"A volte crediamo che il controllo sia la chiave per tenere in equilibrio la nostra vita: pianifichiamo, costruiamo muri, cerchiamo di prevedere ogni passo e di trattenere ciò che amiamo, come se stringendo più forte potessimo impedire al mondo di mutare. Ma il vero paradosso è che più tentiamo di controllare, più rischiamo di soffocare ciò che ci è caro. È allora che entra in gioco la fiducia: fiducia in noi stessi, nelle persone che ci camminano accanto, e in quel filo invisibile che lega i nostri giorni. Affidarsi non significa abbandonare il timone, ma accettare che non tutto può essere deciso da noi, che alcune cose fioriscono solo se lasciate libere. Il controllo può guidarci fino a una soglia, ma è la fiducia che ci permette di attraversarla senza paura, trasformando l'incertezza in possibilità."
🥀G.A.🥀
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Una leggera e fine brezza si insinuò nella stanza, come un bambino curioso e desideroso di scoprire, superando l'anta della finestra leggermente scostata.
Si infilò senza chiedere permesso: accarezzò le tende pesanti e un po' stanche, sollevò appena gli angoli delle carte abbandonate sulla scrivania, sfiorò la nuca di chi, chino e stremato, vi si appoggiava sopra per non sprofondare nei propri pensieri.
La figura, piegata su se stessa, restava immobile, sorretta soltanto dai gomiti piantati nel legno.
Un uomo, sì, ma a guardarlo bene conservava ancora la fragilità acerba di un ragazzo: un giovane Alpha costretto a crescere in fretta, a mostrarsi saldo quando dentro, nel profondo, qualcosa lo rosicchiava.
L'unica melodia che rompeva il silenzio assordante dell'ufficio era il fruscio sottile delle pagine mosse dal vento e il ronzio insistente dei suoi pensieri.
Cacciatori... segugi infernali... perché?
Il pensiero si ripeteva con ostinazione, martellante come tamburi lontani o come il colpo secco di un martello su un chiodo.
Ogni volta che tentava di scacciarlo, tornava, più forte, più pungente.
Da quando era apparso quel lupo. Legato lì, a quel palo, nella sua terra.
Cacciatori... segugi infernali... perché?
Era come un'eco che non gli lasciava respirare a fondo, che si incastrava tra una costola e l'altra.
Troppi misteri. Troppe coincidenze esplose tutte insieme, come fili che s'intrecciavano a formare una ragnatela, stringendosi ogni giorno di più attorno al suo petto.
Eppure...
Nonostante la pelliccia lunga e arruffata, che celava le costole come lame sotto la pelle tirata, lui lo aveva notato.
Aveva intravisto la fame, la stanchezza antica, le cicatrici che parlavano più di qualunque parola.
Un manto opaco, sporco, rovinato, come nessun Lycan del Branco avrebbe mai permesso.
I suoi membri tenevano il pelo curato, lucido, corto e fiero. Ogni Lycan lo faceva.
Quel lupo no.
Quel manto era stato testimone di troppe notti senza riparo, di inseguimenti, di trappole, di mani sbagliate.
Un manto che aveva visto orrori.
Cacciatori... segugi infernali... perché?
E non c'era odore. Nessuno. Nessuna impronta nell'aria da seguirgli addosso. Non miele, non bergamotto, non pigne o resina. Nessuna nota calda o balsamica. Nessuna firma. Nessun branco.
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The Casting Crown
FantasiaUna giovane tenta di dimenticare il passato, ma sappiamo che il passato non và ignorato, il suo presente si intreccerà con persone di cui non si aspettava di avere nel suo cammino. Ci saranno intrecci cosi fitti di cui Lei non potrà mai spezzarli. L...
