Point of view Alyce.
Il turno di stamattina è stato pesante, nel paese c'era il mercato, di conseguenza ho dovuto servire triliardi di colazioni e per appesantire il tutto Riccardo mi ha aggiunto una curiosità pazzesca, infatti alle 16.00 quando il mio turno è finito mi precipito in macchina, schiaccio il pedale ed in meno di 10 minuti sono a casa, lui però non c'è. Ovviamente sono sola, mia mamma ormai vive a lavoro e quando non lavora sta da Fulvio, il suo fidanzato, si puó dire che io e Riccardo viviamo già da soli infatti, la sento tutti i giorni e la vedo solo un paio di volte a settimana, mi manca ovviamente, ma amo stare sola con Ricardo.
A proposito.. Mi ha dato appuntamento alle 17.30, ho ancora il tempo di darmi una sciacquata veloce, salgo in camera e preparo tutto ció che mi serve per dopo la doccia, vestiti, intimo e scarpe, poggio tutto sul letto e mentre vado a prendere lo struccante noto una foto sul cuscino, mi avvicino e vedo la foto di me e Riccardo e lì affianco vedo anche una lettera, ho paura di quello che ci possa essere scritto , ma mi faccio coraggio e la leggo: all'intestazione già le lacrime mi rigano il volto ed è inutile dire che alla fine lo struccante è completamente inutile, ho pianto così tanto che forse pure le guance si sono consumate, lo amo alla follia.
Prendo il telefono e lo chiamo, perchè devo dirglielo quanto lo amo.
"Pronto?" La sua voce è sempre bella, ma al telefono è davvero oscena, non ci faccio caso più di tanto e gli rispondo.
"Ho letto la lettera." La voce mi trema.
"E?" Mi dice.
"Ti amo."
Dopo questo, discutiamo ancora un po' e poi attacca lasciandomi finalmente cacciare lo stress sotto il getto dell'acqua.***
Ho già ricevuto il messaggio da parte di Riccardo in cui mi dice di scendere perché mi sta aspettando, cerco di radunare tutte le mie cose, prendo la borsa e corro per le scale fino a raggiungere la macchina, lo saluto dandogli un bacio e abbracciandolo, ringraziandolo ancora per le bellissime parole che ha usato in quel foglio di carta che rimarrà per sempre nel mio portafoglio.
"Dove andiamo allora?" Chiedo una volta allacciata la mia cintura.
"Se va be' , secondo te ho creato tutta 'sta suspance per poi dirtelo appena sali in macchina." E si mette a ridere.
"Eddaiii." Piagnucolo.
"Non esiste."
Accende la radio ed inizia a canticchiare sopra le note di Shape of you di Ed Sheeran.
Dopo 15 minuti di viaggio accosta in una piazzola:
"Cosa fai?"
"Immagino che per te non sia semplice quello che sto per chiederti e se non te la senti troviamo un'altra soluzione.. Ma vorrei bendarti."
Mi salta un battito, l'idea di non vedere cosa succede mi provoca un'ansia che pervade ogni parte del mio corpo.
Non ce la faccio. Troppi ricordi, il trauma è pesante.
"Ricky.."
"Okay.. Non te la senti.. Facciamo così allora, promettimi che terrai gli occhi chiusi per tutto il tempo che servirà."
"Ci sto." E capisce ancora..
Mi da un bacio, inserisce la freccia e si immette nuovamente per la strada, dopo 5 minuti mi ordina di chiudere gli occhi ed io per rispetto eseguo, li tengo chiusi anche quando sento la macchina fermarsi. Quando Ricky mi tocca sussulto, lui mi tranquillizza e mi dice sussurrandomi nell'orecchio:
"Ti aiuto a scendere dalla macchina, una volta in piedi potrai aprire gli occhi, okay?"
Annuisco, lo sento chiudere la sua portiera e poco dopo aprire la mia, mi posiziona delicatamente la mano sugli occhi e mi aiuta a scendere ciecamente dalla macchina, mi sposta in modo che riesca a chiudere la portiera dal mio lato,si mette dietro di me, mi abbraccia con un braccio solo ed appena mi toglie la mano dagli occhi mi abbraccia anche con quello:
"Apri gli occhi amore." Mi da un bacio sul collo.
Faccio come mi dice e mi ritrovo davanti la casa dei miei sogni, ma non capisco.
".. Non capisco.."
"Ti piace vero?" Mi chiede sicuro di sè.
