9. Saturday.

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Matty si fece schioccare le dita mentre scendeva la scalinata della scuola di danza di Edith, che stava finendo di cambiarsi nello spogliatoio. Avrebbe aspettato Edward fuori, la sarebbe venuta a prendere. Aveva raccontato a Matty di quella notte e si erano entrambi scambiati qualche consiglio in quanto anche Matty le aveva raccontato della storia di Océane.
Ed ora lei era lì, che lo aspettava dall'altra parte della strada. Il vento soffiava leggero e le scompigliava i capelli neri, quanto la vernice del vecchio pianoforte nella sala di danza.
Matty attraversò velocemente, abbracciandola con forza, facendo scivolare le sue dita sulla schiena della ragazza, tracciandone con cura ogni curva.
«Andiamo a prendere un caffè?» gli chiese e si avviarono mano nella mano, quella di Matty era calda in confronto a quella fredda di Océane.
Giunti li si sedettero all'esterno, su dei tavolini che adornavano l'ampio marciapiede, e ordinarono in fretta senza nemmeno vedere i menù in quanto sapevamo entrambi che avrebbero preso un tè nero (per matty) e un cappuccino (per Océane). Lei si stiracchiò sulla sedia, accavallando le gambe lunghe e magre, per poi spostare una ciocca di capelli dietro l'orecchio destro con grande naturalezza, e il suo sguardo fu attirato dalle braccia scoperte di Matty, in particolare da una tatuaggio sul bicipite quasi inesistente - osservazione che la fece sorridere leggermente-
«Perché quello? Quello con il cuore e la scritta Allerton?»
Dopo un primo istante di confusione Matty si fissò il tatuaggio e lo guardò sorridendo spiegandole che era per il suo personaggio preferito di Queer.
«Ti piace davvero tanto Burroughs eh?» lo punzecchiò lei. In quel momento un cameriere portò le loro ordinazioni, poggiando con estrema delicatezza la tazza di cappuccino davanti a Océane che subito ringraziò e iniziò a girare in senso orario.
«Già, fin troppo. Ma non lamentarti, piacciono anche a te»
«Come mai sei qui?» continuò Matty «cosa ti porta a Londra?»
«Xavier, mio cugino. Lavora alla gallery, per questo ero lì quel giorno, lo stavo cercando»
«Xavier! Ma certo» sorrise «lo conosco, adoro quel ragazzo»
«Lo adornano tutti» scherzò Océane, afferrando la mano di Matty per giocarci facendo intrecciare le loro dita.
Matty chiuse gli occhi per una manciata di secondi ricordandosi della prima volta che l'aveva sentita parlare alla gallery e di quanto ci aveva messo per trovarla. Si arricciò una ciocca di capelli, come fanno le ragazzine, e si avvicinò a lei, baciandola.
Fu bello, non intenso, ma bello. Sentiva le labbra di Océane scorrere sulle sue, la sua lingua tracciarne i contorni leccandone ogni millimetro.
«Sai di fumo, dovresti smetterla di fumare»
«Non credi che me l'abbiano già detto milioni di persone? Quando ne avrò voglia smetterò»
«Smettila di fumare, fa male»
Matty alzò gli occhi al cielo esasperato, prendendo un altro tiro.
«Puoi smettere?» Océane era davvero nervosa ora,le tremava la voce, e quest'ultima frase era uscita flebilmente dalle sue labbra rosee «il mio ragazzo è morto di cancro ai polmoni»
Matty si fermò un secondo. Avrebbe voluto continuare la sua sigaretta, che non era nemmeno a metà ma la spense. Non gli andava di far arrabbiare Océane.
«mi spiace»
«fottiti» si alzò e lo lascio lì da solo. Quando fu sicuro che fosse abbastanza lontana, Matty, sfacciatamente, riprese la sua sigaretta e la finì.

Quel sabato arrivò in fretta. Era un sabato particolare, si capiva dall'aria febbricitante che sarebbe accaduto qualcosa e tutti ne erano pienamente consapevoli; ciò non si intuiva solo dal clima che iniziava a diventare ancora più rigido del solito in quanto settembre era ormai alle porte, ma c'era qualcosa che era scattato in tutti. La risata di Edith era cambiata, così come quella di Janet, Océane si era leggermente tagliata i capelli (solo una spuntatina alle punte aveva detto al parrucchiere che secondo lei aveva decisamente esagerato con quelle dannate forbici), Edward aveva chiamato i suoi che non sentiva da tanto, Adam e la sua ragazza avevano deciso di rendere le cose veramente ufficiali quando lui l'aveva sorpresa con una cenetta romantica, proprio come quelle dei film- fallita miseramente in quanto il pollo si era bruciato e si era risolta con una pizza da asporto che si rivelò la soluzione migliore (forse anche più del pollo)-, Ross aveva deciso che per una volta i suoi alunni avrebbero potuto fare a meno di studiare tutto il programma e aveva preparato un compito veramente semplice come test d'ingresso non appena sarebbero ricominciate le lezioni; mentre Matty aveva drasticamente deciso di smettere di fumare. O almeno ci aveva provato, era riuscito a stare per ben due giorni senza toccare una sigaretta ma ora che era accanto ad Edith, fuori alla scuola di danza, fumavano entrambi dei drum, chiusi da lei perché «Matty tu non sai chiuderli, devo ricordarti di quella sera alla festa?»

The sound. (THE1975)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora