Cammino con al mio fianco Hades, serio ed elegante, mentre seguiamo le guardie che ci guidano per il castello.
A differenza mia, lui sembra essere tranquillo, come se pochi istanti prima non stesse dormendo, come se non ci fossimo scolati una bottiglia di fuoco liquido.
Io invece lo sento tutto, il calore nel petto, nello stomaco, nella gola e per tutto il corpo, ma è diverso, il calore che provo alle guance è dovuto alla vergogna di non poter camminare con i miei piedi e dalla rabbia di dover dipendere da lui.
Ho sbagliato, non dovevo lasciarmi andare.
Tutto ciò che ho davanti sembra danzare, persino i candelabri, il fuoco delle candele, i mattoni grezzi delle pareti.
Fortunatamente la scalinata vastissima che ci si presenta davanti, subito viene deviata.
Le foglie rampicanti che cospargono le pareti del palazzo nascondono piccoli animali che chissà cosa cercano, mentre le fate, brillanti come stelle,. illuminano i corridoi, mentre trasportano vassoi, bottiglie e ceste colme di frutta.
Mi accorgo solo quando abbasso lo sguardo su i miei piedi indolenziti, che la mano di Hades mi avvolge il fianco, sostenendomi e facendomi camminare dritta.
Ma non ci mette impegno, anzi, credo che mi lascerebbe cadere a terra se potesse.
La sua attenzione è altrove, memorizza i corridoi, le direzioni giuste, i dettagli, cosa che solitamente faccio io, ma adesso non ne sono in grado.
Spero solo che passi in fretta.
Mi sento debole, stupida e indifesa.
Non so come agire, come muovermi.
Ma ringrazio il cielo che i numerosi passi per arrivare alla sala del trono siano finiti.
La grande porta in legno massiccio si apre al nostro cospetto.
Ho lo sguardo basso, cerco di controllare i piedi.
Poi ricordo dove mi trovo e mi obbligo a tenere lo sguardo fisso e il volto totalmente serio.
Osservo chi ho davanti, il sovrano mi guarda, mentre io stringo i denti per non lasciarmi cadere al suolo.
Le dita di Hades lasciano il mio fianco e non percepire più la sua presa mi fa sentire quasi vuota e allo scoperto.
Tengo le mani dietro la schiena, incrocio tra loro le dita e spero, spero che non si capisca.
Mi prendo qualche istante per distruggere i pregiudizi verso il sovrano.
Lo avevo immaginato diverso, secck come una stecca e dall'aria rigida, mentre invece è possente, alto, dall'aria quasi troppo buona per essere colui che guida tutto.
Con un movimento quasi troppo aggraziato per la sua statura, si muove verso di noi. I capelli lunghi e bianchi, come i miei gli si muovono sulle spalle, con dolcezza.
Ammiro la cicatrice che con regalità porta sul collo, così come l'orecchio mancante di un pezzo, che però ha ornato di gioielli.
Tra i capelli ha dei fiori, che con il recente movimento sono caduti ai suoi piedi.
Così come Hades, anche io accenno un inchino.
"Spero abbiate fatto buon viaggio."
"Abbiamo addolcito le stancanti ore con del liquore."risponde Hades, mentre sorride, così lo seguo anche io, ma credo che più che un sorriso, il mio sia sembrato una smorfia.
Alzo di nuovo il capo, ma questa volta pare che tutto si sia alleviato.
È tutto più stabile ma continuo a sentire un senso di sbandamento.
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Bull Bones'
FantasíaFaye è una manipolatrice, dotata di un dono raro ma anche pericoloso, con la sola forza del pensiero può comandare i movimenti altrui. Da sempre in fuga per non cadere nelle mani di chi vorrebbe solo sfruttarla per raggiungere le vette più alte dell...