"Da morire, lo sai." Lo sento trafficare nelle tasche, all'improvviso delle chiavi penzolano davanti ai miei occhi e poi gli sento dire:
"È tua, È nostra."Point of view Giada.
"Ci vediamo alle sette questa sera allora, buona giornata." Stacco il telefono e mi rendo conto che penso sia la prima volta dopo due anni e mezzo che mi sento di nuovo una ragazzina: ho appena smesso di parlare al telefono con la ragazza che stasera guarderà la piccola Alyce, ho bisogno di una serata per me, con mio marito, merito di passare una serata a fare la ventenne, mi sento un po' in colpa per lasciare mia figlia, ma in fin dei conti credo che anche io necessito di un po' di relax.. Quasi tutte le ragazze della mia età che sono già mamme lasciano i figli alle nonne, io proprio non ne ho la possibilità e la mamma di Cristian abita lontano per poterlo fare, perciò insomma, alla fine è solo una cena, ce lo meritiamo.
Alyce mi sta facendo disperare, non riesco a farla stare ferma un attimo, certe volte penso di aver partorito un mostriciattolo al posto che una bambina, ma poi mi ricordo chi è il padre ed allora tutto si spiega.
Quando finalmente Cristian arriva da lavoro, lo saluto con un bacio e gli affido la bambina così che io possa finalmente andare a prepararmi, mi lavo velocemente e indosso un vestitino nero che non arriva al ginocchio, delle decoltè nere e cerco di farmi un trucco che mi renda onore, era una vita che non mi vedevo così e sinceramente mi mancava.
Ora, devo andare in sala dove c'è il padre di mia figlia che mi aspetta, io non so come sia riuscito a prepararsi, perché con lui Alyce sta tranquilla? Ho bisogno di sentirmi dire che sono bella, ho bisogno che me lo dica lui, di sentirmi donna.. Ho bisogno di sentirmi dire che ne valgo ancora la pena, voglio sentirmi amata , piaciuta. È forse egoistico ? Forse, ma è un bisogno e non posso farne a meno, così esco dal bagno e vado lì dove sono loro, li vedo, Cristian è sdraiato a terra con Alyce di fronte e stanno giocando con i lego, lei è la meraviglia più totale ed è uguale a lui.. Mi rendo conto che in realtà è solo di loro che ho bisogno.
Finalmente si accorgono di me, Cristian rimane a bocca aperta e sorride vedendo che in fondo non sono molto diversa da quel primo giorno in cui gli ho dato ripetizioni di matematica, mentre Alyce che non mi ha mai visto così scoppia a piangere e quando gli chiedo come mai mi risponde: "Perché sei bella."
Il campanello suona, finalmente Marta è arrivata, vado ad aprire la porta e la faccio accomodare le spiego dove puó trovare tutto il necessario e le dico di chiamarmi qualsiasi cosa succeda, do più o meno 34592 baci ad Alyce e poi esco, spinta da Cristian che mi convince che non succederà nulla.
"Dio quanto sei bella." Mi dice mentre guida verso il ristorante.
"Grazie.. L'ho fatto solo per te." Lui sorride e mi accarezza una coscia.
"Dove andiamo a mangiare?" Chiedo, sono affamata.
"Beh, visto come sei vestita direi un posto elegante, che ne dici del ParadiseJr?" Sorride sotto i baffi, sa bene quanto io ami quel ristorante. I miei occhi prendono lentamente la forma di due cuoricini e successivamente inizio a saltellare sul sedile da seduta.. Una scena che non vi auguro di assistere mai.
Lo bacio sulla guancia lasciandogli un po' di rossetto, lo pulisco con il dito e finalmente giungiamo a destinazione:
"Buonasera, siete in due?" Chiede la cameriera, giovane, bel fisico, occhi azzurri e capelli lunghi raccolti in una treccia.
"Sì."
"Avevate prenotato?"
Neghiamo entrambi e lei cerca un posto libero nella sala, lo trova in fondo nell'angolino e ci fa accomodare, ci lascia i menù ed iniziamo a sfogliarlo, dopo un paio di minuti torna chiedendoci se avessimo già scelto, la guardo, i suoi occhi cadono un po' troppo spesso sugli addominali di Cristian ed ogni volta che succede i suoi denti si mordono il labbro.. Dio, fai che questa la smetta.. Non voglio sporcarmi il vestito di sangue!
"Per me un' albese e subito dopo un risotto erba luce zafferano." Dice Cristian non considerando proprio lo sguardo della cameriera zoccola.
