Leoris si risvegliò tra le ombre di un'antica foresta, con la mente avvolta nel più profondo buio.
Le sue mani, un tempo salde nell'impugnare la sacra spada di Valmar, ora tremavano di fronte al vuoto.
Non ricordava il proprio nome, né il motivo per cui si trovasse lì.
Una cicatrice gli attraversava il viso, percorrendo tutto l'occhio destro, che per fortuna non era stato accecato.
La barba e i capelli, cresciuti in modo selvaggio e disordinato, rispecchiavano il suo stato d'animo.
Le foglie degli alberi di Veilnara sussurravano storie di dolore e disperazione, mentre l'uomo, ormai privo di memoria, vagava senza meta.
Ogni albero della foresta sembrava avere un volto, una bocca che mormorava segreti dimenticati.
I rami si intrecciavano come le dita ossute dei morti, formando un labirinto di ombre.
Leoris percepiva che quella foresta non era solo un luogo, ma una prigione vivente.
Mentre vagava, scorse una debole luce, simile a quella di un fuoco lontano, e decise di avvicinarsi.
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L'ombra della Luce
FantasyLa leggenda narra di Leoris, il più nobile tra i paladini del regno di Eboran, un uomo la cui luce splendeva più di quella dei soli gemelli che dominavano il cielo di Syriel. I suoi occhi erano due stelle d'acciaio, il suo cuore forgiato dal fuoco d...