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La Berlina nera procedeva lenta mentre Izuku osservava fuori dal finestrino, l'abitacolo era in silenzio, Chisaki se ne stava con le braccia incrociate e gli occhi chiusi. Izuku di tanto in tanto si girava ad osservarlo, aveva mille domande che gli affioravano, così decise di prendere il suo quaderno e fare una lista, la sua nuova vita non sarebbe di certo stata semplice, quel ragazzo gli aveva teso una mano, ma era pur sempre di Yakuza che si parla, non di beneficenza, come avrebbe ripagato quello che a tutti gli effetti era un debito di vita?

"-Cosa so fare io? Sono bravo ad analizzare quirk, sono abbastanza intelligente e reattivo a livello mentale, mi adatto 'fin troppo' alle situazioni, imparo velocemente.
-Cosa non so fare? Combattere, difendermi, essere sicuro di me... Praticamente un inutile Deku..."
-che patetico- sussurrò piano chiudendo quel che rimaneva del suo quaderno, bruciacchiato dall'esplosione di Kacchan. Riprese a guardare fuori dal finestrino, addormentandosi poco dopo.

Chisaki non stava realmente dormendo come Izuku credeva, infatti poco dopo che si addormentò la mano guantata di Chisaki prese il quaderno che ancora si trovava tra le mani del ragazzo, sfogliandolo interessato.

-Overhaul sama, che intenzioni avete con questo ragazzino?- chiede l"uomo che si trovava al posto di guida.

-Questo ragazzino è praticamente un genio, mi è bastato poco per capirlo, ed è puro, chiederò a padre di poterlo prendere con me come mio subordinato.-  rispose annoiato.

-Siamo arrivati Overhaul sama, vado a chiamare qualcuno per prendere il ragazzo.-

-No! Non serve, lo prendo io.- l' autista aprì lo sportello facendo scendere Chisaki per poi aprire velocemente lo sportello dove si trovava Izuku, Chisaki lo prese stando attento a non svegliarlo, voleva lasciare una notte di pace a quel ragazzo che finalmente avrebbe iniziato a respirare e vivere come si confà.

Lo stavano tutti fissando straniti, d'altronde lui che non permetteva a nessuno di toccarlo stava trasportando un ragazzo, e non dimostrava disgusto.

-Sei tornato parecchio tardi Kai- Chisaki si giró di scatto verso la voce che lo aveva chiamato.

-Chiedo scusa padre,- Chisaki inchinò il capo in segni di rispetto verso l' anziano uomo -la missione ha richiesto più tempo del dovuto, ed ho incontrato questo ragazzo- l' uomo sollevò un sopracciglio interrogativo, per poi subito dopo sventola la mano davanti al viso.

-É tardi, va a dormire mi aspetto rapporto domani mattina, metti pure il ragazzo in una delle stanze libere- si giró andandosene senza aspettare risposta.

Chisaki riprese da avanzare per fermarsi davanti alla sua stanza, avrebbe dovuto proseguire ancora di tre stanze per trovare la prima libera.
"Se lo lascio nella stanza libera domani quando si sveglia potrebbe spaventarsi, forse è meglio se lo tengo in stanza con me per oggi" così decise di entrare in stanza e posare il ragazzo sul suo letto togliendoli le scarpe e la divisa scolastica che ancora indossava.

Numerose cicatrici costellavano quel corpo, segni di bruciature e tagli, il risultato di anni di abusi, con il suo quirk avrebbe potuto cancellarle facilmente, anche se di certo non in modo indolore, anche se, si ritrovò a pensare che anche quando gli aveva "aggiustato" il viso, non aveva quasi mostrato dolore.
"Deve essere talmente abituato al dolore da aver raggiunto una soglia di sopportazione elevata, triste ma potrebbe volgere a suo favore."

Si spogliò, si fece una doccia veloce e poi raggiunse Izuku a letto, la mattina seguente sarebbe stata complicata per entrambi.

Una leggera luce colpì gli occhi di Izuku svegliandolo dalla sua prima notte di sonno senza incubi.

Quando era arrivato a letto? Non se lo ricordava, da quando dormiva in un futon? E quelle attorno alla sua vita erano braccia? Si giró lentamente verso il possessore di quelle braccia.

Kai Chisaki dormiva pacificamente di fianco a lui, il viso era rilassato, era bello senza la maschera a coprire il viso.
Le labbra non erano troppo sottili, il naso delicato, la linea della mascella non troppo dura, a guardarlo così non sembrava molto più grande de lui, sui 18/19 anni al massimo.

Si ritrovò ad arrossire "stupido Izuku, smetti di fare la ragazzina, o finirà che anche qui non ti vorrà nessuno, beh cosa che probabilmente succederà comunque, su stancheranno di me in non niente e mi metteranno alla porta, o mi uccideranno"

-chi dovrebbe ucciderti?- Izuku sobbalzò quasi spaventato, era talmente preso dai suoi pensieri farneticanti da non essersi resoconto del risveglio del moro, che li fissava dubbioso.

-Scusa, ho pensato a voce alta? È un brutto vizio, non me ne rendo conto, ti ho svegliato, mi dispiace davvero- Chisaki sbuffò un sorriso per poi girarsi a guardare la sveglia.

-Padre ci sta' sicuramente aspettando, devo fare rapporto e tu devi presentarti.- detto questo scostò le coperte mettendosi a sedere.

-Chi è Padre?- chiede confuso Izuku.

-Il Boss, mi ha adottato quando ero un bambino, tu chiamalo signore per iniziare, sarà poi lui a decidere come dovrai chiamarlo- spiegò Chisaki mentre abbottonava la camicia.

-Tieni metti questi, ti staranno un po' grandi, più tardi mando qualcuno a comprare qualcosa della tua taglia- Izuku si sporse per prendere la maglietta e il pantalone che gli venivano passati ringraziando debolmente, leggermente in imbarazzo, si vestì di fretta per poi seguire Chisaki verso la sala pranzo.

Il boss era già seduto la ad aspettarli a braccia incrociate con sulle gambe una bambina che giocava con un unicorno rosa.

-Buongiorno padre, buongiorno Eri chan-  salutò Chisaki con un inchino

-Zio Kai- strillò felice la bambina per poi fissare il ragazzo al suo fianco e nascondere timidamente il viso nel petto del nonno.

-Buongiorno Kai, e buongiorno anche a te ragazzo, come ti chiami?- era un uomo intimidatorio anche se sembra gentile, così Izuku inchinò il capo presentandosi

-Mi chiamo Izuku Midoriya signore-

you made my world change La tua prossima ossessione. Scoprilo ora