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Il telefono della centrale di polizia squillava in maniera quasi assordante. Erano le sei di sera e il detective Tsukauchi era al suo quinto caffè della giornata, sulla sua scrivania una pila di casi infinita, le ricerche per chi fabbricasse la droga Trigger andavano avanti ma rimaneva un buco nell'acqua, non si riusciva a trovare chi le creasse ne come, che fossero parte di un quirk? Che fosse un qualche chimico pazzo? Non si sapeva, l'unica cosa che si sapeva per ora era che, iniettava la droga, un quirk debole raggiungeva la massima potenza, creando gravi problemi all'utilizzatore e l'unica cosa che indicava l'utilizzo della droga era una macchia nera sulla lingua.

Erano anni che il detective stava dietro a questo caso e ancora non si cavava il ragno dal buco.

Il telefono della sua scrivania squillò prepotente, a richiamarlo dai suoi mille pensieri e supposizioni.

-Detective Tsukauchi- rispose stancamente guardando il fondo della sua tazza ormai vuota.

-Detective, abbiamo la denuncia della scomparsa di un ragazzino, la madre ha chimato sospetta che il ragazzo sia fuggito di casa ieri notte, il caso è affidato a lei. Le abbiamo girato i dettagli e l'indirizzo sul telefono.-

-Me ne occupo immediatamente- rispose il Detective per poi chiudere la chiamata.

La scomparsa di un ragazzino aveva la priorità, la ricerca sul triggr poteva aspettare.

-Sansa, tu con me! Takahashi, Suzuki, Nakamura, Tanaka seguite anche voi!-

Le volanti della polizia arrivarono all'appartamento dopo pochi minuti, ad attenderli alla porta vi era una donna, la madre del ragazzo suppose il detective, mentre osservava scendendo dalla volante seguito da Sansa e gli altri uomini.

La donna era bassa, capelli lunghi verde scuro, sovrappeso, aria stanca, indossava ancora il camice da infermiera, probabilmente appena tornata da un turno molto lungo, se non ricordava male c'era stato un tamponamento a catena che aveva creato molti feriti, questo spiegherebbe il tardivo allarme della scomparsa, che supera le 24h se le supposizioni sono esatte.

Il detective si avvicinò alla donna allungando la mano.

-Detective Tsukauchi, prego se mi può dire cosa è successo?- la donna strinse la mano del detective un po' tremante.

-Inko Midoriya.- disse per poi fare cenno al detective di entrare in casa. -Ieri sono andata a lavoro alle 14, ho lasciato il biglietto e dei soldi sul tavolo della cucina, sapevo che sarei tornata a tarda notte, il mio turno sarebbe dovuto finire alle 22.30, poi c'è stata un emergenza e ho praticamente fatto un doppio turno, sono tornata a casa che erano già le 16, il mio bambino di solito torna a casa le 16:30, ero stanca, e sono andata direttamente a fare la doccia, volevo riposare un po', ma quando sono uscita dalla doccia e sono entrata in cucina per mangiare un boccone ho visto che il biglietto e i soldi erano ancora sul tavolo, mi sono preoccupata ma ho pensato che magari aveva preferito mangiare qualcosa che era già in casa, ma dal frigo non mancava nulla, e quando per le 17 non era ancora tornato mi sono preoccupata, ho provato a chiamarlo, ma il telefono era spento, ho aspettato ancora, poi sono andata nella sua stanza per controllare e ho trovato l'armadio aperto mancavano dei vestiti e i suoi quaderni, quei quaderni le si porta ovunque, mancava lo zaino da viaggio e lo spazzolino. Ho chiamato la mia amica Mitsuki, suo figlio Katsuki va a scuola nella stessa classe di mio figlio, ma Katsuki ha detto che mio figlio non era andato a scuola oggi e allora ho chiamato la polizia.-

Il detective osservava la donna, tutto quello che aveva detto era vero, il suo quirk non aveva captato nessuna bugia, eppure qualcosa stonava, non c'era disperazione, o ansia, quella donna le sembrava fin troppo tranquilla, fin troppo calma. Si aspettava di trovasi davanti una donna in lacrime, disperata, insomma, suo figlio era scomparso, apparentemente scappato di casa, e lei era tranquilla.

