Sei

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"Fiori che nascono soli,
non hanno bisogno di un cielo,
crescono senza colori "
Stasera, Ultimo


🌙

La prima cosa che sento è un odore acre. Fumo? No... ferro. Sangue.
Apro gli occhi lentamente. Sopra di me, il tessuto leggero della tenda si muove appena al vento. La notte è ancora scura, ma il cielo si è aperto un po', come se anche lui volesse respirare. I lampioni del giardino sono spenti. Intorno solo il rumore flebile delle foglie e... nient'altro.

Silenzio. Ma non quello che calma. È un silenzio strano. Quello che avviene dopo qualcosa che è esploso.

«Sei sveglia?»
La voce è vicina. Joel è seduto lì, sul pavimento, con le braccia poggiate sulle ginocchia.
Ha il respiro affannato, le mani tremano appena. Guarda davanti a sé, non me.
I suoi capelli sono spettinati, la camicia stropicciata. Sembra più piccolo.
Sembra più... umano. Ma non mi fido.

«Cosa... è successo?»
La mia voce è roca, spezzata. Lui scuote appena la testa.

«Stai bene. È tutto finito.»

Finito.
Finito cosa?

Mi sollevo di più. La testa gira, ma tengo duro.
«Perché sei così agitato?»

Lui mi guarda finalmente. Gli occhi sono vivi, tesi, impauriti.
«Perché ho fatto una cazzata. Perché tutto sta andando in malora. Perché...»

Si interrompe. Stringe i pugni.
Io deglutisco.

«Perché ti sei messo a picchiarlo? Quel ragazzo... Sebastian, giusto? Chi è?»
La mia voce si incrina sull'ultima parola.

Joel si alza. Comincia a camminare avanti e indietro, come una belva in gabbia.
«Non posso dirtelo.»
«Perché no?»

«Perché se lo faccio... tu... tu non torni più indietro.»
La sua voce vibra. È sincero? O è solo bravo a fingere?

«Ma io non voglio più stare zitta!»
Mi alzo in piedi troppo in fretta. Barcollo.
Lui mi prende per le braccia, istintivamente.
Mi irrigidisco. Lo guardo.
«Lasciami.»

Mi lascia. Ma resta lì. Le mani tremano ancora.

«Dimmi almeno perché mi hai portata via. Perché hai fatto tutta quella scena.»
«Perché dovevo farlo.»
«Non è una risposta.»

«Lo so.»

Lo fisso. E per un attimo mi sembra... vuoto.
Come se una parte di lui fosse rimasta dov'era iniziato tutto.

«Ti sei fatto male?»
Domanda stupida. Ma è l'unica che mi viene.
Lui alza lo sguardo, sorpreso. Poi abbassa gli occhi.
«No. O almeno... non importa

Mi si stringe qualcosa dentro.

Poi, piano, con voce quasi impercettibile, chiedo:
«Hai... hai mai fatto male a qualcuno davvero? Di proposito

Joel chiude gli occhi. Fa un passo indietro.
«Tu non vuoi sapere, Selena. Fidati. Non vuoi.»

Il suo tono è fermo. Ma non minaccioso. È stanco, sfinito.

«E allora cosa voglio, Joel? Secondo te cosa voglio?»
La mia voce trema.

Silenzio.

Poi, lui dice solo:
«Andarcene via da qui. Almeno per stanotte.»

Non so se è una fuga o un rifugio.

Ma annuisco. E basta.

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Sei mia, punto e basta. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora