LUCAS
Quando mi sveglio è ancora piena notte, dopo aver fatto sesso con Kira sono crollato in un sonno soddisfatto senza incubi.
E’ stato travolgente, ho completamente perso il controllo. L’unica cosa che sentivo era il desiderio irrefrenabile di farlo mio, di sentirlo gridare di piacere. Era come se tutto avesse perso significato, esattamente come la prima volta che abbiamo fatto sesso.
Ero ubriaco, assuefatto di lui. Il mio lupo ha fatto il suo sporco comodo, non sono riuscito in nessun modo a limitarlo.
Un’ondata di terrore mi attraversa al ricordo di averlo graffiato e soprattutto morso.
Guardo verso il suo letto, anche con questa poca luce noto che è vuoto.
Non me ne sono reso conto subito perchè la stanza è satura del nostro odore, dell’odore di sesso e la sua mancanza è stata coperta.
Mi alzo e guardo fuori dalla finestra, nel giardino non c’è anima viva. Non so dove andare a cercarlo, così decido di rimettermi a letto e attendere il suo ritorno.
Quando si fa mattino ed è ora di alzarmi ancora di Kira nessuna traccia.
Dove cazzo si può essere cacciato?
L’idea che possa essere insieme a qualcun altro mi fa arrivare il sangue al cervello e il mio lupo ringhia incazzato.
La sua assenza avrà a che fare con tutti i discorsi strampalati che mi ha fatto: come può anche solo pensare che non lo desideri veramente?
Ancora non ho avuto tempo di pensare seriamente alle sue parole, al suo essere un “demone del sesso”, mi sembra assurdo, però se non fosse vero… allora il mio morso… no, non voglio nemmeno pensarci…
Il ricordo delle parole di Felix mi danno speranza, anche il mio amico sospettava che Kira potesse essere un demone del sesso e che, in quel caso, il mio morso non avrebbe avuto alcun effetto…
Cazzo! Basta supposizioni. Ho bisogno di vederlo!
Non ha senso restare ancora qui, ormai si sta facendo tardi e non credo si farà vedere.
Sto aspettando impaziente la campanella, Kira non era in mensa e ancora non sono riuscito a vederlo. Nella pausa andrò a prenderlo in classe, non potrà sfuggirmi.
Al suono della fine dell'ora schizzo fuori dall'aula prima che quella rompicazzo di Astra mi si incolli addosso.
Appena entro nella sua classe vedo Kira chiacchierare sorridente con Felix. Un ringhio sale dalla mia gola e il mio beta si volta verso di me allarmato.
Kira non fa in tempo a dire niente che lo afferrò per un braccio e lo trascino fuori.
Lui prende a inveirmi contro mentre lo scaravento con poca grazia dentro il primo bagno chiudendomi la porta alle spalle.
"Dove cazzo sei stato?"
Lo vedo indeciso "In giro… avevo bisogno di allontanarmi da te…*
Sento la rabbia scremare al ricordo di averlo morso, vorrei chiedergli come sta, ma ho paura, così dico solo "Per quello che è successo?"
"No! E’ stato tutto perfetto"
"Perfetto?" Sono certo mi stia prendendo in giro.
Senza indugio gli sfilo la maglietta per mettere in mostra la ferita causata dai miei denti.
Lui mi guarda scioccato "Ma sei fuori?"
Io lo sono ancora più di lui: sulla sua pelle non c'è alcun segno!
Com'è possibile? Sono certo di aver affondato i miei denti nella sua spalla piuttosto in profondità. Anche se avessi innescato la trasformazione il segno rimarrebbe per diversi giorni.
Kira segue il mio sguardo e sorride triste “Uno dei vantaggi di essere un demone”
“Allora lo sei davvero…”
“E’ quello che sto cercando di dirti da ieri. Ed è il motivo per cui mi devi stare lontano”
Le rotelline del mio cervello, superato il momento di shock, prendono a girare ferocemente e una strana felicità mi assale insieme alla consapevolezza che non posso fargli alcun male e non posso nemmeno trasformarlo.
Sorrido “E’ perfetto… tu sei perfetto. Non posso farti alcun male”
Lui urla esasperato “Ma io sì!”
Mi ha veramente rotto i coglioni, ha bisogno di capire come stanno veramente le cose “Hai capito cosa sono?”
Senza aggiungere altro mi spoglio velocemente e innesco la trasformazione
Kira riesce solo a dire “Che cazzo fai?” mentre mi tolgo i vestiti prima di ritrovarsi un enorme lupo nero che lo guarda negli occhi.
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Demons inside
Short StoryLUCAS Mi sveglio ansimando e completamente sudato. Mi porto una mano sul viso e cerco di regolarizzare il respiro. Ancora quel maledetto sogno, è passato più di un anno e ancora mi tormenta. Quest'anno avrei dovuto iniziare a frequentare l'universi...
