Quattro

2.5K 54 5
                                        

"Joker
Se solo il mondo avesse fatto attenzione,
dietro un bandito
esiste sempre il suo cuore "
Joker, Ultimo

🌙

«...sei bellissima

È la prima volta che me lo dice.
Me lo dice così, senza ridere, senza niente addosso.
Solo parole.
Mi si ferma il respiro.
Avrei voluto sentirlo. Un tempo. Avrei voluto credergli.
Ora non so se posso.

Lo dice perché andiamo alla festa?
Perché sono truccata?
Perché vuole qualcosa?

«Ma io sono più bello» aggiunge, con quel tono che non capisco mai se è scherzo o sfida.
E io non so più cosa rispondere.
Un attimo fa volevo dirgli grazie.
Adesso non più.

___________________

Durante il viaggio non ho detto neanche una parola.
Le cuffiette erano spente, ma le tenevo comunque nelle orecchie, come una barriera.
Lo schermo del telefono acceso davanti agli occhi, anche se non leggevo davvero niente.
Solo silenzio. Solo tempo che doveva passare.

«Arrivati.»
Un colpetto secco sulla spalla mi riporta nel presente.
Alzo lo sguardo. Non sorrido.

Spalanco lo sportello e quasi mi butto fuori dall'auto. L'aria è più fredda del previsto.
Davanti a me, la villa: grande, elegante, due piani e una piscina che riflette le luci colorate della festa.
La musica è talmente forte che riesco già a sentirla vibrare sotto i piedi, ancora prima di entrare.

Mi blocco per un secondo, indecisa.

«Vieni o no?»
Joel mi supera senza neanche guardarmi. Cammina verso la casa come se fosse suo il mondo.

Probabilmente si è accorto che ero rimasta lì impalata da cinque minuti.
Faccio qualche passo rapido per stargli dietro, quasi di corsa.
Mi sento piccola. Invisibile.

Appena varchiamo l'ingresso, il rumore mi investe.
Musica sparata, corpi che si muovono, risate troppo forti, schizzi d'acqua.
C'è chi balla come se fosse solo, chi si lancia in piscina con i vestiti addosso, e chi...
abbasso subito lo sguardo.

Mi volto.
Joel non è più accanto a me.

Mi guardo intorno.
Lo trovo qualche metro più in là, già con il suo gruppo, un bicchiere in mano, che ride.
Così, senza nemmeno voltarsi.
Nemmeno un cenno.

Mi stringo le braccia intorno al petto.
Faccio per allontanarmi da quel caos e mi infilo nel soggiorno.
Ci sono ragazzi sparsi ovunque, una decina, forse più.
Tre ragazze sedute tra loro, che sembrano conoscersi da una vita.
Mi siedo su una poltrona libera, in un angolo.

Fantastico.
Sono a una festa e sto facendo esattamente quello che avrei fatto a casa:
starmene zitta, a fissare il pavimento.

Mi stringo le mani.
La solitudine inizia a farsi sentire nelle ossa.
Mi manca Jennette.
Mi manca tantissimo.

Aspetta. Jennette dovrebbe essere qui.
Me l'aveva detto.
Prendo il telefono con mani fredde.

Prendo il telefono con mani fredde

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Sei mia, punto e basta. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora