il mio nome era meglio se letto con altri caratteri, e così iniziò a chiamarmi Deku.- una lacrima scese dispettosa sulla guancia, ma venne subito scacciata via. -Iniziai ad insistere con mia madre, volevo che mi portasse dal dottore per sapere quale fosse il mio quirk- un sorriso amaro comparve sul viso - in quel momento scoprì di essere quirkless, e la mia vita perfetta si trasformò in un orribile incubo. Mio padre non chiamava più agli orari in cui avrebbe trovato me in casa, e pian piano smise di chiamare anche quando io non c'ero, mia madre iniziò a lavorare e la vedevo quasi mai, e il mio migliore amico si era trasformato nel mio bullo. A casa ero solo a scuola ero tormentato da tutti e i mastri non dicevano nulla, anzi, ridevano, come se fosse divertente assistere ad un bambino che veniva insultato e spintonato da tutti. Come se fosse poi colpa mia essere nato senza quirk- Izuku strinse con forza la stoffa sei pantaloni, sforzandosi di non piangere. -per 10 anni ogni giorno era la stessa cosa, poi, in questi ultimi tre anni, il mio ex migliore amico ha ben deciso che ero un ottimo sacco da allenamento per il suo quirk, quindi, oltre a picchiarmi normalmente ha aggiunto il suo quirk, sono finito in infermeria non so quante volte in questi anni, ma la dottoressa della scuola al massimo disinfettava tutto, scocciata di doversi occupare di me, dell' inutile ragazzino quirkless- sputò le parole quasi fossero veleno -poi ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso- sospirò quasi sorridendo -il professore ha annunciato davanti a tutti che avrei sostenuto l'esame d'ingresso per la UA, senza precisare che l' avrei fatto per il corso di supporto, e kacchan a pensato bene di far esplodere il mio quaderno e consigliarmi di buttarmi dal tetto e sperare in un quirk nella mia prossima vita. Uscito da scuola sono stato attaccato da un villan melmoso che voleva rubarmi il corpo, sono stato salvato da All Might che ha confermato che senza quirk non sarei mai potuto diventare un eroe. Sono tornato a casa, ho trovato dei soldi sul tavolo ed un biglietto con su scritto "torno tardi ordinati una pizza". Credo che quello abbia spezzato tutto, così ho preso a vagare per ore  senza meta, fino a che non mi sono ritrovato davanti a scuola e le parole di Kacchan mi risuonavano nella testa, e ho deciso che forse se gli avessi dato retta, almeno, tutto il dolore sarebbe finito.- non si rese conto nemmeno di stare singhiozzando, non finché due braccia lo strinsero forte. Il boss lo stava abbracciando, accarezzandogli i capelli, e sussurrando che ora era tutto finito, ora poteva respirare.

you made my world change La tua prossima ossessione. Scoprilo ora