Capitolo 4: La foresta di Arfall

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Per raggiungere la città di Ashkar, i due dovevano attraversare la foresta di Arfall, un luogo dove l'ecosistema era completamente fuori dal comune: metà giungla, metà deserto.
Il clima era al contempo umido e secco, creando un paesaggio desolato ma ricco di vita.
Cascate si tuffavano in voragini di sabbia, formando grotte sotterranee rigogliose e verdi.
Arfall era uno scherzo della natura ben riuscito, con un ecosistema unico, popolato da animali e piante capaci di sopravvivere sia alle alte temperature che ai freddi estremi.
Nymeria sapeva che avevano tempo dall'alba al tramonto per attraversare la foresta, poiché di notte quel luogo si trasformava in una tomba per gli esseri umani.
Lunghe distese di sabbia si snodavano tra maestosi alberi, i cui rami intrecciati creavano gallerie naturali.
"Fai attenzione a dove metti i piedi," avvertì Nymeria.
"Sotto la sabbia si nascondono serpenti, pronti a cibarsi di te."
Leoris, vestito di stoffa e cuoio, sentiva la mancanza della protezione che un tempo gli offriva la sua armatura.
Ma ciò che più gli mancava era la sua leggendaria spada. In quell'istante, il ricordo di Valmar, la Lama della Giustizia, gli tornò alla mente.
Quanto gli mancava quella spada, la sua fedele compagna di battaglie.
Nymeria, intuendo il suo stato d'animo, sfilò una delle sue due spade e la porse a Leoris.
"Non è Valmar, è lunga la metà, ma è affilata e versatile."
Leoris fece alcuni fendenti nell'aria.
Le sue capacità combattive erano rimaste intatte, nonostante la perdita della memoria.
Comprendeva di aver perso i suoi ricordi, ma non le sue abilità.
"Andiamo!" disse con determinazione, e si inoltrò nella galleria naturale assieme a Nymeria e al suo mulo, carico di borse.

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