"Alzati e va a raggiungere il tuo obiettivo;provaci con tutta stessa, urla, arrabbiati,piangi, lotta,cadi,rialzati ma sorridi; va e rendilo migliore. Ha bisogno di essere salvato da te". Mi alzo di scatto, sono tutta sudata e il mio sguardo si poggia istintivamente sull'orologio della sveglia che segna le 03:05. Mi scopro e scendo dal letto con un balzo. Quella voce nel sogno mi ha abbastanza scossa, non riesco a credere che abbia sentito quella voce dirmi esattamente le cose che volevo sentirmi dire. Salvarlo. Forse è solo la mia frustrazione,ma quello mi sembra un segno per andare avanti,ma so che mi servirà molta forza. Esco dalla stanza in punta di piedi e vado in cucina a vedere se lui sia rimasto,e lo vedo sul divano mentre dorme con il telefono appoggiato sul suo petto ricoperto dalla sua camicia bianca. Con il petto pieno di gioia vado di nuovo nella mia stanza e mi stendo sul letto, con la speranza che lui mi raggiunga e mi accolga tra le sue braccia.
" Ricordati che sarai sempre la mia bambina "mi dice andando via accompagnato da due carabinieri in divisa che li legano le mani con due cerchi grigi. " Mamma dove va papà?"chiedo con gli occhi lucidi mentre tento di aprire la porta e raggiungere il mio papino. "Tra un po ritornerà, ne sono convinta" mi risponde mia madre asciugandosi gli occhi con un fazzoletto di stoffa rosso. "Mamma perché piangi?" le chiedo scoppiando in lacrime. "Perché l'hanno portato via" mi risponde abbracciandomi. L'hanno portato via, l'hanno portato via.. "Papà dove sei?'urlo piangendo. " Torna da noi,la mamma e io abbiamo bisogno di te "continuo singhiozzando. Tento di dimenarmi ma sento qualcosa di caldo sotto la mia schiena e apro gli occhi si scatto. " Shh,va tutto bene, non è successo nulla"mi dice lui accarezzandomi i capelli e portando la mia testa al suo petto. In questo momento le mie lacrime si trasformano il lacrime di felicitá e poso il mio orecchio delicatamente sul suo cuore, sentendo i suoi battiti regolari che mi tranquillizzano. Le sue dita continuano a massaggiarmi e ad accarezzare delicatamente il mio viso rigato di lacrime. Questa è la sensazione più bella che abbia mai provato in vita mia,è il mio posto preferito. I miei battiti si regolarizzano e vorrei che il tempo non andasse più avanti. Vorrei che quelle lancette si fermassero alle 03:25. "Cosa succede,vuoi parlarmene?" mi chiede scendendo ad accarezzare la mia schiena e al suo tocco la mia pelle è invasa da mille brividi. "Ecco,io-lui se ne è andato e non è più tornato" gli dico scoppiando di nuovo il lacrime. Mi alza il mento con il suo indice e con l'altra mano mi asciuga le lacrime. Il suo tocco è stupendo, così morbido,così perfetto. I suoi occhi marrone scuro sono piantati sul mio volto e penso che i nostri occhi si siano risposti. "Non piangere ci sono io" mi dice sedendosi sul letto e portandomi sulle sue ginocchia. Il mio cuore batte fortissimo e le mie mani tremano per l'emozione. "Mio padre è,in galera" gli dico sperando che anche sta volta mi asciughi le lacrime,come solo lui sa fare. "Almeno ci stava, ora non so che fine che abbia fatto" continuo e mi viene voglia di abbracciarlo,anzi di essere abbracciata. Ho bisogno delle sue braccia che mi cingono la vita, e delle sue dita che mi accarezzano come prima e invece vedo il suo sguardo perso nel vuoto di questa stanza,adesso fredda come lui. Nel frattempo le lacrime scendono di nuovo e mi sento una stupida per essermi illusa che lui a me ci tenesse. Come al solito io rivelo le cose private alle persone che mi prenderebbero in giro. Complimenti a me stessa,sempre alla grande. "Lui non era cattivo" dico rompendo il silenzio,aspettando che dica qualcosa. "Mi dispiace, non l'avrei immaginato" mi dice e il suo sguardo sembra essere ritornato quello