11-Giornate da dimenticare. O forse no?

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- Giornate da dimenticare. O forse no?

Adagiati su quel pavimento in legno, dietro il bancone delle Sharingan, Obito e Kakashi dormivano l'uno accanto all'altro ancora seminudi, troppo sfiniti per rivestirsi, a causa della passione che li aveva travolti la sera prima.
Obito prese ad agitarsi nel sonno, sentendo il gelo entrargli fin nelle ossa. Inconsciamente si voltò alla sua destra ancorandosi all'albino e accucciandosi a lui in cerca di calore.

Kakashi percepì chiaramente una presenza imporsi prepotentemente su di lui, stingendolo come un cuscino, emettendo qualche tremolio. Aprì un occhio e stirò la schiena a causa della scomoda posizione in cui si trovava. Frastornato, aprì anche l'altro occhio e voltò la testa verso quella presenza che continuava a tremare attaccato a lui come una piovra. Un terribile mal di schiena lo colse, seguito dal dolore al collo. Sforzandosi si mise seduto, guardandosi attentamente intorno. Sentiva freddo.
Si voltò verso la sua sinistra osservando l'ex compagno di liceo seminudo dormire accanto a lui. La camicia era completamente aperta, senza pantaloni né intimo. Inarcò un sopracciglio osservando la propria intimità in bella vista, attualmente rilassata, intuendo subito cosa fosse successo. Avevano fatto sesso, era ovvio.

Obito continuava a tremare infreddolito. In effetti dormire praticamente nudo sul pavimento di un bar non era il massimo. Ripensandoci... Anche lui stava gelando.
"Cazzo...! Però ha davvero un bel corpo!" Coprire tanto ben di dio era un po' uno spreco.
Rassegnato appoggiò la mano sinistra sul fianco del moro, scuotendolo per bene.
"Obito, sveglia! O ti prenderai un malanno a dormire lì in quel modo!"
"Mmmh!" Grugnì in risposta, stropicciandosi stancamente gli occhi.
L'Hatake osservava divertito l'ex compagno di liceo, cominciando a ricordare gli eventi avvenuti la sera prima. Era stata senza dubbio una delle migliori scopate della sua vita.
L'Uchiha mezzo intontito provò a mettersi seduto, percependo delle atroci fitte di dolore al fondo schiena, così tornò sdraiato.
"Che ore sono?" Domandò.
"Le 4 del mattino. Forse è il caso che ci rivestiamo e torniamo a casa."
Quel "rivestiamo" arrivò alle orecchie del moro come un cataclisma di dimensioni astronomiche.
Immediatamente volse lo sguardo verso il tizio accanto a sé, percependo l'ansia crescere, passando poi a se stesso. Erano entrambi completamente nudi.
"AH! Non mi guardare maniaco!" Urlò stringendo la camicia tra le dita, chiudendola rabbiosamente. Sentiva l'insana voglia di piangere, mentre una stranissima sensazione di appiccicaticcio si faceva strada tra le sue gambe.
Intanto Kakashi si alzò in piedi rivestendosi come se niente fosse, osservando il corpo dell'ex compagno di liceo tremare. Non la stava prendendo bene.
"Mi dispiace...!" Provò, inginocchiandosi di fronte a lui e porgendogli un mano.
"Se vuoi ti do una mano. Posso anche accompagnarti a casa, se vuoi." Un po' gli dispiaceva.
Un sonoro ceffone gli arrivò in pieno volto.
"Stammi lontano! Ed esci immediatamente dal mio locale! ADESSO!" Urlò Obito, colto da un improvviso raptus di rabbia.
"Guarda che sei stato tu a chiedermi di baciarti! E quando ti ho toccato non ti sei opposto minimamente! Non fare la vittima adesso!" Sbottò l'Hatake tastandosi il viso.
Era sempre lo stesso. Prima agiva impulsivamente e poi, non appena la realtà dei fatti non appariva come credeva che fosse, se ne pentiva.
"VATTENE HO DETTO!" Riprese a urlare l'altro. Aveva fatto una cazzata, un'enorme cazzata.

Kakashi scocciato sospirò e si passò una mano tra i capelli. Era ovvio che fosse sconvolto, da un lato era pure comprensibile. Era la prima volta che andava a letto con una persona del suo stesso sesso, e per di più da ubriaco.
"Su vieni, ti do una mano!" Si piegò in avanti afferrando il moro per un braccio, aiutandolo a mettersi in piedi.
L'Uchiha, malgrado lo sfogo iniziale, nel sentirsi toccare di nuovo rimase in silenzio e voltò lo sguardo altrove. Sentì le gambe cedere appena per l'incredibile mal di schiena, ma l'altro gli evitò la caduta sostenendolo.
"Vuoi che ti accompagni in bagno per ripulirti?" Chiese.
Obito scosse la testa negativamente, sentendo la rabbia e l'imbarazzo tornare. Era orribile. Stava iniziando a ricordare. Era vero, Kakashi non lo aveva forzato a fare nulla, si era concesso da solo.
Vedendolo così mansueto, l'Hatake si stranizzò un poco. Poi raccattò i vestiti dell'ex amico e glieli porse, dandogli la possibilità di rivestirsi.
"Posso accompagnarti a casa, se vuoi." Riprese nuovamente con tono calmo.
"Non è necessario." Il moro eccessivamente a disagio indossò subito boxer e pantaloni, percependo la tensione che si stava accumulando tra loro.
Come avrebbe dovuto comportarsi? Gli serviva del tempo per riflettere.
"Su andiamo, ti accompagno io! Non mi sembri in grado di guidare." Decretò deciso l'albino.
"Sono perfettamente in grado di guidare invece!" Si alterò il moro. Drizzò la schiena, percependo una fitta lancinante appena un istante dopo, tanto da poggiarsi dolorante al bancone.
Strinse gli occhi poggiando la mano destra in direzione del sedere, mentre la sinistra sul bordo del bancone.
Kakashi si lasciò andare ad un sorrisetto divertito. Non era cambiato poi tanto, malgrado il passare degli anni. Era rimasto sempre lo stesso testone.
Con disinvoltura avvolse la vita del moro con un braccio. "Ti do una mano io!" Esordì, reggendolo e avviandosi verso l'uscita.
Imbarazzatissimo, ma con dipinto sul viso un cipiglio alterato, Obito richiuse la porta della caffetteria alle sue spalle, sostenuto dall'altro.

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