"Signorina per lei?"
Prima di rispondere la fulmino con gli occhi ingannandola con un sorriso:
"Anche per me un'albese ma poi prenderei il risotto agli asparagi."
Segna tutto su un tablet, infine ci chiede cosa vogliamo bere e dopo aver confermato il vino bianco prende e se ne va.. Brava ragazza, stai al tuo posto.
"Carina la cameriera eh?" Chiedo.
"Non cominciare Già.. Non mi sta guardando, non mi vuole, non ci prova e non gli interesso.. Ogni volta la stessa storia." Sbuffa facendosi aria col menù.
"Io sono una ragazza e riconosco lo sguardo delle altre donne. Ti vuole. Scommettiamo?"
"Guarda, sarei disposto a giocarmi i pantaloni a sto giro." Dice ridendo.
Ridi, ridi, che vedi come te lo dimostro adesso..
"Se ho ragione io, lavi i piatti per una settimana." Propongo.
"D'accordo, ma se vinco io non faccio le lavatrici per un mese."
Sleale, ma sono sicura di vincere, perció sono pronta a tutto.
Quando torna a portarci il bere inizio il mio piano, faccio finta di parlare al telefono e poi mi rivolgo a Cristian, senza chiamarlo con nomignoli, ma per nome:
"Cristian, è nostra madre.. Vuole sapere perchè non le rispondi."
Inizialmente lui non capisce, poi collega e sta al gioco, la cosa in realtà mi diverte persino e vedere lui che parla al telefono con nessuno è esilarante.
"Avrei scommesso che foste una coppia." Dice la ragazza dopo che Cri finge di chiudere la chiamata.
"No no, è mia sorella.. Ma non sei la prima a dirci che sembriamo fidanzati." Dice subito lui, vuole farle proprio la corte? Lo ammazzo prima che anche solo ci provi.
"Ah.." Arrossisce. Sorride innocente, ma io so bene che non è così.
"Torno con le albesi."
Va e torna, porta due piatti in un braccio e mantiene il pane nell'altro.
Ce li lascia sul tavolo guardando sempre più spesso Cristian.. E 1, 2, 3 .....
"Sei convinto ora ?" Chiedo quando se ne va.
"Sì.. Sempre più convinto della mia idea."
"Vedrai.."
Il resto della cena non ha grandi episodi che potessero dimostrare la mia evidente vincita, fino a quando Cristian non chiede il conto, la cameriera ce lo porta su un piattino del caffè lo apriamo e leggiamo tutti i costi dei vari piatti consumati e sotto il totale vediamo una freccina, giriamo il foglio e sbam! La mia vittoria!
Il numero di telefono più il suo nome "Susan" , felice di aver vinto, ma infuriata con lei mi alzo e mi precipito verso la cassa seguita da Cristian:
"Grazie mille, gentilissimi." Dice il MIO UOMO pagando il totale, mentre usciamo incrociamo la cameriera e sento solo lui dirle: "Scusa, ma ho una fidanzata e la amo da impazzire." Mi tranquillizzo sentendo le sue parole ed esco comunque dal locale, mi appoggio al muro e lo aspetto.
"Quindi?" Dico a braccia incrociate con sguardo da vincitrice.
"Avevi ragione."
"Dillo ancora."
"Gne gne, avevi ragione, sono irresistibile!"
Mi metto a ridere, lo prendo per la camicia e lo bacio.. Se Susan uscisse adesso sarebbe la figura più brutta della mia vita: incesto!
"Sei irresistibile si cazzarola." Dico sincera.
"Mmm..Ora arriva la parte più bella della serata." Risponde malizioso.
"Sarebbe?" Fingo la più totale incomprensione.
"Il momento in cui tu non mi resisti più e mi salti addosso." Scherza e mi bacia ancora.
"Ti amo da impazzire."
Ed è vero , lo amo come non amo nient'altro, ovviamente Alyce a parte.
Quando saliamo in macchina ci parte un'irrefrenabile voglia di baciarci, ci nascondiamo dentro un vicolo ed ovviamente l'inevitabile succede, come due ragazzini a far l'amore in macchina, come due ragazzini a vivere di noi.

STAI LEGGENDO
La nuova vita.
ChickLitNon è possibile comprenderlo se prima non si ha letto "Si comincia da capo." Alice ha ricominciato a vivere da quando Matthew è stato rinchiuso, la sua vita ora è completamente diversa: può uscire di casa senza aver paura di essere rapita, sua madr...