VII

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Per un attimo penso possa essere stato un sogno, poi guardo allo specchio il mio corpo stravolto, così come il vestito, sporco di rosso

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Per un attimo penso possa essere stato un sogno, poi guardo allo specchio il mio corpo stravolto, così come il vestito, sporco di rosso.

Allora sono certa di aver passato ciò che ho passato.

Però non capisco chi mi abbia portata qui.

Una guardia, probabilmente.

Da una parte lo spero, così che il re sappia cosa mi è stato fatto.

E dall' altra no, non voglio risultare come la vittima debole agli occhi di nessuno.

L' agnellino indifeso.

Mi lavo sperando di cancellare la notte prima.

E mentre penso.

Mi chiedo perché lo abbiano fatto.

Sadici.

Cattivi.

Crudeli.

Aggettivi tutti riconducibili a loro.

Ma c'è qualcosa che mi sfugge e non riesco a capire cosa.

Mi tormento facendo diverse ipotesi quando sento bussare alla porta.

Velocizzo il tutto e mi metto qualcosa addosso.

"Si, eccomi."

La porta si apre e Krim mi sorride.

"Quindi? Come va?"

"Perché mi chiedi come va?"

Meglio verificare prima di parlare.

Lo lascio passare e va a sedersi sul baule davanti al letto, senza farsi problemi.

Mi posiziono sul letto.

Deve girare il volto per guardarmi negli occhi.

"Dovevo lasciarti lì?"

Esordisce serio.

"Avrei risolto da sola, e risolverò anche il resto...il re lo sa già?"

"Cosa? Che i suoi figli sono crudeli e malvagi con i più deboli? Si, lo sa, ne sono certo.

E non sei né la loro prima vittima, e neppure l'ultima."

"Perché credi siano stati loro?"

"Immagino."

Ghigna mentre si alza.

Non so cosa gli convenga, se dirlo e mettersi contro di loro o non dirlo e fare finta di nulla.

Ma credo sia giusto che lui lo riporti al re.

D'altronde, non penso lui abbia paura di mettersi contro di loro.

E anche se è controsenso, neppure io.

"Certo..." rispondo a bassa voce iniziando a giocare con il lenzuolo del letto, perché la sua altezza rispetto a me, seduta, mi metto a disagio.

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