Il titolo dice tutto :)
Richieste chiuse!!!! non perché non voglia farle, ma semplicemente non riesco a starci dietro :(, scrivo principalmente quando un personaggio mi ispira.
[LEGGETE IL PRIMO CAPITOLO] ma non seguirò una logica di pubblicazione...
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𝒯𝒲: Angoscia, tristezza, dolore
NB: Presenza di spoiler riguardo l'arco narrativo di Shibuya.
𝒯𝓇𝒶𝓂𝒶: Entrambi prendete la decisione di voltare pagina e finalmente lasciare la vita dolorosa e piena di incertezze legata alla quotidianità dell'essere stregoni, ma...
♬:Iris~ Goo Goo Dolls <And all I can taste is this moment, And all I can breathe is your life, And sooner or later, it's over, I just don't wanna miss you tonight.> ~•~•~•~
"Che ne pensi della Malesia?"
La voce calda e tranquilla di Nanami cattura la mia attenzione. Chiudo l'acqua del rubinetto della cucina, dove stavo lavando i piatti della cena che aveva cucinato lui e che avevamo appena finito di mangiare.
"Malesia?"
Con l'avambraccio scosto i capelli che mi erano ricaduti sul volto e mi volto verso di lui. È seduto al tavolo, lo sguardo fisso su di me.
"Sì, io e te, una casa che affaccia sul mare" "Allettante come idea"
Mi lascio andare in una lieve risata, mentre inizio ad asciugarmi le mani con un panno.
"Potremmo aprire un piccolo ristorante" "Saresti un ottimo chef"
Lo indico annuendo convinta, i piatti di Nanami sono sempre stati spettacolari.
"E tu saresti un ottima calamita per la clientela, il tuo sorriso attira chiunque" "Ahh stiamo diventando sdolcinati eh, Kento non è da te"
Appoggia il braccio sul tavolo e si sorregge il volto con una mano. Le labbra si incurvano in un sorriso appena accennato, mentre una luce calda gli attraversa lo sguardo.
"Potremmo lasciarci tutto questo alle spalle"
Il sorriso che avevo stampato sulle labbra svanisce lentamente.
"Vorresti..." "Finiamola con la vita da stregoni"
Il pensiero mi stringe il petto. È un desiderio che conosco bene, che mi accompagna da anni come un'ombra silenziosa. Ma il peso che porta con sé è sempre stato troppo grande.
"Lo vorrei veramente ma..."
Abbasso lo sguardo per un istante, poi mi appoggio all'indietro, poggiando entrambe le mani sul bordo del lavandino.