di prima, dolce e quasi affettuoso. "Neanche io l'avrei mai immaginato,ma è andata cosi e mi manca tanto,lui è innocente. Capisci?". Avrei tanto desiderato che fosse qui ad abbracciarti e a dirmi che va tutto bene ma non è così" gli dico e lui mi abbraccia di nuovo stringendomi forte e accarezzandomi la schiena. "Sarei pazzo se ti dicessi che va tutto bene, ma posso assicurarti che ce la farai,sei forte" mi dice guardandomi e mi sciolgo completamente al sui sguardo magnetico. "Grazie per avermi consolata" dico sorridendo; il mio sorriso arriva alle orecchie. "Vuoi che resti?" mi chiede e per un attimo ho pensato ad altro, tipo se vuole restare nella mia vita. Poi indica il letto e arrossisco. Certo che vorrei che rimanesse ma non voglio che poi si penta. "Vabbe sarà meglio che vado di la" dice andando via e chiudendo la porta. La stanza rirorna vuota,buia e fredda e sento una fitta di nostalgia delle sue braccia. Il mio corpo si era già abituato alla sua stretta vicinanza. Mi rimetto a letto e guardo il soffitto buio,ma non posso fare a meno che sorridere come una scema. Se penso a quel momento mi vengono ancora i brividi, per me quel l'abbraccio è stato molto meglio del sesso, che dicono sia stupendo. Per me quel l'abbraccio è stato un invito a non crollare, è stato un salvagente al quale mi sono aggrappata per non annegare. Mi giro e rigiro per un quarto d'ora senza trovare la giusta posizione. Ormai il mio corpo si rifiuta di dormire, scosso dalle emozioni che ho provato.
Pov. Thom.
Cazzo,cazzo,cazzo. Ma cosa mi è preso? L'ho abbracciata, l'ho accarezzata,l'ho consolata come se fosse la mia ragazza e invece il cazzo dell'accordo non prevedeva di certo questo. Non era questo il patto .O almeno prima. Anche se non posso fare a meno di sorridere, perché ho quasi raggiunto il mio obiettivo. Si vede che non opporrà resistenza quando la porteró a letto,ma il fatto è che però sto nella merda fino al collo. "Triin'trinn". Il mio cellulare squilla e sono solo le 7 di mattina. " Che cazzo vuoi?"dico con voce assonnata a questo coglione che ha interrotto le mie riflessioni. "Allora l'hai portata a letto?" mi chiede ridendo e vorrei sbattergli il telefono in faccia. "No,adesso non è più solo quello il piano" gli dico cercando di abbassare la voce. "Che cazzo dici? Tutti noi dobbiamo portarci a letto una vergine, è quello l'obiettivo,se non sbaglio" dice con voce ironica. "Lo so,ma adesso sono incasinato,è successo un casino"gli ringhio contro. " Vuoi che sei stato tu ad innamorarti di lei?"mi dice sghighazzando come uno stronzo. "Coglione non intendevo quello, solo che ho fatto un altro accordo con un'altra persona su di lei" gli dico sbraitando. Mi sto stancando, adesso lo mando a fare in culo e poi si pensa. "Che cazzo? Vabbe ne riparliamo oggi pomeriggio,incontriamoci al nostro bar" mi dice chiudendo. Butto il telefono sul divano e sbuffo .Questa situazione mi ha stancato e sono ancora all'inizio. E comuqnue penso che per oggi ho fatto abbastanza, è ora di andarmene. Vado in stanza a prendere il mio giubbotto e la intravedo nel letto,con i capelli scompigliati,e un'espressione strana sul suo viso pallido, quasi come se avesse vissuto un momento di felicità. Cazzo,il mio stesso sentimento quando mi innomarai di Tamara. E poi, è successo il casino. Ma forse è per quello che ora sono così stronzo, superficiale e bastardo con le ragazze. Mi hanno ridotto così e ora che lo accettino.
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•Impossible? Forever alone?•
RomanceThom e Juliane sono due ragazzi opposti. Lui puttaniere,sicuro di se,ricco di autostima, popolare,che ama le conquiste e indossa la maschera dello stronzo;lei dolce,sola,innamorata dei libri,alla ricerca di un ragazzo che possa amarla per quella che...