XXIV

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Procedo per tornare da Hades.

Ancora poggiato con la schiena contro la parete sorseggia qualcosa da un bicchiere.

Il Re mi segue, tutti gli fanno spazio , ma cerco di stargli abbastanza lontana da non farlo sembrare evidente.

Hades inizia a camminare davanti a me, guidandomi un'altra volta tra la gente.

Le luci sono di nuovo alte e la musica altrettanto, sono tutti presi dalle danze, perciò senza curarci molto della cosa ci spostiamo nel corridoio esterno alla sala.

La musica è ancora in sottofondo, perciò ci muoviamo sempre più lontani, arrivando all'ala più lontana dalla sala.

Nessuno tranne noi pare essere nei paraggi.

Mentre arrivavamo qui abbiamo visto diverse coppie spalmate contro le pareti a baciarsi e toccarsi, ma non sembrano essere un grande problema.

Il mio vestito è ormai diventato fastidioso, mi viene difficile spostarmi e muovermi, ma devo resistere.

Hades si rigira tra le mani un pugnale che pare abbia portato con se tutta la sera.

Gli luccica tra le dita mentre lo muove sotto i riflessi delle candele appese ai muri.

La tensione tra di noi è palpabile.

Il Re come in uno stato di confusione si guarda attorno, non capendo come sia arrivato li.

Io mi meraviglio di aver saputo agire con i miei poteri, ma rimango impassibile.

Poggiato con le spalle contro la parete, ci osserva mentre noi davanti a lui lo studiamo, o almeno, Hades, io inizio a dettargli cosa fare.

"Guidaci in un luogo sicuro." Mormoro prima.

Lui annuisce, sarcastico ghigna, ha capito chi sono, sa che posso farmi ubbidire da lui.

Ma continua ad essere sicuro di se, forse è persino troppo ubriaco per comprendere a pieno cosa stia succedendo.

Ma procedo comunque.

Inizio a dettargli ciò che desidero.

Conducici nella sala più sicura ed isolata del castello, dove nessuno potrà mai trovarci.

Una scarica di energia mi attraversa.

Mentre lui inizia a camminare seguendo i miei ordini.

Hades cammina dietro, tra le dita ha ancora il pugnale, mentre io, armata solo delle mie abilità cammino al fianco del Re , che procede per i corridoi.

Continuiamo ad incontrare solo coppie prese da momenti passionali.

Ad ogni angolo ho la paura che ci possano trovare delle guardie.

Ma se succedesse, avrei comunque a disposizione i miei poteri, non sarebbe difficile da affrontare.

Ma l'ansia mi porta ad essere tesa.

Ormai la musica non è più udibile e tra i corridoi vi siamo solo noi ed il rumore dei nostri passi.

Mi tranquillizzo, quando improvvisamente sento una mano sulla spalla, Hades mi blocca, mentre il Re continua a camminare.

"A breve dovrò lasciarti sola." Mi mormora all'orecchio con risolutezza, io continuo subito a muovermi.

Lui mi segue, cercando di tenere il mio passo, anche se le sua falcate sarebbero nettamente più vaste delle mie vista la sua altezza.

"Va bene, riuscirò a cavarmela da sola."

Rispondo io con la stessa freddezza che lui ha dato a me.

"Non lo metto in dubbio ma devo chiederti di stare attenta, nonostante a me non cambi nulla la tua presenza, a mio padre farebbe piacere rivedere il tuo bel viso che segue i suoi ordini, perciò quando attaccheremo cerca di essere invisibile."

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