Entrai nell'appartamento,girovagai in cerca di qualcosa da fare,poi mi ricordai del lavoro,mi ero dimenticato che stamattina dovevo portare i documenti a mio padre,che tra l'altro non avevo nemmeno iniziato a guardare.
Mio padre dirigeva una catena di pub e discoteche, fortunatamente potevo lavorare stando lontano sia da lui che da Cristian,mi occupavo della parte legale,sentendo mio padre solo un paio di volte al mese. Lui non poteva chiedere di meglio,un figlio in meno tra le palle, e io la pensavo esattamente come lui. Non era stato facile accettare di lavorare per lui,l'avevo fatto solo per far felice mia madre.
Iniziai a sfogliare i documenti,annotandomi qualche numero da chiamare.
In meno di un'ora finii,non mi dispiaceva affatto come lavoro, mi sentivo quasi sottovalutato a farlo,la parte più brutta era però doverlo consegnare di persona a mio padre. Raccolsi tutti i fogli mettendoli ordinatamente dentro una cartella,presi il mio giubbotto, la cartella e uscii di casa. Scesi le scale e uscii dalla porta principale,c'era bel tempo,anche se l'aria era fredda. Chiamai un taxi,ci salì e gli spiegai dove portarmi. Probabilmente non l'avrei neanche visto mio padre,avrei consegnato tutto alla segretaria e me ne sarei andato con dei nuovi documenti,tutto qui. Sospirai vedendo l'edificio che si avvicinava. <<Siamo arrivati>> Mi disse il guidatore fermando l'auto davanti all'azienda di mio padre. <<Sono 10 signore>> Disse lui sorridendo. Estrassi fuori la banconota e gliela porsi,poi uscii dall'auto. L'edificio era abbastanza grande,le vetrate riflettevano gli edifici di fronte. Sospirai e mi avviai verso quella sottospecie di inferno diretto dal peggiore di tutti,mio padre. Entrai,tutto l'arredamento tendeva sul bianco, c'era un profumo fresco.Guardai la donna al ricevimento,che oramai mi conosceva bene,giurai di averla vista sbuffare. Mi avvicinai a lei sorridendole, <<Allora signora Jane,come sta?>> Dissi con aria strafottente,mi stava sulle palle,era in comunella con mio padre. Non mi rispose nemmeno,che palle,non potevo neanche divertirmi un pò. Decisi di smetterla. <<Ecco i documenti,consegnali a mio padre,ci vediamo>> Dissi appoggiandole la cartella sulla scrivania
<<Suo padre ha bisogno di vederla>> Disse lei continuando a guardare il computer. <<Cosa?>> Che cazzo voleva? Sentii tossire,mi voltai verso l'ascensore. Mio padre mi guardò tutto sorridente,ripetendo la solita recita. <<Come stai Jack ? Non ci vediamo da molto>> Solo la sua voce mi dava sui nervi.
Indossava un completo nero,la cravatta era era l'unica cosa che si distingueva.
<<Me ne vado,inviami gli altri documenti quando ci sono tutti>> Mi girai. <<Oh Jack maledizione,aspetta. Perché non riesci a parlarmi?>> Io scoppiai a ridere. Forse perchè di me non te ne é mai fregato un cazzo. <<Cresci Jack,ti comporti ancora come un bambino,lavori per me,pretendo un pò di rispetto,quindi vedi di cambiare>> Come se fosse tutto un gioco, come se io fossi una pedina del cazzo che fa sempre la mossa sbagliata. Non esiste il 'reset' e nemmeno il 'finish',non mi poteva cambiare.Risi di nuovo e uscii, se fossi rimasto dentro probabilmente avrei rovinato il suo faccino soddisfatto e sporcato i suoi costosi vestiti. Mi avviai a piedi verso il centro,il cielo si era fatto scuro,sembrava rispecchiare il mio stato d'animo. Non sarei rimasto ancora molto,ero stanco di star qui, volevo tornarmene a Bristol al più presto.
Mi guardai in torno, c'era un gran traffico,come sempre.
Ripensai alla canna che avevo messo nel cassetto del comodino ''per l'evenienza '' . Questa era proprio l'occasione giusta per usufruirne.
Mi affrettai,non mi andava di prendere un taxi,il tempo sembrava reggere,e camminare un pò in mezzo allo smog mi andava.
In meno di mezz'ora fui davanti arrivato,buttai il giubbotto sul divano camminando fino in camera da letto,aprii il cassetto del comodino e trovai quello che cercavo.
Andai in salotto,presi l'accendino dal tavolino e accesi la canna che tanto aspettavo.
Mi sedetti a terra,sul tappeto,e guardai fuori verso la porta finestra.
Non dovevo andarmene da Bristol, pensavo che andandomene mi sarei scordato di Hollie? Che irrazionale.
Feci un lungo tiro,trattenni e poi liberai il fumo,i polmoni sembravano bruciarmi.
Mi venne improvvisamente in mente una frase di Charles Bukowski
'Non sto vivendo, io sto solo passando'
Ed era fottutamente vero,non stavo più vivendo,ripensai di nuovo a tutti i momenti belli passati insieme.
Spensi la canna e mi stesi sul divano nero.
Non rimpiangerò mai di averla conosciuta,mi aveva donato una felicità temporanea,effimera, ma comunque indimenticabile e ancora viva in me,era questo a fare male.
Chiusi gli occhi aspettando che il sonno mi portasse via con se,cosciente della notte che stavo per passare.
Mi svegliai nel cuore della notte, dalla porta finestra entrava la luce dei lampioni,mi alzai e andai a chiudere la tenda scura,speravo che non riuscire più a dormire durante la notte non diventasse un abitudine.
Sbadigliai e mi ributtai sul divano.
Mio padre sicuramente avrebbe raccontato di oggi a Cristian,il figlio perfetto.
Ripensai a quando mi scopai Aurora sul tavolo del mio altro appartamento e sorrisi spontaneamente.
Se mio padre lo avesse saputo probabilmente non sarebbe stato così felice del loro matrimonio. Sorrisi di nuovo,poi smisi,c'era qualcosa di sbagliato in me,e lo sapevo bene.
Siamo arrivati al capitolo 4! Non è molto lungo ma spero vi piaccia ugualmente,pubblicherò presto,prometto
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PHILOPHOBIA
RomancePhilophobia:La paura,l'incapacità di amare. Non scriverò niente una trama, ne vi anticiperò nulla, potete vivervelo solo leggendo, e non spero che vi piaccia, spero solo che possiate capirlo, che Jack faccia parte di voi quanto é parte di me. Buona...