-posso vedere la stanza di suo figlio?- chiese allora il detective "se qualcosa non va lo scoprirò in quella stanza".

La donna fece strada verso la stanza del figlio, la targhetta di AllMight alla porta a identificare che quella era la stanza di Izuku.

Il suo sguardo correva ovunque, un letto disfatto, l'armadio aperto, uno scatolone vuoto proprio fuori dall'armadio, libri e quaderni sparsi sulla scrivania, il cassetto del comodino aperto, e un libro che spuntava da sotto il cuscino, il detective si avvicinò, scostò il cusino e ne estrasse un grosso diario, decisamente scomodo da tenere sotto il cuscino, stonava, sembrava messo li di proposito, proprio per attirare il suo guardo, lo aprì curioso, il diario era pieno e altri fogli erano stati aggiunti una volta finite le pagine a disposizione.

"caro diario

Ho letto in un articolo del dottore che tenere un diario aiuta a superare i brutti momenti, ieri la mamma mi ha portato da dottore per capire perché il mio quirk non arrivava anche se adesso sono quasi 5 anni, tra poche settimane sarà il mio compleanno.

Ma il dottore ha detto che io non ho un quirk, che sono quirkless.

La mamma ha pianto tutto il giorno"

"caro diario,

oggi Kacchan ha detto che visto che sono quirkless il mio nome non si legge più Izuku, ma deku, ha detto che sono inutile.

Il papà oggi non ha chiamato"

"... caro diario,

... oggi è stata davvero una brutta giornata, nessuno vuole più giocare con me"

"la maestra ha riso oggi, tutti mi spintonavano ridendo di me e chiamandomi deku, mi hanno fatto cadere ma lei rideva."

Il detective chiuse il diario portandosi due dita a pinzarsi il naso, la situazione ora era un po' più chiara, quel povero ragazzino, tormentato per tutta la vita, non gli serviva leggere il resto, non adesso per lo meno.

Si guardò attorno ancora un po', quella stanzetta piena di poster e action figure di All Might, era la classica camera di un fanboi. Eppure tutto ai suoi occhi stonava, c'erano troppe cose che non quadravano, estrasse il telefono dalla tasca del suo trench avviando veloce una chiamata. Aveva bisogno d'aiuto, e sapeva che lui sarebbe stato l'unico in grado di aiutarlo.

-Eraserhead- rispose la voce stanca dall'altra parte del telefono.

-Eraser, qui detective Tsukauchi, credo di aver bisogno di te per un caso.- il detective si passò la mano sul viso, sempre più stanco.

-OK, dettagli?- si affrettò a chiedere l'eroe.

-Si presume un allontanamento volontario, ragazzino, 14 anni, la madre ci ha chiamato poco fa tornata dal lavoro ha trovato la casa vuota, il biglietto con i soldi lasciati per la cena ancora sul tavolo dove li aveva lasciati il pomeriggio prima, dalla sua stanza mancano pochi vestiti e una ventina di quaderni che a quanto pare sono il "tesoro"per quel ragazzino, sotto il cuscino abbiamo trovato un diario, direi alquanto disturbante, ho letto poche pagine, ma mi è bastato per capire il problema principale.- Il detective era quasi esasperato, o almeno così arrivava all'orecchio dell'eroe.

-Cosa non mi hai detto di preciso?-

-Il ragazzino è quikless- sospirò il detective stancamente.

-dammi l'indirizzo sarò li in pochi minuti.

-Grazie-

Dopo aver chiuso la chiamata inviando la posizione dell'appartamento il detective si girò verso i suoi uomini,

-Qui abbiamo finito, tornate in centrale. Sansa, noi rimaniamo ancora, Eraser raggiunge a breve.- il felino annuì dirigendosi in cucina dove la donna stava ancora seduta col la testa tra le mani.

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